Italia, Inghilterra e Galles, Slovenia

Italia: gli orientamenti per il decennio 2010-2020″Educare alla vita buona del Vangelo”. Questo il tema degli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020, scelto – dopo il convegno ecclesiale di Verona del 2006 – dalla Chiesa italiana perché l’educazione è “un’arte delicata e sublime” e oggi rappresenta “una sfida culturale e un segno dei tempi”. Il testo sarà presentato giovedì 28 ottobre ed ha come finalità quello di “rendere Dio presente in questo mondo – scrive il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana – e di far sì che ogni uomo possa incontrarlo, scoprendo la forza trasformante del suo amore e della sua verità”. Il testo propone anche “una approfondita verifica dell’azione educativa della Chiesa in Italia”, in vista di “promuovere con rinnovato slancio questo servizio al bene della società”. Nella parte introduttiva si sottolinea che la Chiesa si dedica alla “cura del bene delle persone nella prospettiva di un umanesimo integrale e trascendente”. Si tratta di “educare al gusto dell’autentica bellezza della vita”, formando ad un tempo “intelligenza, volontà e capacità di amare”. Le comunità cristiane sul territorio nazionale si dovranno interrogare sul loro “agire” in quanto Chiesa che educa, confidenti “nel tesoro che il Signore ha posto nelle nostre mani”.Inghilterra e Galles: “I call you friends””I call you friends”, ovvero “Vi chiamo amici” è un nuovo programma di catechismo preparato da consulenti delle diocesi di Inghilterra e Galles dopo un ampio processo di consultazione. E’ uno studio approfondito delle Scritture e degli insegnamenti della Chiesa, accessibile e facile da leggere sia a casa che in parrocchia, con materiale supplementare anche per chi ha difficoltà di apprendimento. E’ composto da diversi volumi con figure colorate. Il primo è per bambini che non hanno ancora fatto la prima Comunione, il secondo per chi ha già fatto la prima Comunione e il terzo per bambini più grandi che vogliono essere ammessi nella Chiesa cattolica. In Inghilterra e Galles esiste un programma, “Cica”, cioé “Christian initiation of children who have reached catechetical age”, per preparare bambini in età di catechismo che vogliono diventare cattolici. Aumenta in continuazione in Inghilterra e Galles il numero di bambini che vengono battezzati dopo gli otto anni. Il primo libro del nuovo progetto è accompagnato da un Cd con musica e una risorsa multimediale, sempre su Cd. “I call you friends” (“Vi chiamo amici”), sostituisce il programma precedente “Walk with me” (“Cammina con me”) e fa parte di un progetto più ampio che si chiama “Living and sharing our faith: a national project for catechesis and religious education”,(“Vivere e condividere la nostra fede: un progetto nazionale per la catechesi e l’educazione religiosa”), avviato per sostenere la collaborazione di famiglie, parrocchie e scuole nei loro diversi ruoli nello sviluppo religioso dei bambini.Slovenia: il peso della crisiDi fronte alla crisi finanziaria mondiale che ha causato la precarietà sociale dei lavoratori e delle loro famiglie slovene “è necessario quanto prima ripristinare il funzionamento dello Stato di diritto che riveste un’importanza cruciale dal punto di vista del bene comune e del pluralismo nell’ambito economico, politico, sociale, sanitario e culturale. Tale azione è necessaria per prevenire la formazione dei centri paralleli di potere politico ed economico, lo sfruttamento del bene comune per scopi privati e le disuguaglianze di fronte al potere legislativo”. È quanto si legge nella Dichiarazione della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale slovena, “I cittadini hanno diritto allo Stato di diritto e allo Stato sociale”, presentata il 25 ottobre in una conferenza stampa tenutasi a Ljubljana. “Lo Stato di diritto – prosegue la Dichiarazione – è inseparabilmente connesso con i valori fondamentali di giustizia e di responsabilità, nonché con il ruolo rafforzato dell’etica nell’ambito dell’istruzione, della politica, dell’economia e dell’amministrazione della giustizia”. A tutti i livelli della vita sociale “occorre rafforzare la responsabilità per il futuro dello Stato. Esso non è il monopolio di un gruppo particolare, ma di tutti i cittadini. Un nuovo consenso sociale in tutti i settori della vita comune diventa una necessità storica che richiede un dialogo sereno e la stipula di un compromesso intergenerazionale”. Il Governo, poi, “deve approfondire quanto prima il dialogo con tutti i partner sociali, soprattutto con i gruppi più esposti della popolazione”. Più giustizia anche nel sistema dello Stato sociale, “in particolar modo nel settore delle pensioni”. Non manca l’invito a proteggere “il valore della famiglia classica e della vita familiare”. “Tutti – conclude la nota – dobbiamo essere consapevoli della necessità di portare il peso della crisi economica in maniera solidale” e “renderci conto che le riforme del sistema esistente sono necessarie e doverose”.

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