Contro l’usura

Istituito il Fondo etico per il microcredito

Nell’ambito delle iniziative finalizzate al sostegno economico-sociale delle famiglie siciliane, anche al fine di contrastare il fenomeno dell’usura, l’art.106, 2° comma della legge regionale n.11/2010 (legge finanziaria del 2010) ha previsto l’iniziativa del microcredito. Così, come previsto dalla legge, con proprio decreto (n.349 del 19 ottobre 2010) l’assessore regionale dell’Economia ha fissato le modalità di realizzazione dell’iniziativa, dando concreta attuazione alla stessa e istituendo il Fondo etico della Regione siciliana che prevede il convenzionamento della stessa amministrazione regionale con banche, istituzioni e organismi sociali non profit, interessati ad operare per l’attuazione dell’iniziativa in tutto il territorio regionale. L’iniziativa, secondo le previsioni dell’assessorato, dovrebbe essere operativa già a partire dal mese di gennaio 2011. A beneficiare dell’intervento saranno quelle famiglie prive della capacità economico-patrimoniale necessaria per ottenere il credito bancario ordinario e che, tuttavia, presentano potenzialità economiche future che possono giustificare l’assunzione di impegni responsabilizzanti come quello di ricevere un microprestito. Con la legge finanziaria 2010 sono state stanziate risorse per 5 milioni di euro; con recente deliberazione della Giunta regionale si è proceduto a incrementare tali risorse, destinando all’iniziativa l’ulteriore somma di 7 milioni di euro, portando così la dotazione complessiva del Fondo a 12 milioni di euro. Il Fondo etico potrà essere inoltre incrementato da contributi volontari degli aderenti o di terzi e da donazioni, lasciti ed erogazioni conseguenti a stanziamenti deliberati dallo Stato, dagli enti territoriali o locali, e da altri enti pubblici e privati. Parere positivo. In realtà, nell’ambito del microcredito, la Sicilia ha un passato di tutto rispetto, come ci fa notare don Sergio Librizzi, direttore regionale della Caritas: “Nel contesto regionale sono già state avviate esperienze di microcredito con metodologie adattate al contesto territoriale di riferimento, tra queste Caltanissetta, Agrigento, Catania, Mazara del Vallo che si basano sia su convenzioni con istituti bancari di fiducia, con un alto tasso di restituzione del microcredito, sia, in modo però limitato ed esemplare, di piccoli fondi delle varie Caritas destinati ad interventi di microcredito, per i quali si registrano degli alti rischi in ordine alla restituzione. Inoltre sul territorio regionale operano anche due fondazioni antiusura che, sotto altra veste, agiscono in regime di microcredito intervenendo in situazioni di alto rischio di usura”. In merito all’istituzione del Fondo etico da parte della Regione Sicilia e del conseguente microcredito per le famiglie siciliane don Librizzi reputa favorevolmente questa iniziativa. “È di fondamentale importanza – afferma – poter offrire all’utenza delle Caritas diocesane questo tipo di intervento, evidentemente pensato come microcredito familiare e non d’impresa salvo che per piccole attività che possano concorrere ad alimentare il reddito familiare. Lo scorso anno infatti abbiamo partecipato alle sessioni dell’osservatorio regionale sul credito costituito presso la Prefettura di Palermo nell’ambito del quale è stata elaborata una proposta di regolamento recepito in gran misura nel recente bando dell’assessorato dell’Economia della Regione Sicilia. Siamo in attesa di concordare con l’assessore competente la costituzione del comitato regionale per la regolamentazione dell’iniziativa al fine di avviare le nostre Caritas alla partecipazione al bando quali soggetti incaricati dell’istruttoria in attesa anche che il sistema bancario siciliano si decida di partecipare per la gestione del fondo di garanzia”.Molti precedenti. La decisione della Regione Sicilia di puntare sul microcredito per aiutare le famiglie in difficoltà ha dei precedenti non indifferenti. “I casi celebri – dice Giuseppe Notarstefano, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro e docente di economia all’Università di Palermo – sono quelli resi noti dal Nobel Muhammad Yunus con la sua Grameen Bank, ma potremmo anche citare l’esperienza italiana di Banca Etica, del Progetto Policoro, dell’esperienza della diocesi di Milano”. “Il microcredito – continua Notarstefano – si muove nella direzione di una promozione dello sviluppo e della crescita economica e produttiva dal basso, innescando meccanismi virtuosi tra risparmiatori ‘etici’, intermediari finanziari responsabili e imprenditori (piccoli o piccolissimi) che vogliono rischiare un modello di sviluppo endogeno. Questi i benefici diretti, ma ce ne sono, a mio parere anche di indiretti: maggiore responsabilità sociale d’impresa, recupero della dimensione reale dell’economia, aumento della partecipazione e della democrazia economica”.a cura di Marilisa della Monica(15 dicembre 2010)

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