Non si torna indietro

Il documento ''Costruiamo gli Stati Uniti d'Europa''

"L’attuale crisi finanziaria e monetaria è particolarmente il frutto di un deficit politico dell’Ue, dell’incapacità di far crescere unitamente la dimensione delle relazioni economiche e quella politico istituzionale, separando di fatto l’ideale europeo dal consenso dei suoi popoli, e indebolendo le scelte strategiche della solidarietà e della sussidiarietà che devono caratterizzare il rapporto tra le nazioni aderenti all’Unione". È quanto si legge nel documento finale (file in *.pdf: clicca qui) della manifestazione "Costruiamo gli Stati Uniti d’Europa" svoltasi oggi a Roma per iniziativa del Forum delle persone e delle associazioni d’ispirazione cattolica nel mondo del lavoro che comprende Cisl, Confartigianato, Confcooperative, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Acli e Movimento cristiano lavoratori.

Istituzioni più autorevoli. Per il Forum non si può "consentire un ritorno al passato, che sarebbe disastroso per gli effetti economici e infausto per il futuro delle relazioni interne e internazionali dei nostri popoli e tale da marginalizzare il Vecchio Continente nello scacchiere mondiale". L’uscita dalla crisi attuale è possibile "offrendo contemporaneamente risposte all’altezza dei problemi in campo economico e politico, sulla spinta dei valori, e delle idealità, che hanno animato i Padri fondatori" che ebbero, dopo la Seconda Guerra Mondiale, "il coraggio e la visione per costruire le fondamenta delle economie sociali di mercato, che hanno segnato il più lungo periodo di sviluppo e di benessere conosciuto dall’Europa". Nel documento si afferma che i tratti dell’identità europea, ovvero "la centralità della persona, la libertà nella solidarietà, la sussidiarietà diffusa, il rispetto del pluralismo culturale, politico e sociale ancorato alla democrazia partecipativa, hanno un solido riferimento nelle comuni radici cristiane che ispirarono Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer, Robert Schuman, Paul Enri Spaak, Luigi Einaudi, Jean Monnet". "Crediamo – si legge nel testo – che l’Europa abbia oggi bisogno d’istituzioni politiche comuni che permettano di conseguire tutti quegli obiettivi che nessuna nazione separatamente può raggiungere". Urge, pertanto, "un autentico momento neocostituzionale che dia insieme legittimità ed efficacia alla sua azione, attraverso un trasferimento di poteri dagli Stati nazionali verso le Istituzioni europee in materia: di regolazione monetaria e finanziaria, d’indirizzo e monitoraggio delle politiche fiscali e di bilancio, di politica estera e di difesa". Da qui la richiesta di "istituzioni più democratiche, legittimate e rese autorevoli dal voto degli elettori, il rafforzamento del Parlamento europeo nella funzione d’indirizzo e controllo della Commissione europea, l’evoluzione dei canali di rappresentanza per le regioni e per le rappresentanze sociali".

Economia, lavoro e giovani. Sul piano economico e finanziario, per il Forum, "è indispensabile costruire la fiducia delle persone mettendo al riparo i risparmiatori e gli investitori dalle scorribande speculative, per rendere sostenibile il rimborso del debito dei singoli Stati, per rafforzare i fondi d’investimenti nella direzione di programmi comuni per dare solidità al sistema bancario". Un ruolo importante lo giocano lo sviluppo economico e il lavoro: "Rafforzare l’apertura delle nostre economie nazionali per consentire più libertà d’intraprendere e d’innovare, e per favorire l’accesso ai migliori prodotti e servizi da parte dei consumatori, coniugata a una intelligente tutela delle produzioni e delle specificità culturali dei territori e delle loro popolazioni". Per i giovani il Forum chiede "un programma europeo di sostegno all’inserimento lavorativo, che mobiliti il sistema formativo e i protagonisti del mondo economico e sociale, rafforzi i processi d’innovazione, favorisca la crescita di una nuova classe dirigente orientata ad affrontare le sfide della globalizzazione". "Sostenere la costruzione degli ‘Stati Uniti d’Europa’ – conclude il documento – significa, per noi, costruire una comunità di popoli che crede nella possibilità di affermare un umanesimo universale basato sul riconoscimento dei diritti delle persone e sulla qualità democratica della vita delle istituzioni. Un umanesimo, come insegna Benedetto XVI nella ‘Caritas in Veritate’, che trae linfa e ispirazione nelle radici cristiane che ispirano la nostra iniziativa e le sappia sviluppare in una crescita equilibrata e rispettosa di ogni persona e di ogni popolo".

Nazione-Continente. Nell’aprire i lavori, il presidente di Confcooperative, Luigi Marino, ha detto che "è tempo di una nazione-Continente. Gli staterelli europei sono sempre meno competitivi, per cui bisogna costruire una sovranità comune e un’Unione politica per non cadere nelle mani della tecnocrazia". Un compito difficile che non deve far perdere di vista, come affermato dallo storico Agostino Giovagnoli, "la visione realistica dei piccoli passi" che fu dei Padri fondatori dell’Europa e la loro robusta coscienza storica d’ispirazione cristiana. Dello stesso avviso, l’economista Stefano Zamagni, per il quale in questa opera di nuova costruzione è necessario "recuperare le radici cristiane dell’Europa che si ritrovano in tre parole chiave: persona, democrazia e fraternità". Accogliere queste parole significa "non tenere separato il momento della produzione da quello della distribuzione delle ricchezze. Redistribuire mentre si produce".

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