Fiducia, intelligenza e onestà

La riforma è legge: 161 i sì al Senato

Fiducia, intelligenza, onestà: i valori che ha ricordato a Genova il cardinale Angelo Bagnasco in occasione del Natale, per fare ripartire il Paese possono essere delle chiavi di lettura efficaci anche a proposito del dossier Università, da mesi all’ordine del giorno del dibattito politico. Il controverso disegno di legge presentato dal ministro Gelmini è approdato all’approvazione definitiva, dopo una navetta parlamentare conclusa in extremis.
Ora la riforma dell’università entrerà nel vivo con i non pochi decreti attuativi previsti dalla legge.
Qui, alla concreta applicazione, si giocherà la partita più significativa. E qui tutti gli interlocutori sono chiamati a mettere in campo fiducia, intelligenza, onestà.
Tra i punti più delicati l’articolazione delle prospettive di carriera, tanto in ingresso, quanto in progressione, che rischia di essere sottratto al controllo dei settori disciplinari per essere affidato alle vischiosità locali, la valutazione, demandata ad una agenzia ancora da definire nei suoi tratti operativi, e il finanziamento di un sistema universitario cresciuto in modo disordinato, dunque da disciplinare, ma su cui è necessario investire con convinzione, nel rispetto del principio costituzionale dell’autonomia delle università.
Solo pochi anni fa, nel 2005, una importante riforma dell’Università fu insabbiata per la fine della legislatura. A gennaio dovrebbero diradarsi le nebbie sul destino delle Camere elette nel 2008. Se non avverranno rotture tutti gli interlocutori e i protagonisti del sistema universitario sono chiamati ad uno sforzo di responsabilità e di lungimiranza. Il futuro, tanto evocato in questi giorni, deve assumere contorni concreti, con il contributo di tutti, per amore dei molti giovani che si sentono responsabili della crescita del nostro Paese e lo hanno testimoniato anche in questi giorni. La partita, dunque, è troppo importante perché si perda questa occasione.

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