Portogallo, Ucraina, Germania, Slovacchia

Portogallo: aborto, 80 mila vite perdute dal 2007Secondo uno studio basato sui dati forniti dalla Direzione generale della Salute, divulgato dalla Federazione portoghese per la vita (Fpv), “dal 2007 si sono realizzati oltre 80 mila aborti per volontà della donna, dei quali circa 13.500 ripetuti”. Evidenziando come “la maggior parte delle donne ricorrono all’interruzione della gravidanza per mancanza di reale sostegno”, la presidente dell’Associazione cattolica, Isilda Pegado, ha affermato che “il Paese deve prendere atto e riflettere sul terribile eccidio che si sta compiendo mediante l’attuale legislazione”. La rappresentante della Fav ha aggiunto che i dati rilevati smentiscono anche le ragioni di sicurezza sostenute a suo tempo dai fautori della depenalizzazione: “La realtà mostra che sono molte le complicanze legate all’aborto legale che, oltre a non essere affatto sicuro, si sta sempre più trasformando in un mero metodo contraccettivo”. “L’aborto è diventato un atto comune, sul quale non ci si interroga nemmeno più. Questa tendenza deve essere assolutamente combattuta, perché non si può ignorare che essa sta conducendo alla distruzione della nostra società” ha ribadito Pegado: “Eliminare delle vite umane significa distruggere lo stato sociale, che può sussistere solo se la società è capace di rigenerarsi e offrire a tutti condizioni dignitose di esistenza”. In un momento in cui il Paese affronta una difficile crisi, la presidente della Fpv ha inoltre criticato la disposizione che prevede la concessione di un mese di ferie e il pagamento completo delle spese per tutte le donne, anche quelle in condizione economica molto agiata: “I portoghesi hanno detto sì alla depenalizzazione – ha concluso Pegado -, ma non hanno mai approvato i sussidi e l’incentivazione dell’aborto”. Ucraina: anno in ricordo del patriarca Josyf SlipyjSi è tenuta l’8 e il 9 febbraio, a Leopoli-Briukhovychi, la 56a sessione del Sinodo vescovile del Supremo arcivescovado di Kiev-Halych della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina (Ugcc). Il tema principale della sessione è stato “La parrocchia come comunità di preghiera”. La sessione è stata preceduta da un incontro fraterno con i vescovi romano-cattolici che operano sul territorio dell’Ucraina. Dopo la prima assemblea di lavoro del Sinodo, una preghiera congiunta ha aperto l’Anno in ricordo del patriarca Josyf Slipyj, in occasione del 120° anniversario della sua nascita. In tale contesto, sono state esaminate le proposte per la celebrazione dell’anniversario avanzate da rappresentanti della Ugcc, da autorità di Stato e da Enti governativi locali. I partecipanti hanno approvato il testo del discorso pastorale del Sinodo ed hanno deciso di organizzare per l’occasione un pellegrinaggio a Zarvanytsia nel 2012. Germania: le Chiese partecipano alla BerlinaleAnche quest’anno le Chiese tedesche partecipano alla Berlinale, il festival cinematografico tedesco in corso dal 9 al 19 febbraio nella capitale tedesca, con la Giuria ecumenica internazionale presieduta dalla pastora evangelica Angelika Obert. Si tratta della ventunesima volta che le Chiese sono presenti alla manifestazione con la loro giuria, che premierà un film scelto da tre categorie in concorso. Per la Chiesa cattolica tedesca partecipa mons. Ulrich Neymeyr, vescovo ausiliario di Magonza. La dimensione teologica e filosofica dell’opera cinematografica è stata sottolineata dai rappresentanti delle Chiese tedesche. “Per la Chiesa, l’arte ha una funzione centrale poiché aiuta a trovare risposte a domande dell’essere umano”, ha detto mons. Nyemeyr il 12 febbraio, durante il ricevimento di presentazione della Giuria ecumenica. “I film fanno filosofia o anche teologia, ma con altri strumenti, in un’evidenza tangibile che è propria della comunicazione visiva”, ha proseguito il vescovo: “È importante che le opere cinematografiche riescano ad avvicinare al mondo reale. I film devono raccontarci qualcosa del mondo, così com’è realmente, devono trasmetterci convinzioni sulle persone, sui loro conflitti, le loro domande, paure e speranze”. Petra Bahr, incaricata per la cultura del Consiglio della chiesa evangelica tedesca, ha evidenziato la forza unificante del film, soprattutto a livello europeo: “Le manifestazioni cinematografiche contribuiscono all’unità culturale e all’identità dell’Europa. Qui non vengono tracciate idee astratte: al cinema vengono raccontate storie che possono creare un’identità comune”. Slovacchia: 20 anni del Centro cristiano non udentiIl Centro cristiano per i non udenti della Slovacchia celebra quest’anno il 20° anniversario della propria fondazione. L’istituto prevede di celebrarlo con un’ampia serie di attività. “La pastorale per i non udenti riguarda non soltanto la catechesi per i bambini affetti da tale disabilità; dobbiamo orientare i nostri sforzi anche verso altri gruppi, come gli adolescenti, i giovani che vogliono crearsi una famiglia, i genitori che hanno problemi nel crescere figli non udenti, gli anziani”, ha spiegato Frantisek Bartos, responsabile della pastorale del settore, sottolineando la necessità di aiutare le persone disabili a trovare un posto degno all’interno della Chiesa non soltanto come “oggetti passivi di attività assistenziali” ma come persone che possono offrire un contributo significativo allo sviluppo della vita della Chiesa e di tutta la società. Tra le attività previste, una serata culturale nella sede del centro diocesano Giovanni Paolo II a Banska Bystrica; il pellegrinaggio a Lecce, al santuario di San Filippo Smaldone – Patrono dei sordomuti; un soggiorno per le famiglie di bambini disabili all’interno di un Centro salute.  

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