Poco ma c’è

Lavoro irregolare: una mozione per farlo emergere

Una provincia in cui il lavoro irregolare c’è ma un po’ al di sotto rispetto alla media nazionale. E non per questo dunque si deve abbassare la guardia. Nei giorni scorsi è stata presentata in Consiglio provinciale una mozione dall’Italia dei valori “Azione di contrasto al lavoro irregolare nella Provincia autonoma di Trento”. Il documento cita i dati riportati dal ministero del Lavoro (dati Istat del 2007), secondo cui la quota di occupati irregolari in Trentino sul totale dei lavoratori nel 2007 era pari all’8,6% e, probabilmente, la percentuale di lavoratori sommersi del 2010 non si discosta di molto da questa cifra. Il dato più recente riguarda invece il solo settore dell’agricoltura: in Trentino nel 2009 il tasso di irregolarità ha raggiunto la soglia del 14%. Con la mozione si chiede dunque alla Provincia di approntare un programma di misure per favorire l’emersione del lavoro irregolare.Isola felice. Per Stefano Pisetta, segretario provinciale della Filca Cisl, “il Trentino è un’isola felice per quanto riguarda il lavoro irregolare rispetto alla Lombardia. Il territorio è ridotto e piccolo, e quindi ci sono molti più controlli”: Ma nello stesso tempo “nella fase di crisi occorre fare attenzione sugli appalti pubblici, perché la presenza di una maggiore concorrenza aumenta anche i rischi”. Per Pisetta sono gli stranieri “i soggetti che lavorano maggiormente nelle situazioni off limits, perché spesso non conoscono né i loro diritti né le leggi”. Un problema che riguarda anche “le imprese straniere di natura artigiana” in un territorio come quello trentino in cui le industrie con cinquanta dipendenti sono solo 5 e ci sono per lo più molte imprese con pochi dipendenti, anche se questo è un fenomeno non solo trentino, ma in generale italiano. Per questo, secondo l’esponente della Cisl, “la politica deve tenere alto il livello di guardia proprio perché il territorio è piccolo”.Un duro risveglio. Sul sito Questotrentino.it si mette invece in evidenza un altro aspetto del problema lavoro irregolare: “Il Trentino come la Puglia?”, scrive Andrea Grosselli (Cgil): “Il paragone è forse esagerato e solo la magistratura potrà dire se i nostri imprenditori sono degli ingenui o dei rapaci profittatori. Ma il quadro che emerge dai verbali d’indagine è per certi versi ancor più desolante. È come se al risveglio dopo un lungo sonno, in cui abbiamo sognato di vivere in un’isola felice, l’incantesimo si fosse rotto: il Trentino non è il tempio dell’onestà e della legalità. Ne usciamo decisamente malconci e per rimetterci in sesto servirebbe una presa di coscienza collettiva. Partendo dai fatti per trovare le soluzioni”. E ancora: “Intanto si continua a morire sul lavoro”, perciò l’auspicio è che in futuro “le ispezioni dovranno tornare a coprire almeno il 10% dei cantieri edili in Trentino, potenziando la sinergia tra le forze dell’ordine e garantendo più risorse anche agli ispettori dell’ente bilaterale dell’artigianato”.a cura di Francesca LozitoSchedaSono nove gli impegni richiesti alla Giunta provinciale dal Consiglio con questa mozione: approntare un programma di misure per favorire l’emersione del lavoro; inserire nei provvedimenti di concessione di benefici accordati a qualsiasi titolo dalla Provincia autonoma di Trento un’apposita clausola esplicita, che determina l’obbligo per un datore di lavoro di applicare o di far applicare nei confronti dei lavoratori dipendenti condizioni non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi nazionali e territoriali del settore di appartenenza. In caso di riscontro positivo al secondo punto rendere l’adempimento a quanto richiesto dalla summenzionata clausola un requisito imprescindibile per poter beneficiare dei provvedimenti di cui al punto precedente e per poter partecipare a gare d’appalto; predisporre una serie di sanzioni per chi non rispetta questa clausola; prevedere che, oltre alle condizioni stabilite dai punti precedenti, il datore di lavoro debba dimostrare che nei cinque anni precedenti alla data di presentazione della domanda per ottenere un finanziamento o un contributo, o per la partecipazione ad una gara o ad un bando, l’assenza di una condanna o di un provvedimento amministrativo relativo ad una grave o reiterata violazione della normativa in materia di rapporti di lavoro; destinare delle risorse al fine di potenziare l’attività ispettiva di contrasto al lavoro irregolare; erogare ai datori di lavoro delle incentivazioni finalizzate alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro subordinato e facilitare l’accesso al credito dei soggetti impegnati in un percorso di emersione dal lavoro irregolare; diffondere la cultura della legalità attraverso interventi formativi e informativi in ordine al lavoro irregolare nei confronti dei soggetti pubblici e privati e nelle scuole; dare inizio all’attuazione della presente mozione entro 120 giorni dall’approvazione della stessa.(05 novembre 2010)

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