La forza per resistere

Povertà: uno schock emotivo per molte famiglie

Un appello per “una nuova mobilitazione alla partecipazione spontanea volta a contrastare la povertà e l’esclusione nella nostra società”. A rivolgerlo è stato il 1° dicembre da Belfast mons. Noel Treanor, vescovo di Down and Connor e delegato per l’Irlanda presso la Comece (Commissione episcopati Comunità europea), nel suo intervento al lancio del report “Affrontare la sfida della povertà nell’Irlanda del Nord”, elaborato dalla Northern Ireland Catholic Commission on Social Affairs (NICCOSA), la Society of St. Vincent de Paul (SVP) e il St. Mary’s University College. Il documento, ha spiegato il presule, oltre ad offrire un quadro delle “nuove dimensioni della povertà” nel Paese, intende costituire “un contributo concreto all’Anno europeo contro la povertà e l’esclusione sociale 2010”.Responsabilità e partecipazione condivise. “L’Unione europea – Commissione, Parlamento e Consiglio europei – ha riconosciuto che un’efficace azione contro la povertà richiede la partnership attiva dei settori pubblico, privato e del volontariato come vettore chiave per incrementare le politiche e le azioni volte a promuovere l’inclusione sociale”, ha affermato mons. Treanor. “Un obiettivo fondamentale dell’iniziativa è pertanto lo sviluppo di responsabilità, partecipazione e coesione condivise, collettive e individuali”. Per questo la lotta contro la povertà esige “il mutuo riconoscimento delle rispettive competenze ed esperienze” di tutti “i settori coinvolti” in questo ambito. “Occorre – ha aggiunto il presule – un maggior numero” di persone che offrano volontariamente “sostegno concreto, parole di affetto e ascolto a chi è nel bisogno”. “Mentre si avvicina il Natale – ha sottolineato – la gente è preoccupata. La fiducia è diminuita, scarsa la speranza nel futuro… Nell’Irlanda del Nord oggi non sono poche le famiglie a temere la prossima bolletta, a non poter accendere il riscaldamento, a non avere denaro per i regali ai bambini”. “Perdere un benessere consolidato e diventare poveri, forse per la prima volta nella propria vita, è un’esperienza traumatica e devastante, spesso accompagnata dallo shock emotivo di dover lasciare la stabilità di una casa familiare molto amata”. È questa, ha spiegato il vescovo, “la nuova e cruda dimensione della povertà in mezzo a noi”.Il ruolo delle Chiese. Secondo il report, “l’Irlanda del Nord rimane una delle aree più periferiche ed economicamente svantaggiate dell’Ue”, dove “circa 110mila minori vivono in povertà, più del doppio che nelle altre regioni del Regno Unito”. Povero è anche il 41% delle famiglie monogenitoriali e il 33% dei pensionati delle aree rurali. Alta la percentuale di “lavoratori poveri”. “La crescita della nostra economia sociale di mercato è vitale per lo sviluppo integrale di una futura economia in cui il profitto e il capitale siano al servizio delle persone” ha avvertito mons. Treanor, secondo il quale “la partecipazione volontaria e l’azione sussidiaria sono il capitale d’impresa dell’economia sociale di mercato. Esse sono essenziali per guidare l’economia verso i suoi obiettivi umani e sociali”. Il Parlamento e il Consiglio europei, “così come molti Stati membri Ue – ha aggiunto -, stanno riconoscendo sempre più il ruolo di attori nell’economia sociale delle Chiese e delle organizzazioni religiose. Senza compromettere l’autonomia di Chiesa e Stato nei loro rispettivi ambiti di competenza, aumenta la volontà dei governi e delle organizzazioni laiche Ue a dialogare, sostenere e collaborare attivamente con le realtà religiose per perseguire insieme il bene comune”. Nell’Irlanda del Nord le Chiese e le organizzazioni religiose “offrono un contributo particolarmente significativo all’economia sociale”. Di qui l’invito di mons. Treanor “alle sorelle e ai fratelli nelle Chiese cristiane” a “testimoniare e a lavorare per una società più coesa, condivisa e riconciliata”.Soprattutto “speranza”. Cormac Wilson, presidente della SVP dell’Irlanda del Nord, ha messo in guardia dalle “tensioni e dai rischi del ricorso agli usurai”. La SVP “offre speranza” ha detto il presule richiamandone i 9.500 volontari attivi in tutto il Paese, di cui 1.900 nell’Irlanda del Nord, suddivisi in 182 gruppi parrocchiali. Wilson ha sottolineato il rapido aumento delle richieste di aiuto alla charity: in media +35% con punte anche del 50%, ed ha espresso preoccupazione per le conseguenze dei tagli “ritenuti necessari” dai “governi delle due parti” del Paese sul “futuro dei nostri assistiti”. Nel 2009 la SVP ha speso in assistenza 2,7 milioni di sterline. Queste alcune delle voci di spesa: 1 milione per sostegno individuale e alle famiglie; 364mila in aiuti alimentari; 358mila in indumenti; 477mila in energia e combustibili; 103mila per l’istruzione. Oltre 2.700 le visite settimanali compiute presso le famiglie. “Considerando la situazione economica di tutta l’Irlanda, Nord e Sud, ‘speranza’ è la merce di cui hanno bisogno migliaia di persone”, ha concluso Wilson. Di qui le collette che si terranno presso le chiese nelle prossime settimane, specialmente durante la “SVP Week” (5-12 dicembre).

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