Bulgaria, Svizzera, Ucraina, Slovacchia

Bulgaria: incontro nazionale dei cattolici
“Con fede tenace”: con questo titolo nella città di Rakovski, nella diocesi di Sofia-Plovdiv, il 6 e 7 settembre si svolge il primo incontro nazionale dei cattolici di tutta la Bulgaria. Un appuntamento per conoscersi meglio, incontrarsi e rafforzare la propria adesione al messaggio evangelico nell’Anno della fede. Ogni diocesi, parrocchia, ordine religioso o movimento ha la possibilità di presentarsi sottolineando le proprie particolarità storiche e pastorali. “Con questo primo raduno dei cattolici in Bulgaria vogliamo dare uno slancio alla Chiesa cattolica locale – spiega a Sir Europa l’organizzatore, don Dimitar Dimitrov -, perché, essendo una piccola minoranza, è importante conoscersi e sentirsi parte di una comunità più grande”. Don Dimitrov è parroco di una delle tre parrocchie nella città di Rakovski, scelta come luogo dell’incontro essendo l’unica città nel Paese dove risiedono un buon numero di cattolici. A suo avviso anche qui “si sentono le conseguenze del secolarismo e del materialismo che invadono l’Europa e la fede tenace dei nostri padri non è così forte”. Per questo nel programma è prevista anche una visita-omaggio al cimitero del quartiere General Nicolaevo dove riposano molti dei vescovi e dei sacerdoti bulgari perseguitati durante il comunismo. L’incontro si concluderà con una messa per la nuova evangelizzazione celebrata dal nunzio apostolico mons. Janusz Bolonek.

Svizzera: celebrazione ecumenica per Wcc
Una solenne preghiera ecumenica si è svolta domenica 1 settembre nella cattedrale di Losanna per celebrare la collaborazione tra le chiese in Svizzera e per impartire una speciale benedizione ai delegati elvetici che parteciperanno dal 30 ottobre all’8 novembre prossimi all’assemblea del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) a Busan, Repubblica di Corea. Sarà un “pellegrinaggio di giustizia e di pace”, ha affermato Olav Fykse Tveit, segretario generale Wcc nel suo intervento a Losanna, “che avrà profonde conseguenze per il modo in cui viviamo la nostra fede come comunità e chiese, individualmente e insieme, e in relazione con persone di altre culture e religioni. Custodire nel nostro orizzonte ‘il più piccolo di costoro’, influenzerà i cammini verso la pace che noi percorreremo in questo pellegrinaggio”. Il tema dell’assemblea, “Dio della vita, portaci alla giustizia e alla pace”, è “una preghiera di comunione delle chiese, determinate nel restare insieme nonostante le differenze, perché Dio è più grande delle loro differenze”, ha affermato Martin Hirzel (Federazione delle chiese protestanti svizzere).

Ucraina: 4 leader cristiani tra persone più influenti
Nel suo numero di agosto, la rivista “Korrespondent” ha individuato le 100 persone più influenti nel 2013 in Ucraina. I risultati si basano sulle opinioni di 18 esperti in vari campi che sono stati invitati a scegliere i candidati da inserire nella lista. Hanno valutato la popolarità dei personaggi e il loro livello di influenza sulla vita del Paese, le dimensioni delle imprese controllate e le opportunità per gli imprenditori in termini di potenziale pressione da esercitare, nonché il numero totale di “seguaci” nel caso delle celebrità e degli atleti. L’arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), Sviatoslav Shevchuk, è il n. 82, mentre il cardinale Lubomyr Husar è al n. 31. Il patriarca Filarete, della chiesa ortodossa ucraina – Patriarcato di Kiev è il n. 49, mentre la posizione più alta tra i rappresentanti delle Chiese cristiane è occupata dal metropolita Volodymyr della chiesa ortodossa ucraina – Patriarcato di Mosca.

Slovacchia: la Caritas aiuta i profughi siriani
La settimana scorsa Caritas Slovacchia ha stanziato 9mila euro per i profughi siriani nel quadro dei suoi aiuti umanitari. “Il denaro è stato raccolto dai nostri cittadini a partire da aprile e, alla fine, la settimana scorsa siamo riusciti a inviare 3mila euro a Caritas Giordania e 6mila a Caritas Libano”, spiega il segretario generale di Caritas Slovacchia, Radovan Gumulák. Entrambi i Paesi hanno aiutato i profughi per diversi mesi e questo costante flusso di siriani in stato di bisogno causa molti problemi, poiché ai profughi manca il necessario per vivere. “Caritas Giordania e Caritas Libano forniscono principalmente assistenza sanitaria, vaccinazioni e farmaci, nonché consulenza psicologica, perché sono molto forti la paura e lo stress tra i rifugiati”, prosegue Gumulák. “Il nostro ruolo è quello di sostenere queste persone. Non hanno bisogno soltanto di aiuti materiali, hanno bisogno di amore”, dichiara il presidente di Caritas Libano, padre Simon Faddoul. La raccolta di denaro organizzata da Caritas Slovacchia continua, con l’obiettivo di aiutare anche i profughi siriani in Turchia.

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