Un altro traguardo:” “800mila firme

Superata di slancio un'altra tappa significativa. Decisivo lo sprint di Romania e Portogallo per raggiungere al più presto il minimo necessario. L'obiettivo del milione di firme si fa ora più realistico. Si attende la discesa in campo della Germania, ferma attorno al 40% del minimo assegnatole

Le firme per "Uno di Noi" a livello europeo sono arrivate a 802.408. Il dato è di stamane, venerdì 19 luglio, e merita una menzione perché sta evidenziando non soltanto il progredire della raccolta, molto costante e significativo, ma anche una crescita progressiva della presa di coscienza culturale ed etica, su scala europea, del valore della vita umana. È questo infatti il commento che si sente a vari livelli, tra le associazioni ed i movimenti italiani ed europei che stanno animando la raccolta di firme per la campagna "Uno di Noi", e che naturalmente si accentua al passaggio di livelli simbolici, quale è quello delle 800mila firme: simbolico perché alto, simbolico e bene augurante perché sempre più vicino al milione di firme che è ora a portata di mano, forse con largo anticipo rispetto al termine del 31 ottobre. Ma questo risultato, oltre che una presa di coscienza, evidenzia anche l’azione conseguente che si sta materializzando e che induce il Comitato promotore nazionale a esprimere soddisfazione. Infatti le 802.408 firme mostrano chiaramente che c’è tanta gente che crede al valore della vita umana racchiusa nell’embrione e nella sua inviolabile dignità, che quindi non può essere manipolata a piacere per finalità quali la ricerca, lo sfruttamento economico, sanitario o di "brevetto" di ricerche sul Dna.

I Paesi che hanno "sprintato". A cosa si deve questo slancio progressivo nella raccolta firme? Al risveglio di alcuni Paesi, in particolare, oltre che alla tenuta e all’ascesa continua di nazioni quali l’Italia (+521,67%) e la Polonia (+374,20%) che hanno superato di 4 o 5 volte i rispettivi "minimi" fissati dalla Commissione europea per il conseguimento del requisito di 7 Paesi che superino la propria "asticella". Ecco le nazioni che stanno emergendo per vitalità: anzitutto la Francia, che dopo aver "sonnecchiato" nei primi mesi, quelli primaverili, ha oggi superato di slancio il proprio "minimo", giungendo a un bel 135,56% con 75.235 firme rispetto alle 55.500 minime richieste. La raccolta continua e questo Paese ultra-laicizzato potrebbe riservare ulteriori positive sorprese. Notevole anche il risultato di Austria (218,25%), Spagna (148,93%), Ungheria (297,07%), Lituania (che da poco ha superato il suo minimo posizionandosi al 101,38%), Olanda (singolarmente vivace nonostante una legislazione ultra-libertaria sul piano etico, con il 110,83%), Slovacchia (208,55%). Le altre novità dell’ultima ora sono i due Paesi outsider, Romania e Portogallo che finora avevano navigato nelle zone medio-basse della classifica di raccolta firme. La Romania ha accelerato e si avvicina al 100% col suo attuale 94,67%; il Portogallo è all’80,03% ma veniva da percentuali molto più deboli. Quindi un grosso incoraggiamento per questi due Paesi, mentre – notano al Comitato europeo – rimane "ferma" la Germania, Paese non solo importante, anzi "il più importante" d’Europa dal punto di vista economico e sociale, ma anche forte di una grande tradizione religiosa ed etica: al momento è ferma al 41,86%. Si attende la discesa in campo delle associazioni laicali per dare uno slancio più forte alla raccolta: con il loro contributo la campagna potrebbe avvicinare il traguardo finale molto in fretta.

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