Ucraina, Francia, Slovacchia

Ucraina: Chiese cristiane su celebrazione feste religiose
Durante l’incontro del 28 novembre, i leader delle Chiese cristiane ucraine hanno rilasciato una dichiarazione riguardante la celebrazione delle feste religiose. Secondo il documento, in Ucraina si stanno introducendo costumi che riducono la celebrazione del Natale alla “decorazione dell’albero di natale, a feste chiassose – spesso con abuso di alcol – e allo scambio di regali, che nella maggior parte dei casi omettono di ricordare l’evento senza precedenti che ha segnato la storia dell’umanità”: la nascita di Gesù Cristo. I rappresentanti delle Chiese hanno inoltre criticato “l’interpretazione moderna e distorta” della Festa di Ognissanti, che si celebra il 1° novembre. Negli ultimi anni molte persone in Ucraina hanno iniziato a celebrare questa festa come Halloween “con simboli legati all’occultismo e in netta contraddizione con i principi del Vangelo”. Secondo l’Istituto per la libertà religiosa, i vescovi hanno inoltre criticato l’aspetto commerciale della celebrazione del giorno di san Valentino.

Francia: religiosi su emergenza senza fissa dimora
Pronta ma garbata la risposta del presidente della Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia (Corref) alla polemica innescata il 3 dicembre dal ministro dell’alloggio, Cécile Duflot, che sulle pagine del quotidiano Le Parisien ha annunciato che avrebbe scritto una lettera all’arcivescovo di Parigi. Scopo della missiva, chiedere al card. André Vingt-Trois di aprire le chiese e gli istituti religiosi vuoti della città per metterli a disposizione dei senza fissa dimora in questo periodo di inverno estremamente rigido. In attesa di una risposa dalla arcidiocesi parigina, in un comunicato stampa, fr. Jean-Pierre Longeat, presidente del Corref, ha risposto alle osservazioni del ministro dettate dalle notti passate all’addiaccio da centinaia di senza fissa dimora a Parigi: “I religiosi e le religiose non possono restare insensibili a tali situazioni. Per alcune congregazioni, ciò fa parte anche del carisma del loro fondatore. Siamo profondamente convinti che il rinnovamento della vita sociale passa attraverso l’attenzione ai più poveri”. “Non tutti gli istituti religiosi possono avere la stessa attenzione ma molti vi accordano tempo e vi consacrano spazi”. E nel comunicato il religioso elenca l’impegno con cui “le Congregazioni e i monasteri si spendono per questa priorità mostrandosi spesso coraggiosi nelle loro risposte”. Nella lista compaiono le Figlie della carità che a Parigi destinano 3 luoghi di accoglienza per le persone senza dimora. Le sorelle di San Carlo mettono gratuitamente a disposizione un immobile in Rue Lafayette per ospitare donne sole con bambini. E ancora le Piccole Sorelle dei Poveri con il loro servizio alle persone anziane e malate; le religiose Missionarie della carità che offrono pasti e cure mediche, i domenicani e le benedettine che operano in collegamento con il Secours Catholique. “Molti altri esempi – scrive fr. Longeat – potrebbero essere citati e noi sappiamo che tanto resta certamente da fare; le Congregazioni nel sono ben coscienti ma ciò non induce ad abbassare le braccia davanti ad un fronte che esse stimano di primaria importanza”.

Slovacchia: vescovi ai cittadini residenti all’estero
“In occasione del 1150° anniversario dell’arrivo dei santi Cirillo e Metodio nella terra dei nostri antenati e dell’Anno della fede indetto da papa Benedetto XVI, esprimiamo la nostra più profonda gratitudine per le nostre radici nazionali e spirituali”. È quanto si legge nella lettera pastorale che la Conferenza episcopale slovacca ha indirizzato agli slovacchi residenti all’estero in occasione dell’Avvento. I vescovi li chiamano “discepoli” della missione dei due fratelli di Tessalonica, poiché anche loro hanno lasciato la loro terra natale e hanno “testimoniato la propria fede fondata sui valori autentici del Vangelo” nella nuova patria, permanente o temporanea. “Vi siamo grati perché siete riusciti non solo a diventare membri attivi delle vostre nuove comunità, ma anche a preservare le vive tradizioni spirituali della vostra madrepatria”, scrivono i vescovi, invitando i fedeli a pregare e a rinnovare l’unità delle loro comunità con uno spirito di “buona volontà e perdono”. “Rimanete sempre fedeli a questo patrimonio spirituale. Cercate di approfondirlo, in tutte le dimensioni della vita, con tutte le conseguenze che ne derivano per la vostra vita personale e sociale”, concludono i vescovi.

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