L’Ue in breve

Sostegno per le piccole e medie imprese in CinaUn punto di appoggio a Pechino per incrementare l’attività delle imprese europee in Cina. Dal 5 novembre è in funzione nella capitale del gigante asiatico il “Centro per le piccole e medie imprese dell’Unione europea”: finanziato dalla Commissione, il nuovo ente “fornirà – come è stato spiegato al momento del taglio del nastro – informazioni, consigli, formazione e occasioni d’abbinamento alle Pmi” dei 27 Stati membri “che desiderino esportare o investire nel mercato cinese”. Il Centro costituisce fra l’altro una tappa dell’attuazione dello Small Business Act, iniziativa comunitaria finalizzata al sostegno delle aziende dell’Unione. Le Pmi potranno “rivolgersi al Centro per ottenere informazioni in merito ad argomenti quali la procedura per l’iscrizione nel registro delle imprese cinese, i contratti di lavoro per l’assunzione di lavoratori del posto o il processo di certificazione delle norme tecniche”. L’Esecutivo Barroso ha annunciato per il 2011 la pubblicazione di una “strategia per l’internazionalizzazione” delle imprese europee.Protezione dei dati personali: verso nuove regole”La protezione dei dati personali è un diritto fondamentale. Per garantirlo abbiamo bisogno di norme chiare e coerenti”: Viviane Reding, vicepresidente della Commissione europea, spiega le linee direttrici che stanno guidando l’Esecutivo nella revisione della normativa comunitaria in materia. Fino al prossimo 15 gennaio è aperta una consultazione pubblica on line; nel corso del 2011 la Commissione presenterà le sue proposte per un nuovo quadro giuridico generale sulla protezione dei dati che dovrà essere negoziato e adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio Ue. Sono cinque i principi-guida che vengono proposti: rafforzare i diritti delle persone; rafforzare la dimensione “mercato interno”; rivedere le norme di protezione dei dati nell’ambito della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale; garantire un alto livello di protezione per i dati trasferiti al di fuori dell’Ue; attuare più efficacemente le norme, “rafforzando e armonizzando il ruolo e le competenze delle autorità di protezione dei dati”.Fondi per la ricerca in calo a causa della recessioneCon 6,8 miliardi di euro l’anno, Toyota si conferma come il maggior investitore in ricerca e sviluppo al mondo. Ai primi dieci posti di questa speciale classifica, stilata all’interno di uno studio Ue, figurano tre grandi imprese con sede in Europa: Volkswagen, primo investitore del vecchio continente, con 5,8 miliardi di euro l’anno, quindi Nokia e Sanofi-Aventis. I dati emergono dal “Quadro di valutazione 2010 sugli investimenti in R&S delle imprese Ue”, curato dall’Esecutivo, dove fra l’altro si legge che i fondi destinati alla ricerca, all’innovazione e allo sviluppo hanno subito una forte contrazione a causa della crisi economica. Nel 2009, anno cui si riferiscono i dati, gli investimenti sono scesi “solo” del 2,6%, nonostante “un calo più netto delle vendite e degli utili, diminuiti rispettivamente del 10,1% e del 21,0%”. Negli Stati Uniti il taglio del 5,1% degli investimenti in ricerca dei principali operatori è stato dunque doppio rispetto all’Europa, “mentre a livello mondiale la riduzione è stata inferiore, pari all’1,9%”. Le imprese con sede nei paesi asiatici (Cina, India, Hong Kong, Corea del Sud, Taiwan) “hanno mantenuto l’elevato livello di crescita delle attività di ricerca raggiunto negli anni scorsi” e addirittura in Giappone gli investimenti non sono diminuiti, nonostante la recessione. Lo studio conferma che i fondi riguardanti la ricerca sono più elevati per taluni settori produttivi, fra cui quello farmaceutico e quello informatico, l’automobilistico e l’elettronico. Giornate sviluppo, confronto fra i cinque continentiL’accesso alle fonti energetiche, la politica sanitaria mondiale, la gestione delle risorse naturali, il sostegno al settore privato, l’efficacia degli aiuti, i diritti umani: sono fra i temi all’ordine del giorno della quinta edizione delle Giornate europee dello sviluppo, che si svolgeranno il 6 e 7 dicembre a Bruxelles. Promosse dall’Ue, le Giornate rappresentano un’occasione di confronto tra istituzioni comunitarie, nazionali, ong e operatori del settore, studiosi e mass media. Il presidente della Commissione José Manuel Barroso terrà un discorso all’apertura dei lavori, che vedrà la presenza di capi di Stato e di governo di oggi e di ieri, provenienti dai diversi continenti. “Organizzate a pochi giorni di distanza dal vertice Africa-Ue di Tripoli – afferma l’Esecutivo -, parallelamente alla conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici di Cancún, le Giornate dello sviluppo sono un’occasione d’incontro, provvidenziale e mirato, tra operatori e governi, per far fronte alle sfide globali in un’atmosfera aperta e spesso informale” (informazioni sul sito www.eudevdays.eu).

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