Quell’idea a Nowa Huta

Nuova evangelizzazione: Giovanni Paolo II ne parlò nel 1979

Un’occasione per “conoscere più a fondo la condizione” della Chiesa universale, “tanto più importante in quanto costituisce una spinta per meglio lavorare nella propria diocesi”. Così il presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), mons. Jozef Michalik, ribadisce l’importanza del Sinodo dei vescovi dedicato alla nuova evangelizzazione, in corso in Vaticano.

Dal comunismo al laicismo. Il presidente della Kep, poco prima dell’inizio del Sinodo a Roma, ha dato alle stampe in Polonia un volume dedicato all’Anno della fede. Il libro, secondo il card. Stanislaw Nagy, inserisce la lettera pontificia “Porta fidei” nel contesto ecclesiale della Polonia che, “uscita dal giogo comunista, oggi si avvicina a un altro regime, quello del laicismo”. Riflettendo sulla situazione della Chiesa polacca, mons. Michalik ha risposto a varie accuse rivolte dai media, lamentando che “si vuole vedere nella Chiesa più male di quanto ce ne sia nella realtà” e le calunnie “non sono pubblicate per amore della Chiesa, ma per ben altri interessi”. Vi è però anche un’altra corrente, ha sottolineato il presule, formata da coloro che sono affascinati dalla Chiesa e valutano correttamente il suo ruolo, come testimoniano gli esempi del primo ministro britannico Tony Blair e del filosofo di origine polacca Leszek Kolakowski, convertitisi al cattolicesimo.

Giovanni Paolo II e la nuova evangelizzazione. “Il Sinodo permetterà di definire la geografia della nuova evangelizzazione”, ha affermato da parte sua l’arcivescovo di Varsavia, card. Kazimierz Nycz, evidenziando che l’incontro con quasi quattrocento vescovi provenienti dal mondo intero permetterà di conoscere i problemi della nuova evangelizzazione in tutti i continenti anche se la questione, a suo avviso, “riguarda soprattutto i Paesi europei”. Proprio per questo, ha affermato il cardinale, “è necessario conoscere come la Chiesa nei vari Paesi contribuisce all’opera della nuova evangelizzazione”. L’arcivescovo della capitale polacca ha ricordato che l’idea della nuova evangelizzazione è stata lanciata da Giovanni Paolo II nel 1979 durante la visita nella città di Nowa Huta, sede di un grande stabilimento siderurgico non lontano da Cracovia. “All’epoca – ha rammentato – l’idea di una nuova evangelizzazione sarebbe potuta sembrare un paradosso, visto che il Pontefice si rivolgeva a una folla immensa di polacchi credenti”. “Il Papa però, accortosi dei processi in atto in tutta Europa, e anche in Polonia, sapeva bene di che cosa parlava”. Il cardinale ha osservato inoltre che “Benedetto XVI ammonisce tutti del fatto che la nuova evangelizzazione non dovrebbe essere ricondotta al rafforzamento della Chiesa come istituzione, poiché il problema principale è l’asciugarsi della sorgente della viva fede in Cristo”. Nell’arcidiocesi di Cracovia, dal 9 al 21 ottobre, verranno recitate, giorno e notte, delle preghiere speciali per la nuova evangelizzazione. Le orazioni si concluderanno con una solenne liturgia celebrata nel santuario della Divina Misericordia di Lagiewniki, durante la quale verrà consegnato ai partecipanti il messaggio per l’evangelizzazione negli ambienti di lavoro, di studio e di residenza.

Il “Papa della famiglia”. Frattanto domenica 14 ottobre, in Polonia, verrà onorata per la 12ª volta la figura di Giovanni Paolo II. Quest’anno, come hanno deciso i vescovi polacchi riuniti a Varsavia il 2 e 3 ottobre, le celebrazioni saranno dedicate al “Papa della famiglia”. “La riflessione sulla famiglia – scrivono i vescovi in un messaggio per l’occasione – è la cosa più importante nel contesto delle trasformazioni economiche e ideologiche del mondo moderno, che spesso portano a negare il valore del matrimonio e della famiglia, messa a margine o addirittura derisa come legame indissolubile tra uomo e donna”. Preoccupati per la crisi culturale e ideologica, i vescovi rilevano l’inquietudine a causa degli attacchi alla famiglia e i tentativi di ridefinizione del suo carattere. Con profonda tristezza l’episcopato polacco ha appreso la notizia che la Polonia si trova oggi al 209° posto tra i 222 Stati del mondo per quanto riguarda la crescita (o meglio la decrescita) demografica. In risposta all’appello dei vescovi, che hanno sottolineato la necessità di una difesa della famiglia tradizionale, un gruppo di volontari ha creato uno speciale portale internet dedicato alla “famiglia come rimedio alla crisi”, che ricorda quanto le varie iniziative della società civile abbiano riscontrato in Polonia sempre un grande successo. Rilevando che, per la sua stessa natura è proprio la famiglia a dare il maggior sostegno nei periodi di crisi, il portale auspica che le famiglie polacche costringano le élites di potere a soddisfare le loro attese e dare loro la spinta necessaria per un’ulteriore crescita. “Non vi è altra strada per sconfiggere la crisi – scrivono sul sito gli autori di un’analisi che approfondisce il problema servendosi dei dati statistici del Cbos (Centro studi dell’opinione pubblica) – che non quella che passa attraverso la famiglia e saranno proprio le famiglie che, reagendo alla crisi, cambieranno la realtà socio-politica della Polonia”.

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