Più uniti contro l’abuso

Rapporto della Commissione e dell'Osservatorio di Lisbona

Contrastare le “nuove droghe”, moltiplicare le azioni preventive e di cura in tutti gli Stati, agire sul piano internazionale contro il narcotraffico. Il consumo degli stupefacenti continua a essere una piaga per l’Europa: nei giorni scorsi l’Ue, tramite la Commissione e l’Osservatorio europeo sulle droghe di Lisbona, ha reso noti i dati sulla diffusione del fenomeno, prevedendo anche alcune possibili risposte che devono coinvolgere gli Stati membri (titolari delle politiche in questo ambito), la stessa Ue e la società civile.Problema diffuso. “Sono milioni i cittadini europei colpiti dal problema dell’abuso di droghe e dei reati connessi. Malgrado gli incoraggianti progressi compiuti c’è ancora da fare per ridurre i danni provocati” dalla tossicodipendenza “e reagire rapidamente alle nuove sostanze che arrivano sul mercato”. Viviane Reding, commissaria Ue per la giustizia, ha diffuso il 9 febbraio la prima “Valutazione sui progressi compiuti nell’ambito del piano d’azione Ue in materia di lotta contro la droga”, piano che proseguirà fino al 2012, salvo poi essere rivisto e aggiornato. La commissaria lussemburghese ha commentato: “Sollecito i governi degli Stati membri a mantenere attivi i servizi di prevenzione e di trattamento delle tossicodipendenze”, anche perché “la crisi economica rischia di aggravare” il problema. L’Esecutivo ritiene che negli ultimi 18 mesi l’Unione abbia compiuto dei progressi nella riduzione del consumo e del traffico di stupefacenti. Uno dei primi impegni individuati è però quello di mettere progressivamente fine alla libera circolazione delle cosiddette “legal highs”, alternative legali alle droghe illecite. Il 20 ottobre, infatti, l’Esecutivo ha proposto di dichiarare illegale il mefedrone, droga simile all’ecstasy, già “fuori legge” in 15 Stati comunitari. Ancora tanti decessi. Secondo il rapporto dell’Esecutivo, “si sono registrati progressi anche per quanto riguarda il blocco delle importazioni di cocaina ed eroina” nei Paesi aderenti. Ciononostante, “sono necessari ulteriori sforzi per contrastare l’aumento dei decessi legati alla cocaina e l’emergere di nuove droghe e nuove rotte del narcotraffico”. Secondo la Commissione, ogni anno nell’Ue muoiono per overdose tra le seimila e le settemila persone. “Stando alle stime, il numero di cittadini europei che hanno consumato sostanze illecite nell’ultimo anno si aggira intorno ai 25-30 milioni, di cui 4 milioni sono consumatori di cocaina”. I soli decessi per cocaina sono stati un migliaio. La Reding ha però tenuto a evidenziare alcuni progressi verificatisi: fra questi, il calo dei nuovi casi di Hiv fra i consumatori di droghe, “come conseguenza degli investimenti dei governi Ue nelle misure preventive”. La relazione non manca d’altro canto di puntare l’indice verso “l’aumento dell’uso combinato di droghe lecite e illecite, nonché “sui rapidi cambiamenti delle rotte del narcotraffico messi in atto dalla criminalità organizzata per aggirare le barriere create” dalle forze dell’ordine.Le ricadute della crisi. “L’Europa ha di fronte un periodo di austerità economica, con crescenti livelli di disoccupazione giovanile. In tale contesto, vi sono timori che si verifichi un parallelo aumento delle forme problematiche di consumo delle droghe”. Anche l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze ha proposto la sua analisi. L’agenzia comunitaria, soffermandosi su un aspetto particolare già indicato dalla Commissione, afferma nel suo rapporto annuale, diffuso il 10 novembre: “Le comunità depresse ed emarginate sono sempre state esposte a un rischio elevato di incorrere in problemi di droga e subire i danni collaterali prodotti dalla criminalità e dalla mancanza di sicurezza”. Le stime del consumo di droghe in Europa, che si riferiscono alla popolazione adulta (15-64 anni), mostrano dati definiti “preoccupanti”. Il consumo “una tantum” della cannabis riguarda, nell’ultimo anno, 23 milioni di europei, ossia quasi il 7% della popolazione adulta. I consumatori occasionali di cocaina sono circa 4 milioni, e quelli che ricorrono all’ecstasy non meno di 2,5 milioni. Consumatori? Non solo giovani. “Il problema della droga non ha limiti di età”, specifica l’Osservatorio, diretto da Wolfgang Gotz, secondo cui il consumo di stupefacenti non può più essere considerato “un fenomeno giovanile”. “L’Europa sta assistendo a un marcato invecchiamento della popolazione” e anche le persone che fanno uso di droghe “stanno invecchiando”; rispondere alle esigenze “dei consumatori di droga adulti e anziani è un problema crescente per i servizi terapeutici”. Secondo l’Agenzia Ue, il fenomeno è particolarmente accentuato nei Paesi occidentali, “dove il primo boom di consumi di eroina si è verificato negli anni ’80 e ’90”. In media, una persona su cinque tra quelle che si sottopongono a cure mediche in relazione alla tossicodipendenza ha oltre 40 anni.

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