Un progetto per la scuola

Tre milioni di euro per sostenere il reddito dei precari

Per il secondo anno di seguito, la Regione Liguria ha finanziato il cosiddetto Decreto salva-precari. I fondi, circa 3 milioni di euro del Fondo sociale europeo (Fse), serviranno a sostenere il reddito dei precari della scuola riconosciuti dal decreto 68 del 2010, che verranno impiegati in diversi progetti di lavoro e per sviluppare e migliorare l’insieme di tutto il progetto formativo scolastico. Compito della direzione regionale scolastica, unitamente alle autonomie scolastiche, è di predisporre un progetto complessivo strettamente legato all’accordo Regione Liguria-Miur per la realizzazione di attività a carattere straordinario per innalzare la qualità dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche autonome. Gli ambiti riguardano, tra l’altro, l’integrazione degli immigrati, il rapporto scuola-extrascuola, l’orientamento, il rafforzamento dei processi legati alle forme di alternanza scuola-lavoro.Garantire occupazione e formazione. Un provvedimento che va nella direzione di “garantire occupazione e uno standard formativo adeguato”, tanto più se si pensa che “la Liguria è stata tra le poche regioni che hanno offerto quest’opportunità”: è positivo il commento di Dino Castiglioni, della Cisl, collaboratore dell’Ufficio scolastico della diocesi di Genova. “È il secondo anno consecutivo – spiega – che la Regione Liguria ha approvato il Decreto ‘Salva precari'”. Un provvedimento tanto più necessario in questo periodo di crisi e di tagli. “Se l’anno scorso – precisa – il personale docente e Ata (personale amministrativo tecnico e ausiliario, ndr), a livello regionale, era rispettivamente di 33 e 10 unità, quest’anno si tratta di 133 docenti e 193 Ata, per un totale di 326 persone. Un incremento significativo che denota ulteriormente il dato conseguente alla riduzione delle ore d’insegnamento nelle scuole e nel settore Ata sul versante amministrativo e dei collaboratori scolastici”. “Si interviene – prosegue l’esponente della Cisl – su un duplice versante: garantire occupazione e garantire alle scuole uno standard formativo e di servizi adeguato”. Castiglioni mette però anche in evidenza i problemi per il futuro, perché “si tratta di una norma che sarà ripetuta ancora per l’anno prossimo, dopodiché sarà necessario individuare procedure tali da garantire a chi è abilitato da anni di vedersi tutelato nel proprio lavoro”. Monitorare i percorsi. Per Rossella Verri è un provvedimento “importante ed apprezzabile”, anche se la presidente dell’Uciim Liguria (Associazione professionale cattolica di insegnanti dirigenti e formatori) avrebbe auspicato “un maggior coinvolgimento delle associazioni professionali” da parte del Ministero. Fondamentale sarà però “effettuare in futuro verifiche adeguate delle sperimentazioni intraprese” per non rischiare di cadere “nel semplice assistenzialismo ad annum“. “Lo stanziamento di 3 milioni di euro dal Fse – afferma Verri – è stato uno sforzo importante da parte della Regione Liguria, prezioso ed apprezzabile”. ” Si tratta – aggiunge – di una scelta tempestiva e anticipatrice dei tempi di precarietà lavorativa, che mantiene tutte le caratteristiche di positività anche se, a conti fatti, grazie ai pensionamenti e al turn over naturale i precari interessati dalla manovra saranno meno di quelli previsti”. Un appunto riguarda il fatto che “secondo la normativa i progetti potessero essere presentati solamente dalle istituzioni scolastiche e non dalle associazioni professionali che, in molti casi, hanno notevoli risorse umane, competenze ed esperienza che dovrebbero essere maggiormente valorizzate”. In ogni caso “sarà una sperimentazione davvero molto interessante” e “sarà importante vedere quali saranno le ricadute delle azioni di sistema delle scuole e degli insegnanti interessati nei quattro campi d’intervento”.Investire sul futuro. Un commento positivo giunge anche da Giovanni Sollenni, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) di Genova, che ricorda come “per il Mcl il lavoro resta il tema centrale del nostro pensare ed agire”. “Una buona occupazione dei lavoratori precari – sottolinea – è premessa indispensabile per risolvere un grave problema che da troppi anni le nostre amministrazioni si portano appresso, causato da scelte sbagliate perché non orientate al futuro in maniera sostenibile”, tanto che “speriamo che questo serva a costruire dei percorsi innovativi che consentano nel tempo una soluzione definitiva, che passi attraverso l’integrazione e la qualificazione del grande capitale umano che fa capo ai lavoratori precari della scuola”. Infatti, “agire per innalzare l’offerta formativa è di certo una buona strada” dal momento che “la formazione di oggi serve per rinnovare la società di domani, per contrastare la decadenza a cui stiamo assistendo”. Sollenni rileva però che “il comparto istruzione in Italia deve recuperare molta efficienza e che quindi vanno anche individuate le criticità, carenze e sprechi, a tutti i livelli”. Per questo, conclude, “bisognerà pensare seriamente all’adeguamento delle strutture, perché anche questo è necessario per migliorare la qualità sia dell’occupazione, sia dell’offerta formativa”.a cura di Adriano Torti(12 novembre 2010)

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