Cipro in cima all’Europa” “

Nicosia alla presidenza di turno. Specificità e anomalie del semestre

La presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell’Unione europea, assunta da Cipro a partire dal 1° luglio, è di per sé indice della "straordinarietà" e unicità dell’architettura istituzionale dell’Ue27 e, al contempo, indicatore di alcuni nodi che periodicamente vengono al pettine nel processo d’integrazione europea.
Cipro ha aderito all’Unione nel 2004. Per la prima volta prende in carico la guida del Consiglio dei ministri, compito relativamente importante per i lavori ordinari del Consiglio che, come si sa, assume formazioni diverse a seconda dei temi legislativi che devono essere di volta in volta affrontati: dunque esiste un Consiglio dei 27 ministri dell’Agricoltura, un Consiglio dei ministri dell’Economia (Ecofin), un Consiglio dei ministri della Ricerca o degli Affari Sociali e così via. La presidenza semestrale – quella detenuta appunto da Cipro, raccogliendo il testimone dalla Danimarca – prepara e conduce i lavori dei diversi Consigli e opera a stretto contatto con il presidente "stabile" del Consiglio europeo (il belga Herman Van Rompuy), organismo che invece è composto dai 27 capi di Stato o di governo degli Stati aderenti, massima istituzione politica e decisionale dell’Ue.
Ebbene, il fatto che un Paese così piccolo e, tutto sommato, nuovo all’interno dell’Ue, sia promosso al timone del Consiglio, starebbe a dimostrare che ognuno degli Stati membri ha medesima dignità, rilevanza e ruolo degli altri "soci" più grandi, blasonati, economicamente e politicamente forti, come ad esempio la Germania o la Francia. Naturalmente la guida semestrale richiede una preparazione e uno sforzo gestionale straordinari al Paese presidente, che deve muoversi sullo scacchiere continentale raccogliendo l’agenda comunitaria, portandola avanti con competenza e determinazione e, non di meno, con capacità diplomatiche e di mediazione fondamentali per mettere d’accordo 27 differenti governi.
Nel caso di questa presidenza, poi, entrano in gioco almeno due problemi specifici del caso-Cipro che non possono essere trascurati. Giusto alla vigilia del semestre, e in corrispondenza del Consiglio europeo del 28-29 giugno, Nicosia ha fatto richiesta all’Ue di aiuti economici: la crisi finanziaria greca sta travolgendo anche il debito pubblico e le banche dell’isola mediterranea e per questo l’Unione dovrà intervenire (come ha già fatto per Irlanda, Portogallo, Grecia, Spagna) con la potenza di fuoco del fondo salva-Stati a garanzia del debito cipriota e del suo sistema creditizio.
Inoltre – secondo problema – Cipro è l’unico Stato dell’Unione che è diviso in due: la sola parte Sud ha aderito alla "casa comune", mentre quella a Nord, militarmente occupata dalla Turchia, ne resta al di fuori, sospesa in una situazione potenzialmente conflittuale, che oppone Bruxelles ad Ankara e che di fatto è uno dei principali ostacoli da superare in vista di una eventuale e futura adesione della Turchia all’Ue.
Demetris Christofias, comunista, presidente della Repubblica cipriota, illustrerà – come vuole la consuetudine – il programma semestrale nell’emiciclo dell’Europarlamento a Strasburgo il 4 luglio, alla presenza della Commissione e del Consiglio europeo. "Verso un’Europa migliore" è il titolo del programma, assunto anche quale slogan della seconda metà del 2012. Vi figurano, come c’era da attendersi, la crisi economica e finanziaria in cui versa l’Eurozona, il Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (ossia il budget pluriennale Ue), la politica agricola e quella marittima, la politica sociale e quella ambientale. Ma il governo di Nicosia vorrebbe insistere particolarmente sul ruolo dell’Europa in ambito internazionale, con un accento rafforzato – legato alla posizione geografica di Cipro – su Mediterraneo e Medio Oriente. Le premesse per lasciare un segno nella vicenda dell’integrazione ci sono tutte; si tratterà di verificare sul campo le direzioni intraprese dalla presidenza di turno e, a consuntivo, gli esiti effettivamente raggiunti.

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