Non penalizzare i giovani

Formazione professionale: vescovi preoccupati per tagli e ritardi

“Siamo molto preoccupati che questo enorme ritardo nell’avvio dei corsi e l’impedimento ad attivarne alcuni possa veramente danneggiare i nostri giovani, specialmente nei territori più svantaggiati. In questo modo invece di contrastare l’evasione, la dispersione scolastica, si contribuisce ad incrementarla”. Sono parole che esprimono preoccupazione quelle di mons. Michele Pennisi, vescovo delegato della Conferenza episcopale siciliana per la scuola, l’università e l’educazione cattolica, sui tagli e i ritardi nel pagamento dei crediti maturati dal Ciofs-Fp, che raggruppa i Centri di formazione gestiti dalle Suore di Maria Ausiliatrice in Sicilia, da parte della Regione. Quello dei centri di formazione gestiti dalle suore salesiane è un problema che si trascina ormai da mesi, con milioni di euro di credito maturati, 187 dipendenti a tempo indeterminato che attendono il pagamento di cinque mensilità di stipendio e un’unica certezza: il silenzio da parte della Regione Sicilia. Ed è proprio questa mancanza di interlocuzione e di confronto che ha spinto suor Maria Catena Lo Turco, presidente del Ciofs-Fp Sicilia, a inviare una lettera al presidente della Regione, affinché prenda provvedimenti. Sbloccare lo stallo. “È urgente sbloccare il saldo e l’integrazione del 2007-08, che solo per il Ciofs-Fp ammontano a 1 milione e 700 mila euro”, scrive suor Lo Turco: “Erogare il resto dell’annualità 2008-09, per la quale è stato dato solo il 65%; vidimare gli attestati del 2009-10 da consegnare ai ragazzi per gli esami sostenuti a luglio, senza i quali gli ex corsisti non possono dimostrare di avere il titolo da spendere nel mondo del lavoro. Avviare immediatamente i primi anni dei corsi di obbligo, istruzione e formazione 2010-11, che sarebbero dovuti partire a settembre”. “In una realtà sociale nella quale si cerca di contrastare l’evasione e la dispersione scolastica – conclude la religiosa – ci troviamo di fronte alla non approvazione dei corsi presentati proprio in quei territori a rischio come Gela, Palagonia, Pietraperzia, Palermo e Agrigento”. In molti centri della Sicilia non sono, infatti, presenti strutture scolastiche per gli adolescenti in età dell’obbligo e Ciofs-Fp Sicilia sopperisce a tale mancanza attraverso corsi di formazione professionale per operatori di centro benessere, cuoco, meccanico, elettricista, elettromeccanico, grafico.Un paradosso. “I genitori di ogni estrazione sociale – ricorda mons. Pennisi – hanno chiesto la solidarietà della comunità ecclesiale e civile, in quanto ritengono che si tratta di una questione di giustizia elementare e di vera democrazia che non può discriminare i cittadini, che hanno uguali doveri e diritti”. Il problema sussiste ed è abbastanza serio: la Regione, infatti, attraverso l’assessore alla Formazione professionale, ha firmato soltanto il 12 novembre scorso, il decreto autorizzativo dei 143 corsi triennali in tutta la Sicilia, quindi i ragazzi stanno sedendo tra i banchi con almeno due mesi di ritardo ed in alcuni casi non lo faranno, perché alcuni corsi non sono stati attivati, non avendo raggiunto il minimo dei 22 alunni, richiesto per legge. “Dei 15 presentati dalla Ciofs-Fp – sottolinea suor Lo Turco – abbiamo scoperto che ne sono stati approvati solo 10”. I ragazzi, dunque, che avevano deciso di avvalersi per il prosieguo dei loro studi dell’obbligo dei corsi organizzati dalle suore salesiane adesso si trovano in seria difficoltà, dovendo trovare una scuola pubblica che li inserisca in classi già formate: l’ipotesi di classi formate “ad hoc” per questi alunni appare improbabile, avendo ormai i dirigenti scolastici organizzato l’organico in funzione delle classi già create. Un paradosso, quello siciliano, anche alla luce dell’avvio, da questo anno scolastico, della nuova scuola superiore riformata dal ministro Gelmini, che prevede l’entrata a regime dei percorsi triennali della formazione professionale, come strada che lo studente di terza media può intraprendere dopo aver superato l’esame di licenza, in modo da assolvere all’obbligo dell’istruzione fino ai 16 anni.a cura di Marilisa Della Monica(10 dicembre 2010)

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy