Essere cristiani in Europa

Un auspicio e un appello nel messaggio di Benedetto XVI

L’auspicio che anche “in Occidente, specie in Europa, cessino l’ostilità e i pregiudizi contro i cristiani”. Ad esprimerlo è Benedetto XVI nel suo messaggio per la 44ª Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2011), intitolato significativamente “Libertà religiosa, via per la pace” e presentato il 16 dicembre in sala stampa vaticana. Intanto lo scorso 10 dicembre, in occasione del “Meeting on Freedom of Religion” promosso a Vienna dall’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce), l’Osservatorio sulla intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa ha illustrato il suo Rapporto “Fatti e Personaggi relativi al recente e crescente fenomeno di intolleranza e discriminazione contro i cristiani in Europa”. Il tema delle discriminazioni dei cristiani nel nostro continente è stato anche al centro della conferenza stampa di presentazione del messaggio pontificio.No a ostilità e pregiudizi. Dopo avere condannato ogni forma di violenza e persecuzione nei confronti dei cristiani nel mondo, nel suo messaggio per la Giornata Benedetto XVI esprime anche l’auspicio “affinché in Occidente, specie in Europa, cessino l’ostilità e i pregiudizi contro i cristiani per il fatto che essi intendono orientare la propria vita in modo coerente ai valori e ai principi espressi nel Vangelo”. “L’Europa, piuttosto – è l’esortazione del Pontefice -, sappia riconciliarsi con le proprie radici cristiane, che sono fondamentali per comprendere il ruolo che ha avuto, che ha e che intende avere nella storia; saprà, così, sperimentare giustizia, concordia e pace, coltivando un sincero dialogo con tutti i popoli”. Intervenuto alla conferenza stampa, il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha osservato che “la libertà religiosa non si limita al libero esercizio del culto. Ha una dimensione pubblica, il che consente ai credenti di dare il loro contributo nella costruzione dell’ordine sociale” e ha ricordato al riguardo “i quattro architetti dell’Unione europea (Adenauer, De Gasperi, Schuman, Monnet)”.Secolarismo e cinismo. “Il laicismo secolaristico, maggiormente presente nei Paesi occidentali – ha fatto a sua volta notare mons. Mario Toso, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace – giunge al rifiuto del pluralismo religioso e di una laicità positiva per la via singolare della negazione non solo del cristianesimo, ma di qualsiasi altra religione o tradizione, nel tentativo di promuovere una radicale emancipazione dell’uomo da Dio”. In Europa, ha proseguito, “la marginalizzazione, ad esempio, del Dio cristiano o delle più volte menzionate ‘radici cristiane’ non è espressione di una superiore tolleranza che rispetta in egual modo tutte le religioni, per non privilegiarne alcuna, bensì è l’assolutizzazione di una posizione che si contrappone a ogni credo e cultura religiosi” e in “taluni casi, purtroppo, si giunge all’estremo del cinismo”. Secondo mons. Toso, “l’opposizione ai segni religiosi o, meglio, al cristianesimo, che in ultima analisi è opposizione a Gesù Cristo, può prendere a pretesto il rispetto per i musulmani, i quali però, più che essere feriti nei loro sentimenti religiosi per un’eventuale inserzione delle ‘radici cristiane’ nella Costituzione europea, restano scandalizzati da una cultura secolarizzata che nega le proprie basi”.Un’intolleranza sottile. “Esistono oramai veri e propri dossier – ha sottolineato il segretario del dicastero vaticano – che testimoniano la discriminazione non solo delle religioni ‘importate’ dai flussi migratori, ma anche del cristianesimo in Europa, regione che pur è a riconosciuta maggioranza cristiana. Si tratta, il più delle volte, di un’intolleranza sottile, strisciante, quasi invisibile, concernente la libertà di coscienza e di espressione” che “si manifesta in atti di vandalismo contro chiese e cimiteri, in parzialità nei luoghi di lavoro e nelle scuole, in rimozione dei simboli religiosi”. “A proposito di questi ultimi – ha esemplificato – è sintomatica la recente decisione della Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2009, relativa alla richiesta di togliere il Crocifisso dalle aule scolastiche italiane”. Secondo mons. Toso, “tutto ciò conferma la crisi culturale dell’Europa. Essa appare in preda ad una scissione identitaria, che pregiudica il suo futuro e crea mille difficoltà nelle relazioni con le religioni ‘importate'” perché “un soggetto schizofrenico – l’insegna la scienza psicologica – non è in grado di gestirsi e di relazionarsi con l’esterno”.

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