Pilastro della società

La famiglia: pensieri e impegni da seminario e convegno Cei conclusi ieri a Bari

Il cammino verso la 47ª Settimana Sociale (Torino, 12-15 settembre 2012) è cominciato. A sancirlo, il seminario dedicato alla famiglia che si è tenuto ieri a Bari, all’interno del convegno Cei dei direttori degli uffici diocesani di pastorale sociale.

Oltre i luoghi comuni. L’obiettivo del percorso, ha spiegato mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente del Comitato scientifico e organizzatore, è coinvolgere nella riflessione non solo la comunità ecclesiale, ma "anche tutta la società civile, andando oltre i pregiudizi, le ideologie, i luoghi comuni, nella ricerca del vero bene comune per l’uomo e per la società, che ha come fondamento necessario il bene della famiglia fondata sul matrimonio". Tema della Settimana, che si terrà a Torino dal 12 al 15 settembre 2013, è "Famiglia: speranza e futuro per la società italiana". L’arcivescovo giudica "riduttivo definire la famiglia il più grande ammortizzatore sociale", poiché "rappresenta il pilastro che tiene in piedi le nostre società nonostante i ritardi cronici a livello politico, economico, fiscale e legislativo". Quindi famiglia come cellula primaria e fondamentale della vita sociale, ma anche portatrice di diritti – anzitutto quello della libertà educativa –, risorsa e punto da cui ripartire per dare speranza ai giovani.

Libertà educativa e città sostenibili. Al centro del seminario cinque gruppi che hanno approfondito altrettante tematiche in relazione alla famiglia: dall’educazione all’abitare la città, dal welfare al fisco, al rapporto con impresa e lavoro. "La libertà educativa – hanno riportato le sintesi al termine dei lavori – è un bene comune da promuovere e tutelare, valore irrinunciabile per una società democratica e pluralista. Alla scuola paritaria va riconosciuto il carattere di servizio pubblico in quanto rende effettivamente possibile la scelta educativa delle famiglie attraverso un progetto educativo che offre un ricco patrimonio culturale alle nuove generazioni. I pubblici poteri, in base al principio di sussidiarietà, devono tutelare una reale ed effettiva libertà nelle e delle istituzioni scolastiche". Sul rapporto tra città e famiglia "occorre incentivare – hanno rilevato i partecipanti – una mobilità pubblica sostenibile anche prendendo a modello esempi virtuosi di città europee", chiedendo di "ridare dignità agli spazi pubblici e alle famiglie attraverso nuove strutture edilizie che non favoriscano la segregazione" dei nuclei familiari. Poi il prendersi cura della città e – più in generale – del creato perché "il nostro abitare riflette la nostra vita".

Welfare, fisco, lavoro. Sul welfare, l’invito è di superare "il welfare state in favore di una welfare society che presupponga una serie di soluzioni integrate che coinvolgano le comunità cristiane, il terzo settore e la politica, prestando maggiore attenzione al benessere condiviso". "Le comunità cristiane – ha osservato il gruppo tematico – possono dare il loro contributo ripensando alla pastorale familiare come educazione alla fede, alla testimonianza di nuovi stili di vita, e pure educare all’esperienza della croce", passando – in una battuta – "dalle buone prediche alle buone pratiche". Poi il fisco, che attualmente in Italia denota la mancanza di "una cultura della famiglia". La proposta, in vista della Settimana Sociale, è d’introdurre "un sistema basato non solo sull’equità verticale (progressività dell’imposizione), ma anche sull’equità orizzontale, che a parità di reddito percepito renda conto del numero dei componenti del nucleo familiare per determinare il reddito imponibile, ad esempio adottando il meccanismo del ‘Fattore famiglia’ proposto dal Forum delle associazioni familiari". Infine, la questione del lavoro e la necessità di "armonizzare" i tempi tra vita familiare e occupazione. "Oggi – hanno ricordato i direttori degli uffici diocesani di pastorale sociale – viviamo una precarietà cui siamo chiamati a rispondere in modo concreto non solo in vista della Settimana Sociale di Torino, ma in generale per migliorare tutto il lavoro della pastorale sociale, della pastorale familiare, della pastorale giovanile e di chi si occupa di tali problemi. Bisogna educare gli adulti e i giovani a una nuova concezione del lavoro".

Generatori di vita buona. "Il lavoro svolto dai gruppi – ha sottolineato Edoardo Patriarca, segretario del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, tracciando una sintesi – ha fornito un contributo fondamentale per realizzare un indice del documento preparatorio che sta prendendo forma". Lo scopo è dimostrare come la famiglia sia il soggetto del bene comune da prendere a modello per abitare il nostro tempo. "Si tratta di un progetto antropologico complesso", ha ammesso Patriarca, invitando ad "accompagnare le famiglie, secondo un percorso di ‘coscentizzazione’". "I tempi della nostra vita quotidiana, del lavoro e della festa – ha concluso mons. Angelo Casile, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro – coinvolgono le nostre famiglie e diventano a loro volta generatori di una vita buona del Vangelo se vissuti nella responsabilità, nella comunione, nel prendersi cura gli uni degli altri, nel far scaturire la gratuità e il dono di sé dalle proprie scelte".

a cura di Nike Giurlani e Francesco Rossi, inviati Sir a Bari

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