Energia e tasse, leader in conclave

Due politiche nazionali ora assumono una nuova dimensione europea

L’Europa “sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”: forse è eccessivo scomodare Robert Schuman, “padre” dell’integrazione, e la sua Dichiarazione del 9 maggio1950, in occasione del Consiglio Ue del 22 maggio. Ma la “pietra miliare” del processo di costruzione comunitaria ancora una volta è una chiave di lettura per comprendere l’Unione europea del terzo millennio. Infatti il summit dei 27 leader ruota attorno a due temi concreti come l’energia e le tasse, elementi che riguardano la vita dei cittadini, quella degli Stati e della stessa Ue, e che oggi, nei nuovi scenari globali, assumono sempre più una dimensione continentale piuttosto che apparire come prerogative della sovranità nazionale.

Linearità e coerenza. “L’obiettivo di questo Consiglio europeo è di impostare la direzione per il lavoro futuro su due temi di rilevanza cruciale per l’economia e la coesione sociale: l’energia e la fiscalità”. Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Ue, ha messo nero su bianco tali convinzioni nella lettera inviata alla vigilia del vertice ai capi di Stato e di governo dell’Unione. Il summit (che peraltro presenta un programma concentrato in poche ore) su questi due punti si inserisce in una serie di “discussioni tematiche” (bilancio, agenda digitale, commercio, unione economica e monetaria, difesa, politica industriale, “idea di Europa”…) previste nell’arco di un anno e mezzo, che dovrebbero garantire linearità e coerenza in “tutte le politiche rivolte al miglioramento di competitività, occupazione e crescita”. Il summit prevede anzitutto l’intervento del presidente della Commissione Barroso, per illustrare un percorso politico indirizzato al completamento del mercato unico dell’energia, agli investimenti, alle politiche commerciali verso i Paesi terzi fornitori.

Tre domande. Van Rompuy pone quindi nella sua lettera tre priorità in ambito energetico su cui discutere, formulate sotto forma di domande: “Per promuovere la competitività europea, la crescita e l’occupazione, che cosa dovrebbe essere fatto a livello comunitario per aumentare ulteriormente l’efficienza energetica? E per sviluppare le risorse autoctone? E per raggiungere una politica energetica più coerente, come prerequisito per attrarre gli investimenti necessari verso una infrastruttura energetica moderna?”. L’altro argomento in calendario è la tassazione: “Nel marzo scorso abbiamo già sottolineato la necessità di rinnovare gli sforzi per migliorare l’efficienza della riscossione delle imposte e la lotta all’evasione fiscale. In tempi di stretti vincoli di bilancio e di tagli alla spesa, la lotta contro la frode e l’evasione fiscale è soprattutto una questione di equità”. Il dibattito al summit “servirà anche a preparare una posizione forte e coordinata dell’Ue nei consessi internazionali come il G8, il G20 e l’Ocse, nonché nelle relazioni con i partner internazionali”. Energia e fisco, dunque. Due materie rimaste sempre escluse dal livello comunitario proprio per non intaccare la sfera di competenza dei singoli Paesi, vengono giocoforza riletti in una dimensione europea.

Garantire i cittadini. “Si tratta di due aspetti fondamentali per la competitività” del sistema economico europeo “e per lo stesso futuro dell’Ue”: Lucinda Creighton, ministro del governo irlandese cui spetta la presidenza di turno Ue, si è detta convinta della importanza del summit convocato a Bruxelles. “Anzitutto è necessario garantire ai cittadini e alle imprese forniture certe e sostenibili in campo energetico, e a prezzi concorrenziali. È una via obbligata per lo sviluppo economico. In questo senso occorre muoversi nella direzione del completamento del mercato interno, creando interconnessioni e ammodernando le infrastrutture. È inoltre necessario incoraggiare gli investimenti privati”, accanto a quelli pubblici e comunitari (mediante i fondi strutturali). Creighton non ha mancato di sottolineare il 21 maggio, nel corso di un dibattito con gli eurodeputati nell’emiciclo di Strasburgo, l’impegno, a suo tempo assunto dai Paesi membri, a migliorare l’efficienza energetica e ad accrescere il ricorso alle fonti rinnovabili.

Stop all’evasione. Sulle politiche fiscali il problema di fondo resta invece, a detta di Creighton, “quello della lotta all’evasione, per la quale è indispensabile creare un sistema trasparente che si basa sullo scambio di informazioni” – fra autorità competenti e sistema bancario – su redditi e capitali “che vadano oltre le frontiere nazionali”. Il ministro irlandese rilancia però la questione di “una tassazione equa” dei redditi e del risparmio. Lo stesso José Manuel Barroso a sua volta ha affermato: “I capi di Stato e di governo discuteranno di energia e di fiscalità, due possibili strumenti per sostenere la ripresa in Europa”. Sulle tasse il politico portoghese ha dichiarato che “bisogna ripristinare la fiducia dei cittadini, che passa dal senso di equità” dell’imposizione fiscale. “Entro il 2015 dobbiamo arrivare a uno scambio di tutte le informazioni relative ai redditi e ai movimenti e profitti da capitali” in una logica di “trasparenza”.

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