Una ricostruzione interiore

Da una Chiesa dell'Est un pensiero sulla testimonianza di fede in Europa

Si dice del ventesimo secolo, giustamente, che sia stato un’epoca di Papi santi. Tutti sono stati grandi personaggi, pieni di saggezza, grazie ai quali la Chiesa, nel rapporto con il mondo, è riuscita a raggiungere tanti cuori. La Chiesa è stata sempre rispettata da tutti come un’istituzione di grande autorità morale. Oggi, per alcuni dolorosi aspetti, ci troviamo in una diversa situazione. Il Santo Padre Benedetto XVI ha dovuto confrontarsi con tanti fallimenti morali da parte di sacerdoti e di vescovi. Soprattutto nei Paesi occidentali siamo stati testimoni degli scandali legati alla pedofilia con il grave sospetto che la soluzione di questi gravi delitti non sia stata cercata con adeguata considerazione. E paradossalmente, l’onda degli scandali è culminata durante l’Anno sacerdotale. Per Benedetto XVI e per tutta la Chiesa, la messa in mostra di queste debolezze è stato una ferita terribile. Ma non solo gli abusi sessuali dei minori hanno causato alla Chiesa l’abbandono da parte di tanta gente e hanno provocato il rischio della perdita di autorità morale.
L’uso dei beni materiali, ad esempio, è oggi il settore più indicativo per avere la certezza morale nel giudicare l’onestà di una persona. La Chiesa cattolica è proprietaria di un grande patrimonio nei Paesi europei.
L’obiettivo dell’amministrazione di questo patrimonio è creare le risorse per la missione della Chiesa e la solidarietà con i bisognosi. Grazie alla generosità di molti donatori nei Paesi dell’Europa occidentale, la Chiesa nell’Europa centrale e orientale ha potuto ricostruire le sue strutture dopo la caduta “della cortina di ferro”. La Chiesa cattolica nell’Europa centrale e orientale sta ora imparando ad amministrare i beni materiali in nuove condizioni. Non sempre riesce a farlo con successo e gli errori, a volte gravi, compiuti da responsabili di amministrazioni di proprietà ecclesiali hanno destato nel foro pubblico tanti punti interrogativi e hanno gettato un’ombra sulla credibilità della Chiesa.
La Chiesa cattolica nel vecchio continente è così costretta a risolvere non pochi problemi interni che esigono tanta energia e, nel contempo, è chiamata ad affrontare la cultura della morte che fa sempre più parte dei sistemi legislativi e s’inserisce nella mentalità della gente. Quindi con coraggio e coerenza deve prendere la parola su temi decisivi per l’uomo e nello stesso tempo non può sottovalutare la gravità di alcuni problemi interni. Per risolvere questa situazione, è necessario riconoscere le proprie colpe e comunicare con le persone. Nel caso contrario si corre il rischio che la pressione dei mass-media, che regolarmente ripetono messaggi sugli scandali nella Chiesa senza che ci possa sempre essere una risposta adeguata da parte delle autorità competenti, può causare delusione e sfiducia anche presso i fedeli più sinceri. Non si deve giocare con la fiducia, essa è simile ad una canna al vento. Non può essere piegata infinitamente, altrimenti si spezza.
Occorre tuttavia ribadire che la Chiesa cattolica in Europa è anche oggi un organismo sano e vitale. Lo testimoniano tante iniziative, ma anche il desiderio di molte persone di appartenere alla comunità ecclesiale e di vivere i sacramenti ed anche la riscoperta della spiritualità cristiana tradizionale. Anche se i fallimenti confondono ed è molto umiliante riconoscere che anche tra di noi accadono fatti che, usando il linguaggio biblico, accadono raramente anche fra i pagani.
È importante aggiungere che dietro al desiderio dei mass-media di conquistare un numero sempre maggiore di spettatori o lettori, c’è un’accresciuta attenzione pubblica verso la Chiesa: questo è anche il segno che, nonostante tutte le fragilità, noi, cristiani, non siamo totalmente insignificanti e indifferenti al mondo. Naturalmente è comprensibile che la Chiesa, che ha sempre cercato di essere un’autorità morale, sia giudicata con maggiore severità. E questo è un bene perché ciò che sta accadendo può essere visto come un invito di Dio al rinnovamento profondo, che ha come conseguenza cambiamenti concreti. Questa è la via unica che apre i nostri cuori allo Spirito Santo per capire meglio che cosa significhi la nuova evangelizzazione, ed avere anche il coraggio di metterci su quella via per la quale la religione e la cultura entrano in dialogo fecondo.

(*) segretario esecutivo della Conferenza episcopale slovacca

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