La sedia vuota” “

Premio Sacharov: la ''presenza-assenza'' di Guillermo Farinas" "

La sedia vuota con la bandiera cubana durante la consegna del Premio Sacharov; l’applauso liberatorio dell’emiciclo all’approvazione del budget 2011; il volto preoccupato del presidente della Commissione Barroso quando parla del Consiglio europeo del fine settimana. Sono solo le immagini più recenti che riassumono successi e ostacoli sulla via dell’integrazione e del ruolo dell’Europa sulla scena globale.

Bilancio, diritti, cittadinanza. Il "circo europeo" anche questa settimana ha fatto la spola fra Strasburgo (plenaria del Parlamento Ue, 13-16 dicembre) e Bruxelles (summit dei capi di Stato e di governo, 16-17 dicembre). L’Assemblea ha approvato il bilancio per il prossimo anno, ha varato una serie di testi legislativi, ha votato relazioni e risoluzioni sui diritti umani nell’Unione e nel mondo. Assieme ai rappresentanti di Commissione e Consiglio, gli eurodeputati hanno discusso del vertice di Bruxelles sulla governance economica e degli esiti della conferenza Onu di Cancun sul cambiamento climatico. L’aula ha definito l’"iniziativa dei cittadini" per consentire a un milione di europei di chiedere una legge comunitaria, mentre ha bocciato il progetto di legge sul "permesso unico" per gli immigrati. Pur muovendo da esigenze riconosciute da un vasto schieramento politico, il provvedimento avrebbe creato di fatto – secondo la maggioranza dei deputati – differenze di trattamento tra lavoratori europei e stranieri, con la prospettiva di reintrodurre alcuni principi della vituperata direttiva Bolkestein, simbolicamente riflessa nell’immagine dell’"idraulico polacco".

Dove manca la libertà. Il cammino europeo è costellato di simboli e questa settimana se ne sono aggiunti due. Il Premio Sacharov è stato deposto, il 15 dicembre, su una sedia vuota, fasciata da una bandiera cubana. Jerzy Buzek, presidente del Parlamento Ue, istituzione che assegna annualmente il riconoscimento ai difensori della libertà di espressione e dei diritti umani, ha affermato: "Nonostante le nostre richieste al governo dell’Avana, il premiato, Guillermo Farinas, non ha ottenuto il permesso di espatrio". "Farinas è un giornalista che lotta per la libertà e per la democrazia nel suo paese – ha detto Buzek -. Più volte è stato incarcerato e ha compiuto 23 scioperi della fame contro il regime castrista. L’ultimo gli è quasi costato la vita. A Cuba manca la libertà. Solo grazie alla mediazione della Chiesa cattolica, 52 prigionieri politici sono stati recentemente liberati, ma altri 11 attivisti dei diritti umani sono ingiustamente detenuti. Il premio a Farinas vorrebbe idealmente andare a tutti coloro che, a Cuba e nel resto del mondo, operano pacificamente per la giustizia, i diritti e la libertà".

La voce e la speranza. Se la sedia vuota è il primo simbolo, il secondo è la voce dello stesso Guillermo Farinas: un messaggio audio è infatti potuto giungere a Strasburgo ed è risuonato in un emiciclo ammutolito. "Ho imparato a farmi guidare dalle parole del primo dissidente conosciuto, Gesù Cristo, che ha detto: amate i vostri nemici". "La repressione del regime castrista è durissima, ma noi proseguiamo la lotta pacifica". "Il popolo sta prendendo coscienza e noi andremo avanti, fino alla democrazia e alla pace". "La mia più grande speranza – ha proseguito – è che non vi facciate ingannare dal canto delle sirene di un crudele regime di comunismo selvaggio, la cui unica aspirazione" è di ottenere fondi europei, mediante gli accordi di Cotonou per "l’assistenza ai paesi del terzo mondo". Il messaggio, cui è seguito un lunghissimo applauso dell’aula, elencava cinque punti che, secondo Farinas, dovrebbero presiedere ai rapporti tra Ue e Cuba: "la liberazione dei prigionieri politici e di coscienza", la fine delle violenze ai dissidenti pacifici, la soppressione di tutte le leggi che contrastano con la Dichiarazione universale dei diritti umani, la libertà di associazione, la possibilità per i cubani "che vivono nella diaspora di partecipare alla vita culturale, economica, politica e sociale" del paese.

Gli obiettivi del summit. Sui temi di politica interna, invece, l’Assemblea si è concentrata, oltre che sul bilancio, sul Consiglio europeo. I deputati ne hanno discusso con le altre istituzioni comunitarie. Il Consiglio Ue "invii un segnale di unità, solidarietà e sostegno al progetto europeo": ha affermato in aula José Manuel Barroso, presidente della Commissione, all’inizio del dibattito. Barroso, consapevole delle difficoltà che attraversano le politiche nazionali ed europee, ha ricordato che l’incontro si "concentra su due obiettivi principali: concordare le caratteristiche chiave di un futuro meccanismo permanente di stabilità finanziaria per l’area dell’euro" e "definire limitate modifiche ai trattati" per dare forza giuridica vincolante a tale strumento. Dalla gran parte dei deputati sono giunte richieste di "coraggio" e di vero impegno europeista da parte dei 27 premier.

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