Priorità all'”agenda rom”

Il ruolo della Chiesa cattolica per superare le tensioni in atto nel Paese

Il presidente della Conferenza episcopale ceca, il cardinale Dominik Duka, la settimana scorsa a Praga ha incontrato il commissario del governo per i diritti umani, Monika Šimunková, per parlare della “situazione di tensione” nelle aree ad alta densità di popolazione rom. I rapporti tra i rom e gli altri cittadini sono stati caratterizzati per anni dall’intolleranza, soprattutto nelle regioni nord-occidentale e meridionale della Boemia, dove la loro percentuale è più alta rispetto alle altre zone del Paese e l’attuale tasso di criminalità risulta preoccupante.

Situazione tesa. La città di Ceske Budejovice è stata al centro di forti tensioni etniche, soprattutto nelle ultime settimane. Il 21 giugno, a una lite (apparentemente innocua) in un parco giochi ha fatto seguito una dimostrazione che mirava ad attirare l’attenzione sui problemi di coesistenza delle famiglie socialmente deboli. La tensione è cresciuta trasformandosi in un conflitto aperto con la polizia: 30 partecipanti a una marcia, con una presenza di gruppi radicali, sono stati arrestati. Una schiarita in questa situazione molto critica è arrivata grazie ai Salesiani di Don Bosco, che hanno ospitato un dibattito aperto con la presenza di tutte le parti in causa, con l’obiettivo di stabilizzare la situazione e delineare le prospettive di sviluppo delle relazioni reciproche per il futuro.

Dalla piazza al tavolo del negoziato. Secondo Ondrej Trojek del Centro giovanile salesiano, rappresentanti della comunità rom e degli altri abitanti, organizzazioni non governative, municipio e polizia, si sono incontrati nella prima metà di luglio per verificare il quadro locale. “Il dibattito è stato costruttivo e noi lo riteniamo un successo, perché siamo riusciti a tenere sotto controllo l’aspetto emozionale e spostare la discussione dalla piazza al tavolo del negoziato”, spiega Trojek. La cosa più incoraggiante è che i partecipanti hanno convenuto di lavorare sul miglioramento delle relazioni reciproche nel lungo periodo. Le conclusioni e le raccomandazioni includono l’istituzione della figura di un “assistente per la prevenzione della criminalità”, la ricostruzione di diversi campi da gioco sorvegliati, la costituzione di gruppi di lavoro con lo scopo di risolvere i problemi concreti della convivenza fra i rom e la maggioranza degli abitanti. “Non vogliamo risolvere i nostri contenziosi con liti e discussioni, ma attraverso la ricerca di compromessi nello stile di un buon vicinato”, si legge nel comunicato ufficiale.

Braccia aperte dalla Chiesa cattolica. I partecipanti hanno inoltre dedicato la loro attenzione alle ragioni della tensione, che sono state individuate nell'”alto tasso di disoccupazione, nella droga e nella noia”. Questo argomento è stato anche al centro dell’incontro del 22 luglio fra il card. Dominik Duka, presidente della Conferenza episcopale ceca, e Monika Šimunková, commissario per i diritti umani. Secondo il cardinale, l'”agenda rom” è sempre stata una delle massime priorità della Chiesa cattolica, a causa dei problemi specifici di questa etnia nella Repubblica Ceca, che soffre un’elevata disoccupazione ed esclusione sociale. “In alcune regioni, circa l’80% dei beneficiari della Caritas ceca sono rom”, spiega il capo della Conferenza episcopale, aggiungendo che l’aiuto destinato a questa minoranza non consiste solo in un sostegno materiale e finanziario, ma include anche l’istruzione e la formazione dei giovani rom. Duka ha elogiato il lavoro dei Salesiani in questa direzione e ha sottolineato l’importanza della politica dei “piccoli passi” e il loro “lavoro certosino” per risolvere una situazione tutt’altro che semplice. Una situazione che – secondo il porporato – spesso sfugge a tutte le misure politiche. “La Chiesa cattolica ha sempre aperto le braccia agli emarginati, compresi i rom”, sottolinea il prelato, specificando che la Chiesa include anche sacerdoti rom, che sono ben accetti dai membri della loro etnia, ma anche dalla maggioranza della popolazione. “Un lavoro duro e costante, l’incoraggiamento attraverso il buon esempio e la costante ricerca di soluzioni praticabili” sono i passi più importanti, conclude il card. Duka, invitando a riconsiderare il “sistema di valori nella società”. In base alle conclusioni della riunione, il commissario elaborerà un progetto di aiuto concreto, che sarà in seguito oggetto di discussione all’interno della Conferenza episcopale, per trovare il miglior modo di metterlo in pratica.

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