“Con lui risponderemo” “al cambiamento epocale” “del nostro continente”

Il presidente della Conferenza episcopale latino americana, monsignor Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla (Messico) accoglie l'incontro col Papa come "una gioia del tutto inaspettata, un immenso dono di Dio per la Chiesa in America Latina e nei Caraibi". E anche l'occasione per chiedere ai giovani di farsi protagonisti dell'evangelizzazione

Il Papa "venuto dall’altra parte del mondo" torna a casa, in America Latina. C’è un’incredibile atmosfera di attesa qui a Rio de Janeiro dove oggi il Santo Padre atterrerà alle 16 (ore 21.00 italiane) e si ritroverà nelle braccia aperte degli oltre 2 milioni di giovani venuti qui da tutto il mondo per vivere con lui la Giornata mondiale della Gioventù. Il traffico rallenta la circolazione nelle strade della "Cidade Maravilhosa" dove stanno man mano arrivando i pellegrini della Gmg. Dopo i brasiliani, il gruppo più numeroso sono ovviamente quelli argentini che secondo le stime sarebbero più di 40mila. Appena atterrati a Rio, un’enorme baraccopoli accoglie il turista lungo la via che porta alla metropoli. È uno schiaffo di realtà. Eccolo, dunque, il Brasile che accoglierà il Papa: simbolo di tutte le contraddizioni e povertà ma anche di tutte le straordinarie risorse di questo continente. Il Brasile è stato travolto nel mese scorso da una serie di manifestazioni nate spontaneamente soprattutto dai giovani e sostenute dalla rete. È una reazione di risveglio di fronte a problemi non risolti e non affrontati, come la corruzione, l’impunità e la mancanza di trasparenza. "Ci troviamo in un momento cruciale", dice monsignor Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla (Messico) e presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). E "le sfide del cambiamento epocale in cui viviamo, esigono un ripensamento degli atteggiamenti, delle strutture e delle attività pastorali nella fedeltà a Cristo". Nel programma della sua partecipazione alla Gmg, Papa Francesco ha chiesto di poter partecipare domenica 28 luglio alla Riunione Generale di Coordinamento del Celam. Il Papa conosce perfettamente le sfide ecclesiali e sociali di questo continente perché le ha vissute sulla sua pelle. Per questo – dice oggi mons. Aguiar – per i 50 vescovi che compongono il Celam, "sarà di enorme interesse e importanza ascoltare la voce di Papa Francesco". Lo abbiamo intervistato.

Monsignor Aguiar, come avete accolto la notizia che il Papa voleva incontrarvi?
"È una gioia del tutto inaspettata, è un immenso dono di Dio per la Chiesa in America Latina e nei Caraibi, è la prima volta che un Papa parteciperà alla riunione annuale di coordinamento del Celam. L’iniziativa l’ha presa lo stesso Santo Padre, è lui che vuole incontrarci, il che dimostra il suo grande interesse nel promuovere e incoraggiare la missione della Chiesa in America Latina. Il solo fatto di averlo con noi ci entusiasma e ci riempie di speranza".

Tra le tappe del viaggio del Papa a Rio ci sarà anche un pellegrinaggio al santuario di Aparecida. La Gmg si svolge in un periodo difficile per il Brasile e non solo a causa del dilagare della povertà. Di che cosa ha bisogno oggi il mondo latino-americano?
"Il mondo oggi sta vivendo un cambiamento epocale, vale a dire, soffre una crisi culturale di grande portata, in cui il consenso sui valori ha subito una frattura. In questo contesto, la trasmissione della fede alle nuove generazioni è un compito complesso e delicato. Occorre parlare il linguaggio dei giovani, rispondere ai loro interrogativi, utilizzare gli strumenti di comunicazione che loro usano, ed è particolarmente importante che i giovani stessi siano i principali evangelizzatori degli altri giovani. La Gmg rappresenta una grande opportunità per suscitare la coscienza dei giovani nel compito dell’evangelizzazione. L’incontro di massa suscita entusiasmo e fiducia, soprattutto nell’ascolto del Successore dell’Apostolo Pietro e nel rispondere alla sua chiamata per contribuire alla Missione della Chiesa".

Papa Bergoglio è un figlio del Latino America. Quale dono porterà il suo Magistero alla Chiesa universale?
"Abbiamo già notato la capacità di Papa Francesco nell’incontrare le folle e testimoniare la freschezza del Vangelo, vissuto nelle sue parole e soprattutto nel suo esempio, la realtà di vivere essendo amati da Dio e amando Dio negli altri, soprattutto nel più bisognosi".

Papa Bergoglio e i giovani. Quali attese per la Gmg di Rio?
"Il Papa ha mostrato un grande carisma nel trasmettere la parola di Dio e arrivare al cuore dei cattolici e anche di chi non lo è, mostrando una sensibilità nei confronti dell’uomo, in particolare di coloro che soffrono, vivendo nella semplicità dell’esempio di Cristo; questo è ciò che i giovani desiderano, non che gli si parli di Dio, ma che si mostri loro Dio, e questo è proprio quello che il Papa sta facendo. Si tratta di una grande opportunità perché i giovani trovino il coraggio di impegnarsi con la loro fede, e di vivere nella loro gioventù la gioia di sapersi amati da Dio".

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