Più cura della persona

All'esame del Consiglio il nuovo piano sanitario

Si discute il nuovo volto dell’assistenza medica lucana. È il testo del “Piano regionale della salute e dei servizi alla persona” a tenere banco in quarta Commissione permanente del Consiglio regionale della Basilicata (Politica sociale). Da alcune settimane, infatti, è sotto esame il documento inizialmente presentato alla fine del 2010. La proposta, avanzata dalla Giunta regionale, si concentra sul contesto istituzionale e normativo e sul quadro demografico ed epidemiologico; ma si pone attenzione anche alla dimensione dei servizi alla persona attraverso l’istituzione di tavoli di discussione cui partecipano le maggiori sigle del panorama regionale dell’assistenza.Sanità “anti-crisi”. “Questo piano rafforzerà la sanità pubblica, perché è pensato per valorizzare al meglio le realtà esistenti. In una situazione di crisi diffusa e comune a tanti settori, si sta pensando un’organizzazione sanitaria tale da ridurre gli sprechi e razionalizzare le spese nel modo migliore”. A parlare del “Piano regionale della salute e dei servizi alla persona” è Enrico Mazzeo Cicchetti, presidente dell’Ordine dei medici di Potenza. “Il nuovo Piano sanitario – continua Mazzeo Cicchetti – tiene conto anzitutto della crisi in atto e delle linee dettate dal governo italiano; inoltre, mira ad aggiornare il piano antecedente, che è del 1993. C’è l’esigenza di razionalizzare la spesa per poter liberare risorse da reinvestire in innovazione”. Il documento prevede la riconversione di numerose strutture ospedaliere in strutture territoriali “perché la conformazione del nostro territorio e la sua popolazione (circa 500 mila abitanti) non giustificano l’alto numero di strutture ospedaliere presenti e soprattutto evidenziano la necessità di centralizzare alcuni servizi. L’impegno nell’aumentare la qualità dei servizi è costante e sfocia in tante attività come l’apertura, avvenuta nei mesi scorsi, di una sede distaccata dell’Ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù’ presso il nosocomio San Carlo di Potenza”.Attenzione all’entroterra. Il documento in discussione localizza alcuni servizi presso le strutture dei capoluoghi di provincia di Matera e Potenza, ma Rocco Gentile, consulente scientifico del Centro di bioetica lucano e membro della Pastorale regionale della sanità, evidenzia la necessità di “porre maggiore attenzione alle strutture presenti nelle aree interne della nostra regione”. Infatti, “accentrare la maggior parte dei servizi nell’ambito delle due macroaree della provincia potrebbe generare una serie di disservizi tali da inficiare la giusta assistenza ai residenti nelle aree interne”. “Occorre mettere l’uomo al centro di questi Piani e non l’economia”, sottolinea Gentile, ricordando che “le numerose strutture presenti nell’entroterra versano in situazioni economiche disastrose, ma sono ugualmente importanti per assicurare un servizio alla popolazione”.Parola alle cooperative. Durante i lavori di consultazione sono stati convocati tra gli altri i rappresentanti regionali di Confcooperative, che hanno illustrato una proposta con alcune priorità ritenute “imprescindibili”. “Con il nostro intervento – asseriscono Pino Bruno e Michele Plati, di Confcooperative Basilicata – abbiamo sollecitato l’istituzione di un tavolo permanente di concertazione preventiva sulle politiche di welfare. La nostra proposta sta nella riclassificazione dei servizi e delle strutture residenziali e semiresidenziali, nonché in azioni correttive su provvedimenti già in corso che riguardano l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo”. Per Pino Bruno “siamo chiamati a progettare sinergie”. A tal fine, la Confcooperative ha stilato un documento che propone “l’istituzione di un laboratorio regionale per il management dell’assistenza primaria e la sperimentazione di modelli d’integrazione socio-sanitaria, a partire da riferimenti esistenti, come quelli emiliano, toscano, catalano e inglese, e l’attuazione di percorsi assistenziali delle malattie croniche attraverso la programmazione pubblica, la collaborazione tra professionisti, operatori sociali e istituzioni e l’utilizzo delle risorse locali per la realizzazione dei servizi”.a cura di Giovanni Perilli(17 maggio 2012)

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