Le pietre miliari

Diritti umani, pace e convivenza

Povertà, cambiamenti climatici, armamenti. Sembrerebbero questi i temi che tormentano il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon. Giunto a Strasburgo (Francia) il 19 ottobre, il diplomatico sudcoreano ha dapprima preso parte, nella sede del Consiglio d’Europa, alla commemorazione per il 60° della Convenzione europea dei diritti dell’uomo; poi è intervenuto, nell’edificio attiguo, con un ampio discorso nell’emiciclo del Parlamento Ue.La “locomotiva” europea. “Laddove ci sono persone che hanno fame, noi dobbiamo fare qualcosa. È nostro dovere”: Ban Ki-moon prende la parola nelle sedi istituzionali, ma conserva anche tempo per affrontare a viso aperto i giornalisti, che lo incalzano con domande sul Medio oriente, su Cipro, sulla fame nel mondo. E poi il conflitto tra israeliani e palestinesi, la Cecenia (all’ordine del giorno per l’attentato al Parlamento), le migrazioni, le fonti energetiche, gli Obiettivi di sviluppo del millennio… Dall’Europa comunitaria si attende grandi cose il segretario Onu: “Il Parlamento Ue – dice – può fare molto, continuando la sua azione e alzando la propria voce a favore del disarmo totale”. Quindi affronta il nodo del clima: “A Copenaghen erano state fatte molte promesse e bisogna mantenerle. I Paesi industrializzati, in particolare, devono porsi alla guida” della tutela ambientale, limitando le fonti di inquinamento ed evitando disastri ecologici che graverebbero sulle popolazioni dei Paesi poveri. “La leadership europea in questo ambito è fondamentale. L’Ue può essere la locomotiva di questo treno che si è fermato”, e subito il discorso cade sul prossimo vertice di Cancun (Messico) che dovrà riallacciare le questioni sollevate lo scorso anno nella capitale danese e rimaste irrisolte.Solidarietà globale. Ma Ban Ki-moon intravvede anche la necessità di investire, di “costruire”: “L’umanità ha bisogno di una crescita sostenibile, impostata sull’occupazione, sulle conoscenze, sull’innovazione. Vanno valorizzate le fonti di energia alternativa”. “Le grandi sfide che abbiamo dinanzi riguardano tutti e devono essere quindi affrontate insieme e per far questo la strada è quella della solidarietà globale”. E ancora. “Occorre colmare le divisioni, sanare le ingiustizie e, sul piano delle migrazioni, serve una reale volontà di integrazione. Si può promuovere l’inclusione se si opera con atteggiamento di tolleranza, oggi sempre più necessario perché in un mondo globalizzato la mobilità della popolazione è un dato di fatto. Chi arriva in un nuovo Paese deve essere accolto, ma al contempo ne deve rispettare le leggi, gli usi e la cultura”. Quindi, senza scomporsi, senza mai alterare la voce, come si usa in Estremo oriente, utilizza parole dure: “Non credete ai populisti. Non dobbiamo farci trascinare dal sospetto. C’è chi alimenta ad arte le paure della gente, creando odio, diffidenza”. Diritti, pace e convivenza restano le pietre miliari della diplomazia Onu. Da Cipro a Pechino. Un’altra raffica di argomenti. E Ban Ki-moon riprende le fila del discorso. Quando verrà sanata la divisione di Cipro? “Ci stiamo prodigando per un confronto chiaro tra le parti interessate. Da due anni a questa parte sono stati esaminati tutti gli aspetti del problema, ora è giunto il momento del compromesso. Ma a Cipro credo occorra soprattutto un progetto comune tra le due metà dell’isola”. Cosa ne pensa del premio Nobel per la pace al dissidente Liu Xiaobo? “Ho già detto più volte che è un riconoscimento importante. Il rispetto dei diritti umani non ha confini e questi vanno di pari passo con lo sviluppo e la democrazia. Ma credo si debba ugualmente riconoscere che la Cina in questi anni ha compiuto grandi progressi per tirar fuori dalla povertà milioni di persone”. Una mezza risposta, dunque, o forse solo una risposta “diplomatica”, di chi non può permettersi di tagliare i ponti con Pechino. Uguaglianza e giustizia. Si torna all’Europa. “Nazioni unite e Unione europea sono alleati naturali”, scandisce il segretario del Palazzo di vetro di New York. “Ciò che vale per l’Onu è rintracciabile nei valori di fondo dell’integrazione comunitaria, ossia pace, diritti, crescita economica, sviluppo a livello sociale, libertà, protezione dei soggetti più deboli, apertura internazionale”. Anzi, l’ex ministro degli esteri sudcoreano sembra quasi chiamare l’Ue a un’alleanza per il progresso e la giustizia e quindi richiama l’urgenza di intraprendere azioni efficaci per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio: “È sempre opportuno confrontare la nostra visione per procedere verso un mondo migliore”. Le povertà diffuse nei quattro angoli del pianeta, le malattie, la mancanza di cibo e di acqua tornano nelle parole di Ban Ki-moon che, forse commosso, afferma: “Il nostro compito è di assicurare uguali opportunità a ogni persona, ovunque nasca, di qualunque nazionalità sia”.

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