L’Ue in breve

Giornata della donna – Ue, “ancora troppe disparità”In vista dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna, a livello di Ue sono state assunte numerose iniziative (convegni, studi, manifestazioni a carattere politico) per segnalare vari aspetti, positivi e problematici, inerenti l’uguaglianza sostanziale fra donne e uomini in Europa e oltre i confini comunitari. In particolare la Commissione quest’anno si occupa, assieme all’Europarlamento, della parità retributiva e della presenza femminile nei board dirigenziali delle grandi imprese europee. Sul primo aspetto è stato sottolineato che se un uomo e una donna europei lavorassero a eguali mansioni e responsabilità professionali, la donna comincerebbe a percepire lo stipendio – su base annua, calcolando la settimana lavorativa – a partire dall’inizio di marzo. Infatti uno studio commissionato dall’Esecutivo afferma che “nell’Ue le donne continuano a guadagnare in media il 16,4% in meno degli uomini”. Per questa ragione la Commissione intende “sensibilizzare il pubblico sulle disparità retributive uomo-donna”. I dati forniti dalla stessa Commissione mostrano peraltro forti divergenze nazionali: la diversità di stipendi varia dal minimo del 2% circa in Polonia a oltre il 27% in Estonia. Il divario retributivo tra i sessi rispecchia anche “le difficoltà che incontrano le lavoratrici a conciliare lavoro e vita privata: molte donne si vedono costrette a prendere congedi di maternità o a lavorare part-time”. Il collegio Barroso ha suggerito alcuni interventi per eliminare tale diseguaglianza inerenti gli orari di lavoro, la formazione scolastica e professionale, la valorizzazione delle donne all’interno dei luoghi di lavoro. Viviane Reding, vice presidente della Commissione europea e responsabile per la giustizia, è inoltre intervenuta per lamentare la scarsa presenza di donne nei vertici delle aziende. Già lo scorso anno la politica lussemburghese aveva chiesto “misure di autoregolamentazione credibili per portare più donne alla guida delle imprese europee”. Ma una relazione pubblicata dall’Esecutivo il 5 marzo mostra gli “scarsi risultati fin qui ottenuti”: la presenza delle donne ai vertici delle principali società europee è di appena il 13,7%, ossia un consigliere su sette. “Sebbene il risultato sia lievemente migliore rispetto all’11,8% del 2010, di questo passo ci vorranno ancora 40 anni per raggiungere un equilibrio di genere accettabile”. Per individuare correttivi su questo versante la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica “sui possibili interventi da parte dell’Unione, tra cui misure legislative che permettano di riequilibrare la rappresentanza uomo-donna nei consigli di amministrazione”. Saranno raccolti pareri (la consultazione è raggiungibile mediante l’indirizzo web www.ec.europa.eu) fino al prossimo 28 maggio e la Commissione deciderà come intervenire nel corso dell’anno.Eurobarometro: gli europei non rinunciano alle vacanzeNonostante la situazione di crisi economica, “il 73% degli intervistati non rinuncerà alle vacanze” nel 2012, “anche se il 33% delle persone ha dovuto modificare il progetto iniziale”, abbreviando spesso la permanenza in vacanza. Eurobarometro ha sondato lo scorso gennaio 30mila cittadini sulle intenzioni relative ai viaggi e alle vacanze dello scorso anno e di quest’anno. “Il 41% degli intervistati che andranno in viaggio nel 2012 – si legge nel rapporto finale del sondaggio, reso noto il 5 marzo – sta programmando vacanze più lunghe (dalle 4 alle 13 notti), invece che soggiorni brevi (27%)”. Ancora una volta la preferenza sarà accordata al proprio Paese (52% degli intervistati) o a un altro Paese dell’Unione (37%). “Le destinazioni preferite nel 2012 saranno la Spagna (10%), l’Italia (7%), la Francia (6%), la Grecia (4%), l’Austria, il Regno Unito e la Germania (3%)”. Nel 2011, invece, il 72% dei cittadini comunitari ha effettuato almeno un viaggio, pur breve, per vacanze. Antonio Tajani, vice presidente della Commissione, ha commentato: “La ricchezza culturale e naturale del nostro continente e la sua lunga tradizione nel settore dell’ospitalità sono ancora molto apprezzate dai cittadini europei”. Il settore del turismo “ha ottenuto buoni risultati, registrando addirittura una crescita nel 2011. I dati confermano che il settore conoscerà un’ulteriore progressione nel 2012. Da ciò viene la conferma che i viaggi e il turismo sono fattori economici trainanti per la ripresa in Europa”. Tra i risultati forniti da Eurobarometro si evidenzia che “nella maggioranza dei casi i residenti dell’Ue sono viaggiatori autonomi che preferiscono organizzarsi da soli le vacanze” (il 53% ha prenotato le vacanze via internet). Inoltre gli europei continuano “a basarsi sulle raccomandazioni di familiari e amici per la scelta della destinazione”. Per Eurobarometro il “passaparola è risultato importante per il 52% dei viaggiatori dell’Unione”. I viaggi sono effettuati prevalentemente in automobile e in moto, mentre i pernottamenti avvengono soprattutto in albergo o in alloggi in affitto.

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