La cultura per l’Unità

La biblioteca digitale dell'Ue

Una pergamena risalente al 1221 che testimonia la storia della lingua bulgara; “Catechismusa prasty szadei”, il primo libro in lingua lituana, pubblicato nel 1547; alcuni quadri del XVII secolo del pittore olandese Jan Steen; tutte le opere degli autori tedeschi Goethe e Schiller. Sono alcune delle numerose opere culturali europee disponibili in rete grazie a Europeana, la biblioteca digitale dell’Unione (www.europeana.eu).Per arricchire la vita di ogni cittadino. Europeana è una iniziativa Ue intesa ad accrescere il patrimonio di conoscenze e l’integrazione comunitaria. Gli utenti di internet di tutto il mondo possono accedere a una banca dati costituita da oltre 14 milioni di libri, carte geografiche, giornali, fotografie, quadri, film e videoclip digitalizzati provenienti da circa 1.500 istituzioni culturali d’Europa. Al suo esordio, nel novembre 2008, Europeana contava due milioni di opere, poi cresciute nel tempo: al varo dell’iniziativa, l’indirizzo web era stato letteralmente preso d’assalto, tanto da costringere l’Unione a bloccare gli accessi per oltre un mese. L’obiettivo iniziale di superare i 10 milioni di soggetti resi disponibili al pubblico, fissato per la fine del 2010, è stato ora ampiamente superato e, a due anni dall’esordio, nuovi orizzonti si spalancano per questa avveniristica biblioteca del terzo millennio.Al lavoro un “comitato di saggi”. Attualmente un “comitato di saggi” (composto da Maurice Lévy, Elisabeth Niggemann e Jacques de Decker) sta lavorando a un ulteriore sviluppo della rete, segnalandone punti di forza e limiti: una relazione verrà resa nota all’inizio del 2011. Neelie Kroes, vicepresidente dell’Esecutivo, segue da vicino questa “scommessa culturale”: “Europeana è un eccellente esempio di come la cooperazione a livello europeo possa arricchire la vita di ciascuno. Quattordici milioni di opere faranno contenti gli utenti di internet che desiderano accedere al materiale conservato nelle biblioteche, nei musei e negli archivi” del continente.Libri, antichi incunaboli e videoclip. Tra le opere aggiuntesi quest’anno in Europeana figurano le riprese del 1907 in occasione della festa nazionale danese e una serie di fotografie del monastero di Glendalough in Irlanda risalenti agli anni che precedono la Grande guerra. “Le fotografie, le carte geografiche, i quadri, gli oggetti museali e le altre immagini digitalizzate costituiscono il 64% della collezione di Europeana”, chiarisce una nota della Commissione Ue. “Il 34% è dedicato ai testi digitalizzati, che comprendono oltre 1,2 milioni di libri che possono essere visualizzati on-line o scaricati in versione integrale”. I testi includono migliaia di manoscritti rari e incunaboli stampati prima del 1500; i materiali audio e video rappresentano invece meno del 2% della collezione. Buona parte del materiale disponibile non è coperto dal diritto d’autore poiché si tratta di opere antiche.Necessario fornire altri materiali di qualità. Tutti gli Stati membri Ue hanno contribuito ad accrescere la collezione di Europeana, “ma i contributi sono ancora disomogenei”, afferma la Commissione: la Francia è il Paese che fornisce il maggior numero di opere (18% di tutta la collezione), mentre la Germania ha aumentato la propria quota fino al 17%. Per far sì che Europeana rappresenti “un vero e proprio crocevia del patrimonio culturale europeo, è necessario che tutti gli Stati membri forniscano altri materiali di qualità”. Gli uffici di Europeana sono ospitati dalla Biblioteca nazionale olandese con sede all’Aia. Attualmente sul sito di Europeana, finanziato all’80% da fondi Ue, è possibile visitare due mostre virtuali: la prima è Reading Europe, che “presenta un’ampia scelta di libri rari e opere letterarie europee”; la seconda, relativa all’art nouveau, “dimostra come sia possibile riunire materiali culturali provenienti da diversi Paesi”.Contenuti creati dagli utenti del web. La Kroes, che è anche responsabile per l’agenda digitale, ha affermato: “Il progetto Europeana potrebbe essere perfezionato ulteriormente se un maggior numero di istituzioni culturali digitalizzasse le proprie collezioni e le rendesse accessibili attraverso questo portale europeo. Attendo fiduciosa gli ambiziosi consigli del Comitato di saggi per accelerare il processo di digitalizzazione”. La commissaria tiene a sottolineare che “di recente, alcuni studenti hanno dimostrato come sia possibile avvalersi di Europeana nelle scuole attraverso il concorso eLearning Awards, organizzato da European Schoolnet”. Il progetto vincitore, realizzato dalla Portmarnock Community School (Irlanda), “ha visto alcuni studenti creare blog su personaggi storici sfruttando risorse digitali”. Il prossimo anno Europeana potrebbe sperimentare dei contenuti creati dagli utenti, “che saranno invitati a fornire materiali riguardanti la Prima guerra mondiale”.

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