Non tutti i tagli sono uguali

Drastica riduzione di contributi ad attività educative, assistenziali e sociali

I contributi agli oratori, ma anche la spesa per i servizi sociali e la formazione professionale. I tagli contenuti nel bilancio di previsione per il 2012 in Piemonte, di cui si discute in questi giorni in Consiglio regionale, colpiranno il welfare – incluse le attività educative, assistenziali e di promozione umana che fanno riferimento al mondo ecclesiale – più di quanto è già accaduto nel corso del 2011. Con una riduzione delle risorse che oscilla, secondo i casi, fino al 60%.Tagli agli oratori. La proposta di bilancio 2012 ipotizza una diminuzione del 60% degli aiuti economici agli oratori, che sono previsti dalla legge regionale n. 26. Da 3,8 milioni di euro si passerà a 1,5 milioni. Ma in realtà i tagli sono arrivati, senza preavviso, già alla fine dell’anno passato. Dopo una riduzione del 5% annunciata la scorsa primavera, a novembre si è verificata, a sorpresa, una contrazione reale dei contributi pari al 60%. La stessa situazione, quindi, si ripresenterebbe nel 2012, se il bilancio regionale dovesse essere approvato così com’è, aprendo preoccupanti interrogativi sui contributi previsti dalla "legge oratori" approvata nel 2002 per sostenere le attività rivolte ai giovani delle parrocchie, ma anche delle comunità ebraiche, valdesi e avventiste del Piemonte.Formazione e assistenza in bilico. La formazione professionale subirebbe una sorte analoga a quella dei centri giovanili. Le previsioni ipotizzano un calo del 60% dei fondi regionali destinati all’"obbligo d’istruzione", che passerebbero dai 68 milioni del 2011 (già accorciati del 30% rispetto alle previsioni di un anno fa) a 27 milioni di euro per il 2012. Anche la spesa destinata all’assistenza e alle politiche sociali finisce sotto la scure dei tagli: quasi il 50% in meno rispetto all’anno scorso, con una riduzione dei finanziamenti regionali e statali di oltre 100 milioni euro. Tanto che per il 2012 si prevede una spesa complessiva (fondi statali, regionali e comunali, insieme) non superiore ai 380 milioni di euro, contro i 500 milioni di euro erogati nel 2011; sempre che i singoli comuni siano in grado di continuare a garantire la loro quota di finanziamento, che nell’anno passato è stata pari a 300 milioni di euro.Il ruolo degli oratori. "La riduzione delle risorse destinate agli oratori si è già verificata a fine anno mettendo a dura prova i centri che contavano su quella copertura per i progetti già conclusi o ancora in corso", spiega Alfonso Cucco, segretario di "Noi Torino – Team oratori piemontesi", associazione che riunisce molti dei 1.700 circoli giovanili piemontesi e che fa da supporto tecnico per la richiesta dei contributi regionali. "In questi anni gli aiuti regionali hanno consentito alle parrocchie di rendere accessibili a tutti le attività estive e quelle sportive, riconoscendo l’importante ruolo educativo e sociale degli oratori. Nel 2011 abbiamo raccolto in tutto il Piemonte circa 600 domande finanziabili – racconta Cucco –. I progetti che sono stati consegnati lo scorso maggio, di cui quasi il 30% riguardano le attività estive (che nella sola Torino coinvolgono quasi 10 mila ragazzi), hanno costretto gli oratori a rivedere i propri conti alla luce dei tagli. Oltretutto aspettiamo ancora il pagamento dei fondi regionali relativi al 2010".Ripercussioni sul lavoro. "Mancano all’appello almeno 25 milioni di euro rispetto a quanto preventivato dal bilancio regionale (27 milioni, ndr) per coprire i costi della formazione professionale destinata all’obbligo d’istruzione, che in Piemonte coinvolge 15 mila allievi", fa notare Sergio Pugliano, presidente di Forma Piemonte, l’associazione che riunisce gli enti di formazione professionale, tra cui Enaip, Cnos, Confap, Engim. "La Regione ci ha garantito che la riduzione delle risorse ipotizzata dal bilancio di previsione sarà reintegrata nei prossimi mesi – afferma Pugliano – ma i tagli sono cospicui e toccano anche, per il 30%, la direttiva ‘mercato del lavoro’, destinata ai lavoratori disoccupati o in cerca d’occupazione, con una ripercussione significativa sulle agenzie e gli enti di formazione piemontesi".Scegliere in tempo. Secondo Pierluigi Dovis, delegato regionale della Caritas, "in un momento di grave crisi, nel quale c’è effettivamente bisogno di operare scelte di qualità, ciò che servirebbe a monte di ogni decisione operativa è una programmazione anticipata di ogni voce di bilancio, soprattutto tenendo conto delle politiche sociali e del lavoro". "Non tutte le voci di spesa hanno lo stesso peso etico – commenta Dovis –: è importante, quindi, creare un programma pluriennale capace di far fronte ai mancati trasferimenti a livello nazionale, pianificando le scelte attraverso un confronto con la società civile, per poter capire effettivamente su quali risorse economiche e di servizio è possibile fare affidamento e per avere una visione globale che permetta progettualità di lungo termine. Continuare a navigare sotto costa, nella situazione attuale, non è più possibile". a cura di Gabriele Guccione(24 gennaio 2012)

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