Un futuro insieme

Migranti ed Europa: il tema della Settimana Sociale di Francia

Sociologi, storici, parlamentari, uomini di Chiesa e operatori sociali. Saranno loro i protagonisti della 85ª Settimana Sociale di Francia che si svolgerà al “Parc Floral” di Parigi dal 26 al 28 novembre e avrà quest’anno per tema: “Migranti, un futuro da costruire insieme”. La Settimana sociale francese ha la caratteristica di avere un timbro ecumenico. Il primo giorno, infatti, a introdurre i partecipanti al tema saranno i rappresentanti delle Chiese cristiane presenti in Francia: il card. André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi e presidente della Conferenza episcopale francese, Jean-Charles Tenreire, presidente della Chiesa Riformata per l’Ile de France e mons. Gabriel de Comane, arcivescovo delle Chiese ortodosse russe in Europa Occidentale. Alla Settimana, visto l’argomento, prenderanno la parola anche gli stessi immigrati con momenti di scambio e di incontro con loro. Si parlerà di integrazione “tra realtà e modelli” e anche del rapporto tra Nord e Sud del mondo. Parteciperanno alle sessioni di lavoro anche 150 giovani delegati dai 18 ai 30 anni, provenienti da tutta Europa. A loro saranno riservati incontri particolari e un momenti di preghiera animato dai fratelli di Taizé. Pubblichiamo un’intervista a Jerome Vignon, presidente delle Settimane Sociali di Francia, rilanciata in questi giorni sul sito della Conferenza episcopale francese. Perché è stato scelto per la 85ª Settimana Sociale di Francia il tema “Migranti, un futuro da costruire insieme”?“E’ stata una richiesta dei partecipanti alle sessioni precedenti. Nel 2008 abbiamo proposto una serie di argomenti, tra cui uno sul ruolo dei migranti nella nostra società, insieme ad altri relativi al lavoro e alla crisi economica. L’anno scorso, è stato chiesto che le Settimane sociali avviassero una riflessione sull’immigrazione. E’ stata quindi una decisione del popolo a orientare il nostro lavoro, molto prima che le questioni legate alla legge sull’immigrazione o relative alle espulsioni dei Rom siano state sotto i riflettori di tutta Europa. Avevamo già discusso di questo argomento nel 1997. Nello spazio di quattordici anni, il divario all’interno della società intorno al problema dell’ospitalità, dell’accoglienza, dell’integrazione in relazione alla questione dell’identità si è allargato, è divenuto causa di tensione. Motivo in più per non eludere questo dibattito, che fa parte della dottrina sociale della Chiesa. In quale modo le Chiese e la Chiesa cattolica in Francia contribuiscono al dibattito?“La Settimana Sociale nasce e si sviluppa sotto il segno dell’ecumenismo. Il tema delle migrazioni è una questione che colpisce la famiglia, è un tema cristiano. Un tema su cui le politiche ammettono una certa incapacità di tenere un discorso costruttivo e lungimirante per il pubblico. In Europa, con l’ondata di xenofobia, la tendenza alla paura e al ripiegamento su se stessi influenza i partiti della maggioranza. La Chiesa deve farsi ascoltare e dare coraggio alla politica! Noi constatiamo di aver bisogno degli immigrati. Sappiamo che sono importanti per la nostra società. Ma queste argomentazioni non riescono a toccare i cuori. E’ – la presenza degli immigrati nella nostra società – una questione dalla dimensione simbolica profonda. Rimanda ciascuno al suo modo di rappresentarsi il futuro, il suo posto nella società, ecc. Pone la questione dell’alterità e a come ci si costruisce la fiducia in se stessi per comunicare con gli altri. Il contributo della Chiesa cattolica, il coraggio dei vescovi e del papa sono insostituibili. Sono contributi non solo felici ma anche necessari”.Quali sono le sfide di un tale dibattito?“Questo tema si scontra direttamente con i sentimenti di preoccupazione, paura, senso di ingiustizia per alcuni dei nostri concittadini. Si confronta anche con le divisioni all’interno dello stesso popolo cristiano. Molti cattolici praticanti, per esempio, non sono d’accordo con l’atteggiamento del magistero. Le divisioni si sono manifestate chiaramente sulla questione dei Rom. Una parte dei cattolici si è sentita intrappolata in un discorso che ha considerato moralizzante. Ci si chiede allora: come vivere i principi fondamentali dell’accoglienza e del rispetto, quando ci si sente minacciati, destabilizzati nella propria identità? Cerchiamo di sentire diversi punti di vista, per portare tutti a percorrere un viaggio. A ciascuno viene chiesto di superare la sua opinione personale per iniziare un processo di discernimento. Si tratta cioè di situarsi in rapporto con questioni e sfide di più ampia portata. Cerchiamo di dare un senso alle cose. Ci sono eccessi che noi condanniamo, non solo come cristiani ma anche come cittadini della Repubblica francese. Non vogliamo però discutere sui massimi sistemi, ma discernere considerando i dettagli. Useremo gli argomenti della ragione, e in questo ci faremo aiutare da esperti e responsabili politici, ma faremo appello anche agli argomenti convincenti del cuore e della fede, ascoltando anche le voci degli stessi migranti. Questa edizione delle Settimane sociali del 2010 sarà sicuramente segnata da eventi politici di attualità. Ci confronteremo in questi giorni e continuamente con l’evoluzione di un dibattito che è di per se già vivace, sulla legge dell’immigrazione e sui diritti degli stranieri in Francia. Vogliamo che ogni partecipante possa vivere tre giorni come un momento di formazione e anche come esperienza spirituale, con momenti di preghiera, celebrazioni e incontri di fraternità”.

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