Decisivo è il dopo” “

La Chiesa cattolica si dispone all'accoglienza e all'accompagnamento. Le unioni fra cattolici e musulmani sono considerate le più fragili. E non vengono incoraggiate dalle rispettive autorità religiose

La Chiesa cattolica accoglie a braccia aperte i matrimoni misti perché sono ormai il segno di un’Italia sempre più multi-etnica e multi religiosa e perché "mostrano con la loro vita quello stesso unico Dio che ha dato origine al loro amore. Sono quindi il segno che Dio ha fiducia nell’uomo e sta chiamando tanti cuori a incontrarsi". E’ don Paolo Gentili, direttore dell’ufficio famiglia e vita della Cei, a delineare al Sir l’approccio con cui la Chiesa va incontro ai matrimoni misti. Ed aggiunge: "Il fatto che ci sia un aumento dei matrimoni misti rispetto ai matrimoni che invece stanno notevolmente diminuendo in questi anni, ci interroga e sollecita la Chiesa a un’attenzione rinnovata verso queste situazioni, soprattutto in una società che si sta diversificando". Coppie dunque non da abbandonare a se stesse ma da seguire prima e dopo il matrimonio con percorsi non improvvisati ma studiati. Per questo, gli uffici famiglia, ecumenismo e problemi giuridici della Cei hanno promosso dal 21 al 23 febbraio un convegno nazionale sui matrimoni misti convocando a Roma operatori e responsabili delle diverse pastorali diocesane per uno sguardo integrato a questo fenomeno.

Matrimoni misti tra cattolici ed evangelici. Nessuna improvvisazione. "Tutti gli operatori, a partire dai parroci e da chi collabora nella pastorale familiare" sono chiamati ad "una corretta conoscenza e applicazione" delle disposizioni del Decreto generale sul matrimonio della Cei e dei documenti frutto dell’accordo con i valdesi-metodisti e i battisti italiani. Lo ha sottolineato Alessandro Giraudo, docente della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale nonché vicario giudiziale aggiunto del Tribunale ecclesiastico regionale piemontese. L’esperto chiama in causa anche la coppia alla quale si chiede una "adeguata preparazione" volta a conoscere "le divergenze" senza però renderle "di per sé ostacolo insuperabile alla celebrazione di un valido matrimonio". Il tutto "per evitare – sottolinea l’esperto – che venga celebrato un sacramento invalido secondo le disposizioni canoniche". Dal punto di vista invece ecumenico, Angelo Maffeis, docente all’Università cattolica di Brescia ed esperto di ecumenismo, ha richiamato l’attenzione dei delegati diocesani circa il rischio – insito in molte coppie – di pensare che "l’unione delle Chiese si realizzi attraverso la costruzione di una ‘terza Chiesa’, di una comunità cioè che supera i vincoli e le resistenze delle Chiese ufficiali e si pone come alternativa ecumenica rispetto ad esse". "Il rispetto per l’identità e il vincolo ecclesiale di entrambi i coniugi – ha detto Maffeis – è la condizione che permette loro di vivere la fede comune, di realizzare un fruttuoso scambio spirituale e di testimoniare insieme la propria fede, anzitutto nella forma di un impegno comune nella educazione cristiana dei figli".

Matrimoni misti tra cattolici e ortodossi. Il riferimento è il "Vademecum per la pastorale delle parrocchie cattoliche verso gli orientali non cattolici". Si tratta di un sussidio che intende "aiutare i parroci e gli operatori pastorali cattolici a fornire risposte corrette dal punto di vista pastorale e giuridico di fronte a specifiche richieste sacramentali". E’ il punto di riferimento della relazione di Adolfo Zambon, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Triveneto al quale la Cei ha chiesto di parlare di questo tipo di matrimoni misti. Intanto alcune diversità: le Chiese ortodosse affermano simultaneamente la "sostanziale indissolubilità del matrimonio" e la possibilità di ammissione della prassi del divorzio e di nuove nozze. Inoltre un fedele orientale non cattolico divorziato e risposato non può essere ammesso alla comunione eucaristica nella Chiesa cattolica, nonostante nella sua Chiesa ciò sia permesso. Ecco perché è importante che, in preparazione alle nozze, venga esibita una "prova dello stato libero" del fedele orientale non cattolico, qualora abbia celebrato in precedenza un matrimonio e chieda di accostarsi a un secondo matrimonio con una parte cattolica. Occorre però poi richiedere "una sentenza esecutiva" a un Tribunale ecclesiastico cattolico perché il precedente matrimonio sia dichiarato nullo.

Matrimoni misti tra cattolici e musulmani. "Una realtà – precisa subito Andrea Pacini docente della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e profondo conoscitore dell’Islam – che comunque non va sovrastimata perché i matrimoni canonici tra una parte cristiana e parte musulmana celebrati in chiesa non sono numerosissimi: la maggior parte di questi matrimoni vengono contratti con rito civile. Rimane però il fatto che ci sono e che occorre affrontarli con le dovute attenzioni". Anche in questo caso, esiste un documento di riferimento: "I matrimoni tra cattolici e musulmani in Italia" della Cei (2005). "Sia la Chiesa cattolica sia i musulmani e i loro organismi religiosi – dice Pacini – tendono a non incoraggiare questo tipo di matrimonio perché sembra statisticamente che sia soggetto a una più alta fragilità rispetto ad altre forme di matrimoni, a dimostrazione di una difficoltà più intrinseca in questo tipo di rapporto". D’altra parte – aggiunge l’esperto – "è anche vero che se due persone si vogliono sposare, bisogna prendere sul serio il loro desiderio. La grande questione è di non negare per partito preso questa possibilità, ed esigere un cammino di preparazione adeguato prima della dispensa". Il primo obiettivo? "Far prendere consapevolezza alle due parti della complessità del loro rapporto – risponde l’esperto – perché si è notata generalmente una sottovalutazione delle differenze e una sopravvalutazione dell’amore mentre invece bisogna aiutare a calare l’amore nella concretezza delle questioni". Una preparazione poi che non si esaurisce con la celebrazione delle nozze ma che deve poi continuare perché "queste coppie non siano e non si sentano abbandonate a se stesse".

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy