La pazienza e la fedeltà

Fede e cultura nel "decennio educativo"

Avviato il decennio incentrato sulla questione educativa, alla Chiesa italiana non mancano nel 2011 i momenti forti per riprendere e rilanciare i contenuti fondamentali del proprio progetto. Come un grande percorso formativo è strutturata la Giornata mondiale della gioventù del prossimo agosto a Madrid, per la quale è già stata avviata una capillare preparazione nelle diocesi e nelle parrocchie. Negli “Orientamenti pastorali”, i vescovi si rivolgono ai giovani con fiducia, chiedendo loro di coinvolgersi attivamente nel proprio cammino di crescita. Allo stesso tempo, si riconosce il bisogno irrisolto di persone “ricche di umanità” capaci di proporre ai ragazzi una seria esperienza di fede nella comunità cristiana.
Un taglio fortemente educativo non mancherà neppure al Congresso eucaristico nazionale, in calendario ad Ancona nel mese di settembre. La scelta di articolarne lo svolgimento seguendo la filigrana degli ambiti esistenziali ben si presta a evidenziare la valenza formativa dell’Eucaristia rispetto alla vita quotidiana, tra affetti e doveri, fragilità e responsabilità sociale. La lezione del Convegno di Verona resta attuale e anzi, con l’accento posto sulla “vita buona” del Vangelo, trova ulteriori canali per una sana contaminazione tra mentalità diffusa e speranza cristiana.
L’incontro tra la fede e la cultura, infatti, resta il fulcro anche dell’impegno educativo. Si tratta, cioè, di far crescere persone credenti che sappiano essere contemporanee del loro tempo, versate nell’arte di interpretare in modo sensibile e competente, e non di meno in prospettiva evangelica, la vita di tutti i giorni e i grandi problemi di oggi. Tutto ciò in un Occidente, ricorda Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata mondiale della pace, in cui non è raro veder sorgere ostilità e pregiudizi contro i cristiani “per il fatto che essi intendono orientare la propria vita in modo coerente ai valori e ai principi espressi nel Vangelo”. È ancora il Pontefice, nel recente discorso alla Curia romana, a indicare quello che può ritenersi un obiettivo essenziale per il decennio educativo: il saper contrastare quell'”accecamento della ragione” che non riesce più a vedere l’essenziale, Dio e l’uomo, ciò che è buono e ciò che è vero. È su questo, spiega il Papa, che “è in gioco il futuro”.
Nella stessa scia si è collocato il Forum del progetto culturale nell’anniversario dell’Unità d’Italia. “La Chiesa educa per il bene dell’Italia”, ricordava in quell’occasione il cardinale Bagnasco: perché non si smarrisca l’identità personale e sociale. Di qui la scelta di un più forte investimento nell’offrire elementi di formazione dei giovani sui temi antropologici e scientifici, che impegnerà prossimamente il progetto culturale, insieme ai due appuntamenti messi in cantiere dall’omonimo Comitato: un secondo Rapporto-proposta, dedicato alla questione demografica, atteso per l’autunno 2011, e un evento internazionale sulla figura di Gesù nella cultura contemporanea, all’inizio del 2012.
La scelta dell’educare quale prospettiva sintetica dell’agire ecclesiale sta già rivelando diversi frutti, nel ridestare sensibilità e dibattiti e mettere in sinergia l’impegno culturale, pastorale e comunicativo della comunità cristiana. In un tempo in cui tutto diventa breve e si vuole accelerato, scommettere sulla pazienza e la fedeltà educativa ha il senso delle cose destinate a cambiarci davvero.

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