Priorità a giovani e welfare

Gli impegni urgenti del nuovo governo secondo Herkendell (Caj)

Neppure la Germania è stata risparmiata dagli effetti della crisi internazionale, benché qui le ricadute appaiano meno evidenti che in altri Paesi. Michael Herkendell, responsabile della formazione politica della Caj, Associazione dei giovani lavoratori cattolici tedeschi, offre a Massimo Lavena per Sir Europa una lettura dell’evoluzione dei fenomeni sociali e politici tedeschi anche in relazione alle elezioni per il Bundestag del 22 settembre, toccando gli aspetti più pressanti per la famiglia e i giovani.

Secondo la vostra associazione, quali interventi sociali andrebbero riveduti o approfondito dal prossimo governo?
“La politica per la famiglia della coalizione governativa uscente si è concentrata negli ultimi mesi, e durante la campagna elettorale, soprattutto sul tema del Betreuungsgeld (assegno per l’assistenza dei figli) che attualmente è di 100 euro: viene corrisposto dal 1° agosto di quest’anno a tutti i genitori che si occupino del proprio figlio fino al compimento del terzo anno di vita e che non lo affidino a un asilo nido. In Germania, questa prestazione, definita con irrisione dai partiti dell’opposizione ‘premio del focolare’, è molto controversa, poiché molti, anche dentro il governo, temono che si creino falsi incentivi per le donne. Da più parti si chiede invece che il denaro sia impiegato nell’incremento degli asili nido. Si aggiunga che l’assegno viene sommato al sussidio per la disoccupazione. Anche i vescovi tedeschi conoscono il problema. Ma, per la nostra esperienza, sappiamo quanto sia difficile per le famiglie – e soprattutto per le donne – conciliare lavoro e famiglia. In Germania i bambini continuano a essere le persone a maggior rischio di povertà. Il Betreuungsgeld non risolve questo problema e, anche in futuro, le prestazioni per la famiglia saranno un patchwork che non verrà elaborato neanche dal prossimo governo, quale che sia la sua composizione”.

Quali sono le questioni urgenti nelle politiche giovanili?
“La Germania, contrariamente ai propri vicini europei, presenta un livello relativamente basso di disoccupazione giovanile, ma non va dimenticato che dietro i dati puri e semplici si nascondono molti singoli destini. Vi sono 1,5 milioni di giovani al di sotto dei 25 anni che non hanno alcuna formazione, molti altri che cercano lavoro non sono ricompresi dalla statistica. Un dato negativo è il fatto che i giovani che possiedono una buona formazione, dopo aver completato gli studi devono prima lavorare per agenzie di lavoro temporaneo con contratti a termine. In tali condizioni precarie è molto difficile pianificare una famiglia. Ci sono molti problemi nel settore delle politiche per l’istruzione che in Germania è competenza dei Länder. Si delinea la situazione in cui il titolo di studi dei figli dipende in gran parte dal portafogli dei genitori; la conseguenza è che livelli d’istruzione bassi e condizioni lavorative precarie, che per lo più ne derivano, sono ereditate all’interno delle famiglie”.

Quali sono attualmente i principali problemi economici che il futuro Esecutivo non dovrebbe trascurare?
“Rispetto ai nostri vicini europei, come Belgio, Francia o Danimarca, in Germania i costi salariali unitari sono molto bassi. Per le aziende tedesche, ciò rappresenta un chiaro vantaggio in termini di concorrenza. Con questa politica, non solo distruggiamo i posti di lavoro nei nostri vicini, ma indeboliamo anche la domanda interna, poiché i salari sono bassi. Dal mio punto di vista, e dal punto di vista del Caj, è indispensabile introdurre un salario minimo per tutti. Non può accadere che le persone debbano andare a lavorare per tre o quattro euro l’ora. E i salari reali in Germania sono diminuiti negli ultimi anni, mentre i profitti delle imprese e i redditi di un piccolo gruppo di ricchi sono aumentati in misura superiore alla media”.

I cattolici tedeschi come considerano il problema del divario sociale?
“Nessun cattolico dovrebbe poter dormire tranquillo nel vedere la gente cercare nella spazzatura le bottiglie di vetro con vuoto a rendere per arrotondare il salario o la pensione, mentre i ricchi vorrebbero sottrarsi alle loro responsabilità mediante modelli di contenimento delle spese e la richiesta di ‘meno Stato’. Un quadro simile si evince dalla politica sociale. In Germania, chi ha bisogno di assistenza o presta assistenza ai propri congiunti ha buone possibilità di scivolare nella povertà. È una situazione insostenibile. Uno Stato che spende miliardi per salvare le banche deve essere in grado di condurre una politica sociale in cui le persone bisognose di assistenza possano vivere dignitosamente”.

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