Italia, Germania, Portogallo

Italia: diocesi “in rete” tra internet e social networkWeb 2.0, Social Network, Internet e new media. Sono alcuni dei temi al centro di un seminario nazionale dal titolo “Diocesi in Rete. Chiese locali, internet e social network” (Roma, 23-24 novembre). Promosso dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali e dal Servizio informatico della Cei, l’incontro è rivolto, in modo particolare, ai direttori degli uffici diocesani per le comunicazioni sociali, ai responsabili informatici e ai collaboratori impegnati nell’aggiornamento dei siti web delle diocesi italiane. “Con questo momento di approfondimento – spiega mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali (Ucs) della Cei – intendiamo proseguire il cammino di riflessione intrapreso con il convegno nazionale ‘Testimoni digitali’ sulla scia degli insegnamenti che in quell’occasione ci ha dato Benedetto XVI”. Ad aprire il convegno mons. Mariano Crociata, segretario generale Cei, e mons. Pompili, con una relazione su “L’eredità di Testimoni digitali”. Tra gli altri relatori: Gianni Riotta, direttore de “Il Sole 24 Ore”, padre Antonio Spadaro, de “La Civiltà Cattolica”, e Giovanni Silvestri, responsabile del Servizio informatico Cei. Concluderà il seminario mons. Claudio Giuliodori, presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali. Per il vicedirettore dell’Ucs, don Ivan Maffeis, la Chiesa deve “abitare questo ‘continente digitale’ assumendone i linguaggi, proprio per evitare di restare a margine del processo culturale in atto. Si tratta di aiutarci a conoscere la realtà della comunicazione, che più che essere costituita da una serie di strumenti, è una risorsa che sviluppa un modo d’informarsi, di pensare, di comunicare, di gestire le stesse relazioni. Come tale, richiede uno sguardo critico e un uso sapiente. Ancora una volta, per la Chiesa la partita non si gioca semplicemente sul piano delle abilità tecniche, ma interpella ‘il cuore’ del credente, chiamato a contribuire a ‘dare un’anima’ anche a questo mondo digitale”. Germania: integrare i disabili con lo sportIntegrare i disabili mediante lo sport: questo l’obiettivo emerso nel corso di un simposio svoltosi il 22 novembre a Leverkusen, intitolato “Sport e disabilità: le sfide della convenzione Onu per i disabili”. “La Chiesa cattolica dà molta importanza al supporto spirituale dei Giochi olimpici e soprattutto delle Paralimpiadi”, ha detto Hans-Gerd Schütt, responsabile per la pastorale sportiva della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). “Dobbiamo integrare i disabili con lo sport. La Chiesa fa molto per l’integrazione di disabili, sia nelle scuole o nelle associazioni”, ha aggiunto Schütt, sottolineando che il simposio ha riunito per la prima volta responsabili della Chiesa, della politica e dello sport che si sono confrontati con il tema della Convenzione Onu per i disabili. Secondo Simone Bell D’Avis, direttrice dell’Ufficio per la pastorale dei disabili della Conferenza episcopale, la Convenzione Onu offre “un sussidio su come praticare lo sport senza barriere per i disabili. La Chiesa deve confrontarsi con le proprie associazioni e le numerose offerte disponibili, al fine di consentire ai disabili di partecipare agli eventi sportivi”. Anche Willi Lemke, consulente speciale dell’Onu per lo sport al servizio dello sviluppo e della pace, ha evidenziato l’importanza degli sport per l’integrazione, lamentando che i disabili “incontrano ancora troppo spesso barriere sociali, pregiudizi e discriminazioni”. È perciò “importante promuovere la consapevolezza, le conoscenze e la comunicazione per soffocare sul nascere la stigmatizzazione e la discriminazione nei confronti dei disabili”, i cui diritti e posizioni “devono essere ulteriormente rafforzati”. Portogallo: Caritas, Natale di solidarietàCampagna natalizia di solidarietà nel segno di José Mourinho: l’attuale allenatore del Real Madrid è il testimonial dell’ottava edizione di “10 Milioni di Stelle – Un Gesto per la Pace 2010”, promossa da Caritas Portogallo per questo Natale 2010 e i cui proventi saranno impiegati contro la povertà infantile. Il progetto consiste in una raccolta di fondi a livello nazionale, che avviene attraverso la vendita di candele, al prezzo simbolico di 1 euro, da collocare e accendere alla finestra della propria casa la notte del 24 dicembre. Il trainer portoghese è il protagonista dello spot pubblicitario disponibile su You-Tube: www.youtube.com/v/mGBMnycfMV0. “In questo Natale, unisciti alla Caritas, accendi una candela per la pace!” è l’invito che Mourinho rivolge ai propri connazionali. Presentando l’evento, il presidente della Caritas, Eugenio Fonseca ha dichiarato che “secondo alcuni dati che risalgono già al 2008, in Europa un bambino su quattro risulta povero: non possiamo accettarlo. Il 35% delle somme raccolte sarà destinato ad un progetto di sostegno alla povertà infantile in San Tomé e Príncipe, ma il 65% sarà utilizzato dalle singole Caritas diocesane per iniziative di appoggio nazionale”. Per seguire l’iniziativa: www.caritas.pt/site/nacional.

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