Spiragli per i giovani

Iniziative: voucher per l'alta formazione e indagine sulla fuga dei cervelli

Sono due le iniziative che la regione Campania ha messo in campo, a gennaio, a favore dei giovani. Innanzitutto, ha investito 4 milioni e 620mila euro nell’alta formazione, stanziati dall’assessorato al Lavoro e alla formazione per finanziare 832 voucher per altrettanti giovani campani che hanno potuto scegliere il loro percorso dal catalogo di proposte presentate dalle Università e dagli enti accreditati. Con questa misura sono interamente finanziate dalla Regione attività formative destinate ad accrescere le competenze e a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani laureati campani. La seconda iniziativa è “Cam back – Talenti campani A/R”, un’indagine conoscitiva per l’analisi del fenomeno migratorio che riguarda i giovani campani che lasciano la Regione alla ricerca di opportunità di formazione e lavoro. Il progetto, promosso dalla Regione attraverso Campania Innovazione, agenzia regionale per la promozione della ricerca e dell’innovazione, avvia in collaborazione con enti, imprese, università e associazioni, un processo partecipativo e consultivo dedicato alla comprensione del fenomeno, al fine di delineare azioni strategiche di politica regionale e nazionale che favoriscano il rientro dei talenti. Ogni anno, secondo il Rapporto Migrantes “Italiani nel mondo”, sono circa cinquemila le persone che lasciano la Campania, soprattutto professionisti, di solito appena laureati o comunque compresi nella fascia d’età tra i 25 e i 35 anni.No a palliativi. “In Campania, nonostante molti proclami, le politiche per l’occupazione e per la formazione sono al palo da anni. Ben venga, quindi, ogni iniziativa che aiuti i giovani a trovare lavoro, purché non si tratti solo di palliativi”. È il parere di Michele M. Ippolito, presidente nazionale dei Giovani delle Acli e segretario Giovani delle Acli di Napoli. In Campania, ricorda Ippolito, “la disoccupazione giovanile sfonda il 40% e i dati dell’Istat chiariscono che ormai decine di migliaia di giovani non studiano, non lavorano, non sono impegnati in processi formativi e non cercano neppure una via d’uscita perché sono sfiduciati”. La colpa è “innanzitutto delle Istituzioni, che per troppi anni hanno promesso e non hanno mantenuto: come non ricordare le decine di migliaia di euro letteralmente buttati dalla finestra per corsi di formazione di dubbia utilità per figure professionali inutili al sistema produttivo? Così si prendono in giro i giovani”. Piuttosto che finanziare nuovi piani, “c’è bisogno di una riforma strutturale del sistema di formazione professionale campano, che eroghi i contributi pubblici a quegli enti che abbiano dimostrato di essere in grado di produrre un adeguato servizio di formazione e di orientamento professionale alla fine dei corsi e colleghi la formazione a contributi alle aziende disposte ad assumere”.Una goccia nel mare. Anche don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della diocesi di Nola, si dice preoccupato delle ultime notizie sulla disoccupazione o inoccupazione giovanile. “In Campania i giovani che cercano lavoro sono sempre di più, ma – sostiene il sacerdote – la cosa più preoccupante è che moltissimi giovani non lo cercano proprio. È questo un segno di sfiducia e, in qualche caso, di disperazione. E, allora, è positivo qualsiasi provvedimento che dia un po’ di speranza ai nostri ragazzi”. A don Tortora sembra che il provvedimento della Regione vada “nella direzione giusta” perché “finalmente si investe in alta formazione e in competenze. È quello che ci vuole oggi nel mondo del lavoro, che cambia vertiginosamente. E poi, favorire i laureati è importantissimo. Anche se viviamo nell’era del ‘villaggio globale’ e della mobilità, non è giusto che i migliori cervelli siano costretti a lasciare le proprie radici, i propri affetti per ‘fame’. Solo il Sud può salvare il Sud, diceva don Sturzo, e allora dobbiamo fare di tutto perché i nostri ragazzi, con competenze e professionalità altissime, possano rimanere sul nostro territorio e dare il proprio contributo per un vero sviluppo che è di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”. Certo, ammette il sacerdote, “questo provvedimento non risolve il problema, ma Madre Teresa diceva che il mare è fatto di gocce. L’augurio è che tantissime ‘gocce’ possano finalmente soddisfare il ‘mare’ di bisogno di lavoro, per realizzare e costruire la speranza nella nostra meravigliosa terra”.Alcune criticità. Michele Cutolo, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) provinciale di Napoli, è più pessimista. “È importante puntare sulla formazione, ma è difficile accedere a queste agevolazioni. L’iter, infatti, è complicato e, di solito, i tempi stretti per rispondere ai bandi”, dichiara. È interessante, invece, l’indagine sui talenti campani fuori Regione, ma “sarebbe meglio – secondo Cutolo – creare le condizioni per evitare la fuga dei cervelli, creando dei poli di eccellenza sul territorio regionale, attraverso le Università. La Campania ha bisogno di nuove leve brillanti per sperare in un futuro migliore”.a cura di Gigliola Alfaro(25 gennaio 2013)

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