Crocevia continentale

L'emiciclo di Strasburgo snodo dei grandi temi di carattere internazionale

La plenaria dell’Europarlamento si conferma come una "cassa di risonanza" dei temi che attraversano la politica, la società e l’economia continentale. Spaziando anche fra i problemi "globali". Così, durante i lavori della sessione svoltasi a Strasburgo dal 15 al 18 aprile, in emiciclo, e attorno ad esso, si sono addensate le preoccupazioni per la crisi e l’occupazione, quelle per le minacce atomiche della Corea del nord, le violenze che incombono sulla Siria, i rapporti difficili fra il governo turco e le minoranze interne e fra Ankara e Nicosia. L’aula ha ricordato le vittime dell’attentato alla maratona di Boston, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime e al popolo statunitense, rimarcando il pericolo sempre latente del terrorismo.

Croazia "sulla buona strada". All’ordine del giorno della sessione figuravano, tra l’altro, la gestione della crisi da parte della Banca centrale europea, la riforma del sistema bancario (requisiti patrimoniali degli istituti di credito, concessione di prestiti alle piccole e medie imprese), il "salvataggio" di Cipro con aiuti Ue-Bce-Fmi, il punto della situazione sui rapporti tra Ue e Paesi candidati e potenziali candidati, con un occhio di riguardo a Serbia, Kosovo e Turchia. L’emiciclo ha accolto in seduta solenne il presidente dell’Irlanda, Michael D. Higgins, Paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione; ha quindi discusso con Consiglio e Commissione le riforme costituzionali in corso in Ungheria e la loro conformità al diritto comunitario; si è pronunciato sulla prossima adesione della Croazia, dove il 14 aprile si erano svolte le elezioni per la scelta di 12 eurodeputati. A questo proposito, infatti, l’Assemblea ha approvato una relazione nella quale "auspica di poter accogliere" il Paese balcanico "come ventottesimo Stato membro dell’Unione europea il 1° luglio 2013". Il documento attesta che la Croazia ha adempiuto agli obblighi e alle riforme richiestele nel periodo dei negoziati ed è "sulla buona strada per soddisfare i requisiti in sospeso in relazione agli ultimi preparativi per l’adesione".

Richiami e incoraggiamenti. Eppure nella relazione dell’Euroassemblea appaiono diversi richiami al governo di Zagabria: ad esempio si sottolinea che l’adesione non deve "essere interpretata come la fine di un processo, ma piuttosto come una tappa sulla via della modernizzazione economica, amministrativa e giudiziaria". Il Parlamento Ue "ribadisce la centralità di un sistema giudiziario indipendente, di un’amministrazione pubblica professionale e responsabile" nel "rafforzamento della democrazia"; invita la Croazia "a intraprendere ulteriori azioni" per migliorare l’indipendenza e l’efficienza "del proprio sistema giudiziario"; indica il dovere di combattere la corruzione, che si ritiene ancora presente nel Paese, e "a restare vigilanti nel garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali, contrastando allo stesso tempo tutte le forme di discriminazione e gli atti di intolleranza nei confronti delle minoranze nazionali, della comunità rom" e di altre categorie sociali. Al contempo gli eurodeputati insistono affinché Germania e Danimarca completino, con le rispettive ratifiche del trattato, gli adempimenti per l’adesione. "Il percorso della Croazia verso l’Unione, che ha comportato una profonda trasformazione di tutti gli aspetti delle politiche pubbliche, sta per concludersi", ha commentato il relatore Libor Rouček, europarlamentare ceco. "L’ingresso della Croazia renderà l’Ue più forte e più sicura e inoltre il successo della Croazia manda un segnale incoraggiante agli altri Stati candidati e aspiranti tali della regione" balcanica.

"Tornare alle radici". Le testimonianze dei monaci irlandesi San Colombano, definito da Benedetto XVI "santo europeo", morto a Bobbio (Italia) e di San Gallo, con la sua predicazione attorno al lago di Costanza (Svizzera), sono fra i temi sottolineati da Michael Higgings, presidente della Repubblica irlandese, che è stato "ospite d’onore" del Parlamento Ue. Nel suo discorso, il capo di Stato ha inserito la "peregrinatio monastica" e le "radici cristiano-giudaico" alla base del processo di unità europea, assieme al pensiero greco, al diritto romano e all’illuminismo. Higgings si è a lungo fermato ad analizzare "la ferocia dell’ondata di crisi che ha colpito l’Europa, con le sue pesanti ricadute" sui cittadini e sulle famiglie, senza che "i veri colpevoli", fra cui il sistema finanziario globale e le agenzie di rating, "si siano assunti la responsabilità di quanto accaduto". "Se lo spirito solidale europeo avesse imperato, non saremmo giunti fino a questo punto", ha sottolineato il presidente dell’Irlanda. Per superare questa fase occorre, a suo avviso, "ritornare alle origini dell’integrazione" e seguire due ammonimenti di Jacques Delors: "l’Europa ha bisogno di un’anima" e "all’Ue servono non solo pompieri, ma architetti". Tornando ai testi votati in aula, i deputati si sono espressi su taluni aspetti controversi del sistema di scambio delle emissioni inquinanti (Ets), progettato per tagliare le emissioni di gas serra.

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