Quale risposta da Cuba?

Al dissidente Guillermo Farinas il riconoscimento Ue

Un nuovo, forte segnale dall’Europa affinché Cuba possa intraprendere la strada della democrazia e della libertà. In tutto il vecchio continente è stata letta sotto questa luce l’assegnazione del premio Sacharov 2010 al dissidente cubano Guillermo Farinas, terza espressione dell’opposizione al regime castrista a ricevere il riconoscimento che il Parlamento Ue assegna a personalità e associazioni operanti per la libertà di espressione e i diritti umani.“Vorrei stringergli la mano”. L’annuncio del vincitore è stato portato dal presidente dell’Euroassemblea, Jerzy Buzek, durante l’ultima sessione plenaria di Strasburgo. La cerimonia è fissata nella stessa città per il 15 dicembre; il premio consiste in un assegno da 50mila euro. “Guillermo Fariñas non ha esitato a rischiare la propria salute e la propria vita pur di esercitare pressione sul governo e ottenere dei cambiamenti nel suo Paese”, ha affermato Buzek, il quale si è subito augurato di “poter stringere la mano di persona al dissidente cubano” il giorno della premiazione. Ma le speranze che l’Avana dia il suo benestare sono pochissime. “Spero anche – ha aggiunto il presidente – che, insieme a Fariñas, possano venire di persona a ricevere il premio le Damas de Blanco, le cosiddette signore in bianco, vincitrici dell’edizione 2005”, alle quali a suo tempo fu negato il visto per l’espatrio. Nel 2002 lo stesso riconoscimento era andato a Oswaldo José Payá Sardiñas. In emiciclo Buzek ha quindi chiesto che tutti i prigionieri politici detenuti nell’isola siano “immediatamente liberati”.Oltre 11 anni di carcere. Guillermo Fariñas ha alle spalle, come quasi sempre accade per i dissidenti dei regimi autoritari, un passato travagliato. Nel suo “curriculum”, steso dal Parlamento Ue, si legge che è un “ex soldato, unitosi all’opposizione nel 1989, rinunciando alla sua tessera della Lega comunista giovanile”. Psicologo, giornalista, è uno dei creatori dell’agenzia di stampa indipendente “Cubanacán Press”, presa di mira e chiusa dal governo. “Fariñas si è sempre impegnato nel tenere alta l’attenzione del mondo sul destino dei prigionieri politici a Cuba”. Oggi ha 48 anni e ha finora intrapreso 23 scioperi della fame. “Sostenitore della non violenza, ha passato 11 anni e mezzo in carcere, scegliendo gli scioperi della fame come mezzo per risvegliare l’interesse internazionale sui problemi” del suo Paese. “Nel 2006 ha ad esempio smesso di mangiare per protestare contro la censura su internet, invocando il diritto a accedere liberamente alla rete”. Questo gli è valso, nel 2006, il premio “cyber-dissidente” di Reporter Senza Frontiere. Nel luglio scorso Fariñas ha rischiato la morte per uno sciopero della fame durato oltre quattro mesi: aveva smesso di nutrirsi a febbraio, dopo la controversa morte del prigioniero politico Orlando Zapata Tamayo.Quando i diritti sono calpestati. Il premio ha da una parte trovato ampi appoggi in emiciclo, anche se una parte dei deputati ha segnalato che si tratta appunto della terza volta che l’Ue punta l’indice verso la situazione di Cuba trascurando o ponendo in secondo piano – come è stato detto in aula – altre regioni del mondo in cui i diritti umani vengono calpestati: numerosi i riferimenti andati, in tal senso, all’Africa, alla Cina, alla Russia, al Medio e all’Estremo oriente. In effetti i nove candidati all’edizione 2010 del Sacharov presi insieme segnalano in sostanza che in ogni continente la libertà di parola, i diritti fondamentali, la dignità umana si scontrano con qualche forma di violazione. Ecco dunque quali erano gli altri otto candidati di quest’anno, le cui “battaglie” non vorrebbero essere dimenticate dall’Europarlamento. “Access” è un movimento di cittadini che aiuta i difensori dei diritti umani a proteggere se stessi e le proprie comunicazioni online e fornisce sostegno tecnologico per l’accesso alle informazioni dove i regimi impongono la censura. Haytham Al-Maleh è un attivista e avvocato siriano, più volte finito in prigione per il suo impegno a favore dei diritti e per le sue critiche al governo; il 4 luglio è stato condannato a tre anni di carcere. Pace, democrazia e libertà religiosa. “Breaking the Silence” è invece una ong fondata da veterani dell’esercito israeliano “per raccogliere testimonianze sulle proprie esperienze” di guerra. Aminetu Haidar, attivista politica, è conosciuta come la “Gandhi del Sahrawi” per le sue proteste non violente in nome dell’indipendenza del Sahrawi occidentale. Dawit Isaak, giornalista eritreo con cittadinanza svedese, è prigioniero politico sin dal 2001. Birtukan Mideksa, etiope, è la leader del Partito di opposizione; nel 2008 è stata condannata all’ergastolo. Padre Thadeus Nguyen Van Ly è un prete vietnamita, sostenitore di metodi di lotta non violenta per promuovere i diritti universali. Infine Open doors è una organizzazione attiva in 45 Paesi, sostiene i cristiani che vengono perseguitati in quegli Stati in cui costituiscono una minoranza religiosa.

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