Le persone e le regole

Cinque milioni in Italia, le stime del Dossier Caritas/Migrantes" "

Vent’anni fa gli immigrati in Italia non superavano il mezzo milione di presenze. Nel frattempo la popolazione immigrata è cresciuta di quasi 20 volte, arrivando alla soglia di 5 milioni, ma "insieme al numero degli immigrati sono aumentate anche le chiusure". E’ la valutazione fatta dal Dossier statistico immigrazione Caritas/Migrantes 2010, giunto quest’anno alla ventesima edizione e presentato oggi, 26 ottobre, a Roma e in altre città italiane. La prima edizione del Dossier, nel 1991, fu voluta dall’allora direttore della Caritas di Roma, mons. Luigi Di Liegro, cui poi si sono affiancate la Caritas italiana e la Fondazione Migrantes. Ecco i nuovi dati.

1 immigrato ogni 12 residenti. All’inizio del 2010 l’Istat ha registrato 4 milioni e 235 mila residenti. Secondo la stima del Dossier, invece, includendo tutte le persone regolarmente soggiornanti, le presenze sono 4 milioni e 919 mila (1 immigrato ogni 12 residenti, il 7% della popolazione italiana). Questa realtà nel panorama europeo si caratterizza anche per il notevole dinamismo: l’aumento è stato di circa tre milioni di unità nel decennio e di quasi 1 milione nell’ultimo biennio. "Intanto, però, complice la fase di recessione, sono cresciute anche le reazioni negative – constata il Dossier -. Gli italiani sembrano lontani, nella loro percezione, da un adeguato inquadramento di questa realtà" e "su questa distorta percezione influiscono diversi fattori, tra i quali anche l’appartenenza politica". Nella ricerca Transatlantic Trends (2009), ad esempio, gli intervistati hanno ritenuto che gli immigrati incidano per il 23% sulla popolazione residente (sarebbero quindi circa 15 milioni, tre volte di più rispetto alla loro effettiva consistenza) e che i "clandestini" siano più numerosi dei migranti regolari (mentre le stime accreditano un numero attorno al mezzo milione).

Intrecci interculturali. Sono circa 240mila i matrimoni misti celebrati tra il 1996 e il 2008 (quasi 25mila nell’ultimo anno); più di mezzo milione le persone che hanno acquisito la cittadinanza, complessivamente 541.955 di cui 59mila nel 2009; oltre 570mila gli "stranieri" nati direttamente in Italia; quasi 100mila quelli che ogni anno nascono da madre straniera; più di 110mila gli ingressi per ricongiungimento familiare. La collettività romena è la più numerosa, con quasi 900mila residenti; seguono albanesi e marocchini, quasi mezzo milione, mentre cinesi e ucraini sono quasi 200mila. Nell’insieme, queste 5 collettività coprono più della metà della presenza immigrata (50,7%). Roma e Milano, con quasi 270mila e 200mila stranieri residenti, sono i comuni più rilevanti, ma gli immigrati si stabiliscono anche nei piccoli centri, spesso con incidenze elevate. Ad esempio, sono il 20% a Porto Recanati (Mc).

Il contributo all’economia. Gli immigrati contribuiscono alla produzione del Prodotto interno lordo per l’11,1% (stima di Unioncamere per il 2008). "Venendo essi a mancare, o a cessare di crescere, nei settori produttivi considerati non appetibili dagli italiani (in agricoltura, in edilizia, nell’industria, nel settore familiare, ecc.), il Paese sarebbe impossibilitato ad affrontare il futuro", osserva il Dossier. Gli immigrati, infatti, "versano alle casse pubbliche più di quanto prendano come fruitori di prestazioni e servizi sociali": quasi 11 miliardi di contributi previdenziali e fiscali l’anno "che hanno contribuito al risanamento del bilancio dell’Inps". Essi, inoltre, dichiarano al fisco oltre 33 miliardi l’anno. A livello occupazionale gli immigrati incidono per circa il 10% sul totale dei lavoratori dipendenti, e sono sempre più attivi anche nel lavoro autonomo: sono circa 400mila gli stranieri titolari di impresa, amministratori e soci di aziende.

Il fattore "criminalità". Come ogni anno il Dossier Caritas/Migrantes ridimensiona l’enfasi data al fattore criminalità con motivazioni fondate: tra le tante, è dimostrato che "il ritmo d’aumento delle denunce contro cittadini stranieri è molto ridotto rispetto all’aumento della loro presenza"; "il confronto tra la criminalità degli italiani e quella degli stranieri, ha consentito di concludere che gli italiani e gli stranieri in posizione regolare hanno un tasso di criminalità simile".

Sbarchi, respingimenti e rimpatri. Caritas e Migrantes riconoscono la "necessità di controllare le coste" contro i trafficanti di manodopera ma "il rigore – sottolineano – "va unito al rispetto del diritto d’asilo e della protezione umanitaria, di cui continuano ad avere bisogno persone in fuga da situazioni disperate e in pericolo di vita". "Il contrasto degli sbarchi – affermano – non deve far dimenticare che nella stragrande maggioranza dei casi all’origine dell’irregolarità vi sono gli ingressi legali in Italia, con o senza visto, di decine di milioni di stranieri che arrivano per turismo, affari, visita e altri motivi". Rispetto a questi flussi anche la punta massima di sbarchi raggiunta nel 2008 (quasi 37mila persone) è "ben poca cosa". "Risulterà inefficace il controllo delle coste marittime, se non si incentiveranno i percorsi regolari dell’immigrazione. Non è in discussione la necessità di regole – precisano – bensì la loro funzionalità". Intanto nel 2009 sono stati registrati 4.298 respingimenti e 14.063 rimpatri forzati, per un totale di 18.361 persone allontanate. Le persone rintracciate in posizione irregolare, ma non ottemperanti all’intimazione di lasciare il territorio italiano, sono state 34.462. Le persone trattenute nei centri di identificazione e di espulsione sono state 10.913. Nell’insieme il 58,4% non è stato rimpatriato.

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