Un piano contro la povertà

Dieci milioni di euro per interventi indicati da 18 realtà no profit

È stato approvato dalla Giunta regionale del Lazio (Dgr n. 645 del 28/12/2011) il "Programma regionale 2011 d’interventi finalizzati al contrasto della povertà e dell’esclusione sociale", più semplicemente detto "Piano contro la povertà". L’intervento è stato finanziato con 10 milioni di euro. Il Programma è frutto di un lavoro fondato sul dialogo e il confronto tra le associazioni e la Regione. Sono 18 le realtà del no profit che hanno contribuito all’individuazione degli interventi: Caritas, Centro Astalli, Centro don Orione, Comunità Sant’Egidio, Fondazione don Luigi di Liegro, Centro Elis, Capodarco onlus, Opera don Calabria, Opera don Guanella, Don Bosco, Centro italiano opere femminili salesiane Lazio, Acse Associazione comboniana, Unitalsi, Frati minori onlus, Casa dei diritti sociali, Acli, Agop onlus, Associazione Salvamamme. Un nuovo welfare. Gli obiettivi che la Regione Lazio intende perseguire sono due: il primo riguarda il "raggiungimento di un nuovo modello di welfare" che, secondo il testo della delibera, deve accompagnare "le persone lungo l’intero ciclo di vita attraverso il binomio opportunità-responsabilità, un sistema di protezione sociale universale, selettivo e personalizzato in grado di misurare l’efficacia delle politiche sociali e socio-assistenziali su giovani, donne e disabili, in termini di vera parità di opportunità". Il secondo invece si concentra sul "raggiungimento di un nuovo modello di governance" idoneo a "garantire l’erogazione dei servizi in funzione di standard qualitativi e livelli essenziali delle prestazioni, implementando quantitativamente e qualitativamente il coordinamento tra le azioni degli enti locali e le attività del terzo settore e del volontariato e la partecipazione attiva alla programmazione regionale delle parti sociali e degli operatori pubblici e privati". I numeri del Piano. Otto gli ambiti d’intervento significativi, ai quali andranno più di 3,6 milioni di euro per realizzare programmi a sostegno degli anziani, di cui 3 milioni per la creazione di 5 poli sociali per ciascuna delle province del Lazio; 1,8 milioni per il potenziamento delle mense; oltre 1 milione di euro per l’accoglienza notturna; più di un milione per centri diurni e strutture di accoglienza per genitori separati e mamme con figli; circa 500 mila euro sono per il sostegno familiare, i Centri d’ascolto per favorire l’incontro e il contatto fra persone in difficoltà e nuclei di volontari e il reinserimento sociale dei giovani con disagio; 850 mila euro per l’attivazione del Banco alimentare e dell’Emporio della solidarietà, attraverso i quali sono previste due azioni finalizzate al recupero di prodotti agroalimentari freschi e invenduti dai mercati ortofrutticoli della regione alle associazioni no profit, parrocchie, istituzioni pastorali, case famiglia, case di accoglienza per anziani; infine, sono 500 mila gli euro destinati al completamento e all’ammodernamento dell’Ostello Stazione Termini della Caritas diocesana di Roma e 50 mila per un progetto di assistenza ai bambini malati oncologici e alle loro famiglie. Una priorità. "Tutto ciò che viene fatto è buono, soprattutto se dà la possibilità alle associazioni che conoscono i problemi legati alla condizione di povertà di partecipare alla progettazione. Ciascuno ha messo a disposizione la propria esperienza e competenza per ciascun settore d’intervento": così Cristian Carrara, presidente delle Acli di Roma, commenta il Piano contro la povertà approvato dalla Giunta regionale. Secondo Carrara "è chiaro che si pensa di sconfiggere la povertà, posto che si possa fare; bisogna produrre un impegno enorme che interessi, in modo sinergico, tutte le politiche, a cominciare da quelle per lo sviluppo economico, passando per quelle della famiglia, senza trascurare quelle dei trasporti. Insomma, in ciascuna politica, la povertà deve essere considerata come una priorità". Dialogo e confronto. "Per quanto riguarda le 18 Caritas del Lazio, compresa Roma, stiamo sostenendo in modo particolare le mense e l’accoglienza notturna. Servizi molto importanti, soprattutto in questo momento in cui le persone che si rivolgono ai nostri centri sono in aumento, in particolare uomini divorziati e famiglie che non riescono a pagare le bollette", spiega don Mariano Parisella, delegato regionale delle Caritas del Lazio. Secondo don Parisella "è molto importante che con questo Piano si sia iniziato un dialogo più strutturale tra gli operatori del sociale e la Regione e speriamo che con il tempo questo porti frutti all’operatività e all’efficacia dell’azione di contrasto alla povertà". Per il futuro, il coordinatore delle Caritas regionali auspica che "i soggetti amministrativi e politici agiscano per far interagire gli ambiti dell’assistenza sociale, della sanità e del lavoro. La volontà c’è e il canale di dialogo che può portare all’individuazione di strategie migliori contro la povertà è stato aperto". a cura di Costantino Coros(01 marzo 2012)

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