La fiducia e la gioia

Il 33° pellegrinaggio a Rotterdam dal 28 dicembre al 1° gennaio

Il 28 dicembre, 30 mila giovani soprattutto europei ma anche di altri continenti si raduneranno a Rotterdam per il 33° pellegrinaggio di fiducia animato dalla comunità di Taizé. All’arrivo i ragazzi riceveranno la “Lettera dal Cile” scritta da frère Alois, priore di Taizé: attraverso questa lettera i partecipanti saranno invitati a riflettere sulla gioia e sulla solidarietà con coloro che soffrono, “una gioia che resiste allo scoraggiamento”. Nei giorni dell’evento (il programma completo è scaricabile da www.taize.fr/IMG/pdf/livret_it.pdf) sono previsti momenti comuni di preghiera subito dopo pranzo e subito dopo cena nel Parco delle Esposizioni Ahoy, dove si consumeranno anche i pasti; nei pomeriggi del 29 e 30 dicembre ci saranno invece degli incontri tematici che si terranno in luoghi diversi della città, tra cui la chiesa ortodossa russa, la chiesa anglicana di St. Mary, la chiesa scozzese internazionale e la moschea Mevlana. Questi appuntamenti saranno animati da alcuni fratelli di Taizé e da persone impegnate sul territorio locale: il sindaco della città, alcuni vescovi, pastori e politici olandesi daranno il loro contributo per aiutare i giovani a riflettere sul proprio cammino ed il loro impegno nella Chiesa e nella società. Frère Alois parlerà ai giovani ogni sera durante la preghiera comune al Parco delle Esposizioni. Al mattino i ragazzi pregheranno e rifletteranno nelle varie parrocchie, sia cattoliche che protestanti, della città che li accolgono. La notte del 31 dicembre i giovani faranno una veglia di preghiera per la pace seguita dalla “festa dei popoli”.Perdono e giustizia. La “Lettera dal Cile” deve il suo nome all’incontro di giovani che si è appena svolto a Santiago, dall’otto al 12 dicembre. Questo secondo incontro internazionale in America latina organizzato da Taizé ha riunito nella capitale cilena ottomila partecipanti da ogni continente, compresi alcuni rappresentanti europei. A Santiago, frère Alois ha commentato ogni sera uno dei capitoli della Lettera, dedicata, alla gioia “che -sottolinea – non è un’evasione lontana dai problemi della vita” ma, “al contrario, permette di guardare la realtà in faccia, anche la sofferenza”. Per il priore uno dei segni “belli” del nostro tempo è la “generosità” con cui alcune persone, in Cile come ad Hati, “hanno aiutato le vittime delle catastrofi naturali”, ma per quanto necessario questo aiuto “non basta”, perché “ciò che conta è rendere giustizia alle persone più sprovviste” e i cristiani di America Latina ricordano che “la lotta contro la povertà è la lotta contro le ingiustizie”. Anche “l’immigrazione” viene considerata un “segno dei nostri tempi” e nonostante venga “percepita come un pericolo”, è “una realtà di fatto presente e che già realizza l’avvenire”. Frére Alois ricorda poi che “in molti posti del mondo le ferite della storia sono profonde” e il perdono, che apre prospettive di pace, non “vuol dire dimenticare le colpe” o “appoggiare l’ingiustizia”.Uomini e donne di comunione. Per l’evento di fine anno di Rotterdam sono intanto arrivati in questi giorni molti messaggi di sostegno alla comunità di Taizé e ai partecipanti. Anche papa Benedetto XVI ha inviato un augurio ai giovani: “Dio vi conduca alle sorgenti della gioia!”. Ed aggiunge: “Lo scoprirete in questi giorni: questa gioia non vi allontana da una solidarietà con le sofferenze dell’umanità, ma è profondamente legata alla fiducia in Dio”. “Così sarete animati dal coraggio di andare contro corrente, quando questo è necessario. Resistendo al miraggio dell’individualismo, diventerete sempre di più uomini e donne di comunione, nel dono di voi stessi per gli altri”. Dando infine appuntamento alla Gmg di Madrid, il Papa ha affidato ai giovani di Taizé una missione: “trasformare le vostre comunità locali in luoghi di bontà del cuore e di fiducia. La pace che egli vi concede risplenderà così per gli altri e per il mondo”. Auguri anche dall’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams che in un lungo messaggio ai partecipanti parla della “gioia dell’amore. Non la gioia del successo o della comodità, della prosperità o delle grandi realizzazioni, ma solo dell’amore, perché l’amore senza limiti è il fondamento di ogni realtà. In questo vi è una gioia immensa!”. “Anche quando la nostra vita è spezzata – scrive l’arcivescovo Williams -, la nostra sicurezza annientata, possiamo ancora dire con stupore: ‘Ciò che rimane è l’amore, ciò che è alla base di tutto è l’amore'”.La responsabilità della pace. “Nessun Paese o singolo gruppo – scrive invece il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon – può affrontare da solo le grandi questioni dell’attualità. In un’epoca dove le sfide varcano le frontiere e assumono una portata mondiale, il nostro avvenire dipende dal modo in cui noi lavoriamo insieme”. “Una parte importante della soluzione è nelle vostre mani. Il mondo – dice Ban Ki Moon – ha bisogno del vostro impegno concreto. Dopo di tutto, sarete ben presto i responsabili dei governi che negozieranno la pace”. Sulla stessa lunghezza d’onda il messaggio del Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I: “A voi è data la responsabilità di agire nella società per promuovere in essa i principi di giustizia e di amore. Voi siete il nostro futuro, il futuro della Chiesa”. Messaggi augurali anche dal presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy e dal segretario generale della Comunione mondiale delle Chiese riformate, Setri Nyomi.

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