Aperti al futuro” “

L'intervento del presidente

"Tre anni d’intenso lavoro… guardando al futuro che dovrà essere integrato". Questo il bilancio che don Giorgio Zucchelli, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), traccia a conclusione del suo secondo triennio (2007-2010) alla guida della Fisc. È, infatti, iniziata ieri pomeriggio (25 novembre) a Roma – con l’intervento di mons. Claudio Giuliodori, presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali – la XVI assemblea nazionale elettiva della Federazione, che porterà all’elezione del nuovo Consiglio nazionale e, quindi, del nuovo presidente. "Con l’assemblea – ha detto Zucchelli – si chiude un triennio denso di attività, caratterizzato da numerose iniziative", tra cui la "completa riorganizzazione delle realtà associative", il nuovo sito (www.fisc.it), "il rilancio dei settimanali" (attualmente sono 188 per circa 800 mila copie), il "rafforzamento" delle "sinergie" con gli altri media cattolici, in particolare con il SIR, "i cui servizi sono indispensabili per le nostre testate", e con "Avvenire", con cui esiste un "continuo rapporto di collaborazione". Un pensiero anche per i direttori defunti in questi anni: mons. Maffeo Zambonardi, direttore di "Voce Isontina" (Gorizia) dal 1964 al 1978; Alberto Migone, direttore di "Toscana Oggi" per 25 anni; mons. Faustino Guerrini, per tanti anni delegato della Regione Lombardia; mons. Franco Peradotto, per oltre 30 anni direttore della "Voce del Popolo" (Torino) e primo presidente della Fisc (1968-1980).

L’identikit del settimanale. Il presidente si è poi soffermato sull’identikit dei settimanali cattolici: "Siamo ‘avamposti della missione’ perché possiamo arrivare là dove i tradizionali strumenti della pastorale purtroppo non arrivano più". Per questo, "noi non siamo semplici giornalisti, siamo missionari e dobbiamo vivere tutto il nostro servizio con un profondo spirito ecclesiale". I "tempi attuali", ha sottolineato Zucchelli, "esigono un impegno sempre maggiore. La cultura contemporanea si sta allontanando da quella storica del popolo italiano, profondamente radicata nei valori cristiani. Sono lobby culturali e minoritarie che tuttavia – grazie proprio ai media laici – impongono surrettiziamente opinioni non solo contrarie alla visione cristiana della vita, ma anche alla dignità e alla felicità della persona umana". Per questo, "la battaglia per affermare i ‘valori non negoziabili’ è uno dei nostri compiti maggiori. Lo facciamo proponendo un’informazione a 360 gradi, fatta con lo sguardo penetrante della fede, comunicando una visione della vita che emerge dalla struttura stessa dell’informazione dei nostri giornali". Un altro "impegno primario", in questo decennio, riguarda "la questione educativa". "In questi dieci anni – ha affermato il presidente Fisc – bisognerà affrontare il tema dell’educazione come viene trattato dai vescovi negli ‘Orientamenti pastorali’ con precisi progetti d’intervento". E ancora: "Nel prossimo futuro saremo chiamati sempre più a educare i lettori all’impegno socio-politico attraverso la partecipazione, di cui i giornali sono primario strumento".

Due questioni da affrontare. Zucchelli ha poi ricordato la questione delle tariffe postali: dopo la cancellazione delle riduzioni lo scorso aprile è partita una trattativa conclusa proprio nei giorni precedenti l’assemblea con la pubblicazione sulla "Gazzetta Ufficiale" del decreto sulle tariffe massime per l’editoria. "Grandissima è la soddisfazione", ha affermato il presidente, per il quale "si tratta di una data storica" poiché "finalmente i settimanali Fisc sono stati riconosciuti dallo Stato e dalle Poste come ‘giornali locali’, equiparati ai quotidiani". In questo "risultato positivo", ha precisato, resta però "un punto non risolto": "Si tratta di un certo numero di nostre testate, quindicinali e mensili, che non ottemperano alle condizioni per ottenere l’equiparazione ai quotidiani". Comunque "queste testate resteranno inserite nel mondo dei periodici, come è stato finora per tutti i nostri giornali. Le trattative per i periodici, condotte dall’Uspi, hanno portato anch’esse a tariffe soddisfacenti". Se un problema è stato risolto restano, tuttavia, "due questioni ancora aperte": la "riforma della Legge sull’editoria" e il "regolamento per i finanziamenti diretti", i quali "dobbiamo prevedere che, anche per le regole europee, andranno sempre più diminuendo. Sono i due problemi che bisognerà affrontare nel prossimo triennio".

Sfide per il futuro. Tra le principali sfide per il futuro, Zucchelli ha evidenziato l’integrazione con Internet, emersa in modo particolare dopo il convegno Cei "Testimoni digitali" (22-24 aprile 2010) e il congresso della stampa cattolica celebrato in Vaticano (4-6 ottobre 2010). "È evidente – ha affermato – che i giornali Fisc non possono non fare i conti con i new media. Circa 80 nostre testate hanno già il corrispettivo on line. La sfida è quella d’intrecciare le varie tipologie di media (giornali, radio e siti Internet), principalmente a livello diocesano, per offrire un’informazione integrata". Ciò "renderà ancora migliore la nostra evangelizzazione perché noi siamo ‘integrati’ non ‘apocalittici’, siamo cioè positivi e ottimisti" anche nei confronti dei new media. "Avanti dunque – ha concluso Zucchelli – con passione, fede, carisma, testimonianza. Siamo coinvolti con tutta la nostra persona. Non siamo semplici lavoratori, siamo missionari".

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