Diversi fronti aperti

L'ultima plenaria si è occupata di diritti, donazione di cellule, budget

Il discorso sullo “stato dell’Unione” pronunciato dal presidente della Commissione José Manuel Barroso, un dibattito serrato sull’unione bancaria e un altro sul bilancio comunitario 2013, una nuova direttiva sull’efficienza energetica, vari provvedimenti sul versante dei diritti fondamentali, una preoccupata valutazione dei diritti umani in Russia. L’ultima sessione plenaria dell’Europarlamento ha affrontato argomenti di politica interna e internazionale, con al centro ancora i tentativi di risposta alla crisi economica che sembrano però generare una più ampia riflessione sulle forme dell’integrazione politica europea.

Protezione ai rifugiati. L’Assemblea (riunitasi a Strasburgo dal 10 al 13 settembre) ha anzitutto ribadito che la protezione riconosciuta dall’Ue alle persone che giungono da Paesi terzi, così come l’asilo, devono essere gestiti “nel segno della solidarietà”. L’emiciclo ha approvato in tal senso una relazione del deputato cipriota Kyriacos Triantaphyllides. Nello specifico il testo invita la Commissione a includere il cosiddetto “criterio di ripartizione unionale” per la ricollocazione dei beneficiari di protezione internazionale, nella sua futura proposta legislativa sul tema. “Il sistema – è l’intenzione espressa dagli eurodeputati, che hanno sostenuto il testo ad amplissima maggioranza – dovrebbe tener conto degli interessi dei beneficiari, delle capacità d’integrazione e di indicatori oggettivi per gli Stati”, tra cui il Prodotto interno lordo e la composizione della popolazione nazionale. “In questo testo – ha affermato Triantaphyllides – abbiamo spiegato che cosa significa in pratica la solidarietà”, ossia “ripartizione degli oneri tra gli Stati membri”.

I diritti delle vittime. Il Parlamento ha quindi dato il suo assenso a una direttiva intesa a riconoscere e tutelare, sull’intero territorio comunitario, i diritti di tutte le vittime di reati gravi. Sono ad esempio previsti servizi di sostegno giuridico e psicologico alle vittime, oppure il diritto di essere interrogati dalle forze dell’ordine in una lingua che sia comprensibile. La valutazione dalla quale prendeva le mosse la normativa è chiara: le persone che subiscono una violenza, un furto, un incidente, una rapina o una minaccia lontano da casa, oltre ai problemi direttamente connessi al reato, ne possono incontrare altri a causa delle differenze giuridiche e legislative, culturali, linguistiche. Il documento approvato quasi all’unanimità mira dunque “a garantire che per qualsiasi crimine e ovunque in Europa, tutte le vittime godano degli stessi diritti fondamentali nei procedimenti penali, siano trattate con rispetto e dignità e abbiano accesso ai servizi di assistenza, alla giustizia e ai risarcimenti” dovuti. La relatrice, l’eurodeputata spagnola Teresa Jiménez-Becerril, ha affermato: “Questa direttiva dice forte e chiaro alle vittime che i loro diritti non saranno più ignorati”; “tutto ciò servirà a rinforzare la fiducia nella giustizia”. Tale direttiva deve ora essere definitivamente approvata dal Consiglio dei ministri Ue, dopo di che gli Stati avranno tre anni di tempo per recepirla nel loro ordinamento interno.

Donazione tessuti e cellule. Tra le relazioni passate in aula anche quella intitolata “Donazione volontaria e gratuita di tessuti e cellule”, firmata dalla deputata britannica Marina Yannakoudakis. Tale rapporto afferma “l’urgenza di creare un sistema che permetta la donazione di tessuti e cellule”, insistendo su alcuni concetti cardine fra cui la “volontarietà” e la “gratuità” della donazione stessa che, a eccezione del tessuto cutaneo, dei vasi e della membrana amniotica, “avviene generalmente da un donatore deceduto”. “Dal sangue contenuto nel cordone ombelicale – è stato spiegato nel dibattito – è possibile estrarre una grande quantità di cellule staminali che potrebbero essere utilizzate per il trattamento di numerose malattie”. Yannakoudakis ha tenuto a precisare che “la relazione non include questioni attinenti la ricerca sulle cellule staminali embrionali, la clonazione terapeutica e la fecondazione in vitro”.

Trattative sul budget. I deputati si sono non da ultimo occupati del bilancio 2013, per il quale sono in corso i negoziati con il Consiglio e che dovrebbe vedere il voto dell’Assemblea il prossimo 23 ottobre. “Ci sono delle posizioni schizofreniche in alcuni Stati membri”, ha denunciato in proposito Alain Lamassoure, francese, presidente della commissione bilanci dell’Europarlamento. “Prima, singolarmente, avanzano richieste di interventi dell’Unione a loro favore; poi, quando vedono l’ammontare delle cifre necessarie per far fronte a queste azioni, invocano una riduzione del bilancio comunitario”. Lamassoure riconosce che “le trattative per il prossimo budget sono più difficili rispetto al passato”, soprattutto in ragione della crisi in corso per la quale gli Stati membri vorrebbero diminuire i trasferimenti al budget comunitario.

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