Solidarietà nei fatti

I cattolici nelle situazioni umane e negli ambiti sociali più fragili

Nuove forme di solidarietà, di impegno e di testimonianza cristiana: la Settimana Sociale di Francia (Ssf), (Parigi, 26 – 28 novembre) su “Migranti, un futuro da costruire insieme”, ha rappresentatp, con i suoi tremila partecipanti e un centinaio di stand, una grande vetrina del cattolicesimo francese. Provenienti da tutte le diocesi del Paese, con una folta rappresentanza europea, sono stati loro i veri protagonisti di questo appuntamento giunto ormai alla sua 85ª edizione. Il metodo del dialogo finalizzato all’impegno nella realtà ha tenuto vivo lo spirito dell’evento che, nato nel 1904 per volontà di due laici, il lionese Marius Gonin e Adéodat Boissard di Lille, si propone di far conoscere il pensiero sociale della Chiesa, di applicarlo e adattarlo ai problemi attuali della società. I problemi attuali della Francia si chiamano disoccupazione, immigrazione, integrazione, crisi economica e degli alloggi, e a questi il cattolicesimo francese risponde con una serie di iniziative concrete messe in atto da diocesi, associazioni, movimenti e aggregazioni laicali, presentate negli stand della Settimana Sociale. Sul piano sociale ed economico l’associazione “Solidarietà nuove di fronte alla disoccupazione” offre “un accompagnamento personalizzato per sostenere i disoccupati nel loro percorso di ritorno verso l’impiego creando legami di solidarietà anche finanziaria”. In concreto i membri dell’associazione sono impegnati a livello locale e nazionale a formare piccoli gruppi di donatori e di aziende partner per creare nuove prospettive di lavoro finanziando anche dei progetti di inserimento lavorativo. Grazie ai suoi 2500 donatori di ogni fede e cultura, di cui 1200 volontari, a 100 gruppi locali, l’associazione (www.snc.asso.fr), dal 1985, ha accompagnato oltre 15 mila persone in cerca di impiego e finanziato più di 1000 contratti lavorativi all’interno di aziende partner. Connesso al tema della mancanza di lavoro è quello dell’alloggio. Fondata da don Bernard Devert, più di 25 anni fa, “Habitat et Humanisme” , si occupa di quelle persone e nuclei familiari che non hanno un alloggio adeguato o che ne sono privi del tutto. Grazie ad una rete di 50 associazioni collegate e presenti in 64 Dipartimenti francesi, “Habitat et Humanisme” (www.habitat-humanisme.org) dispone nel 2010 di 4500 alloggi gestiti in proprio o in conto terzi che le hanno permesso di dare un tetto, ad affitto vantaggioso, a 12 mila famiglie. Dalla sua fondazione ad oggi don Devert ha dato alloggio a più di 30 mila persone. Il sistema di finanziamento è semplice: chi vuole può investire il proprio denaro in prodotti di risparmio etico e solidale, donando parte degli interessi fruttati all’associazione che li reinveste per portare avanti la sua opera. Tale metodo ha ottenuto il riconoscimento Finansol, garanzia per la trasparenza etica nell’uso e nella gestione del risparmio.Nel campo dell’integrazione e dell’accoglienza, temi sensibili nella Francia attuale anche alla luce delle recenti polemiche suscitate anche dalle espulsioni di rom, a lavorare è “Cedre” , una delle antenne del Secours Catholique, che fa parte della rete mondiale della Caritas. Cedre, “Centre d’entraide pour les demandeurs d’asile et les réfugiés” (www.secours-catholique.org/cedre), fornisce assistenza ai richiedenti asilo, ai rifugiati, agli stranieri in difficoltà che vogliono ottenere la residenza in Francia senza dimenticare il tema dell’integrazione. I volontari del Centro assistono i migranti accompagnandoli sia sul piano burocratico che su quello dell’incontro con realtà locali per favorirne l’integrazione. Per questo motivo Cedre organizza corsi di lingua e cultura francese, di informatica, visite guidate, laboratori di teatro e di cucina. La pace sociale e l’integrazione si conseguono anche attraverso la promozione del dialogo interreligioso: è la convinzione del Comitato interreligioso per un’etica universale (Cieux) che opera al servizio di comunità religiose e laiche organizzando incontri sul rispetto dei diritti dell’uomo e delle tradizioni religiose. La diversità religiosa, per Cieux (www.cieuxinternational.org), è una chance da cogliere per fronteggiare l’esclusione e vivere la fede in unione con gli altri. Tra gli stand della Settimana Sociale anche quello di alcune diocesi, tra le quali, Creteil , guidata da mons. Michel Santier. In primo piano è il disagio giovanile che trova sfogo nella moda del “Binge drinking”, ovvero il consumo occasionale ma eccessivo di alcool. A 17 anni il 48% dei giovani francesi ha dichiarato di averlo provato almeno una volta al mese, il 17% almeno tre volte al mese e il 2% almeno 10 volte. Una pratica che in Gran Bretagna, Paese dove questa moda è nata, sta provocando un aumento marcato di morti per cirrosi epatica. La diocesi di Creteil risponde a questa emergenza con un progetto di informazione e di intervento pastorale sui giovani e sulle loro famiglie grazie anche all’aiuto di esperti nel campo sanitario, scolastico e sociale.

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