Le tre consegne del Papa

Dialogo con la politica, annuncio del Vangelo e giovani

Gruppi di studio sui discorsi del Papa, candele e immagini benedette dal Santo Padre ad Hyde park riportate nelle parrocchie, scuole e ospedali, insieme a un sussidio per la preghiera. La Chiesa cattolica muove i primi passi per valorizzare al meglio l’eredità lasciata da Benedetto XVI nella sua visita ufficiale in Scozia e Inghilterra dal 16 al 19 settembre scorsi. Ad un mese dal viaggio SIR Europa ha intervistato mons. Andrew Summersgill, vescovo coordinatore della visita per la Conferenza episcopale inglese che ha tracciato alcune piste di impegni futuri e spiegato i motivi del successo del Papa.Qual è l’eredità che il Papa ha lasciato in Inghilterra?“Dobbiamo studiare, meditare e approfondire quello che ha detto il Pontefice durante la visita. A mio avviso sono tre i temi emersi: prima di tutto quello del dialogo tra politica e religione di cui il Papa ha parlato a Westminster Hall. Come Chiesa cattolica dobbiamo pensare a come entrare in questo dialogo. Abbiamo già degli istituti e dei progetti che si occupano di politica e religione. Bisogna vedere come affrontare meglio questo tema specifico”.Per quanto riguarda gli altri due temi?“Il Papa ha parlato ai vescovi anche di nuova evangelizzazione e questo è stato senz’altro il secondo tema della visita, l’evangelizzazione nella nostra cultura e nel nostro contesto specifico. Un terzo elemento è stato il discorso che il Papa ha fatto ai giovani quando ha parlato loro direttamente e ha detto che possono diventare santi del terzo millennio. Dobbiamo chiederci come possiamo promuovere questo messaggio tra i nostri giovani”.Come vescovi come pensate di sviluppare questi tre temi? Avete avviato qualche iniziativa?“Non ancora, anche perché come vescovi ci raduneremo in plenaria a metà novembre e sarà questo il primo incontro post-visita. Senz’altro un campo nel quale prevediamo un forte impegno sarà quello della pastorale giovanile grazie anche al ‘Cymfed’ (Catholic youth ministry federation), l’associazione che riunisce, in Inghilterra e Galles, chi lavora a contatto con i giovani”.In attesa di progettare il futuro, ha potuto notare già qualche frutto di questa visita apostolica?“Qualche parrocchia ha già avviato dei gruppi di studio sui discorsi del Papa, altre hanno portato immagini sacre e candele, benedette dal Papa ad Hyde Park, in gruppi di preghiera, scuole, ospedali e case di riposo per anziani. Immagini e candele sono accompagnate anche da un sussidio per la preghiera”.Ha visto dei cambiamenti nei fedeli?“Nella parrocchia degli ‘English martyrs’, a Reading, dove vado di solito, ho trovato nei fedeli una nuova fiducia, un nuovo spirito tra coloro che vengono a Messa. Sono più contenti rispetto a prima perché Benedetto XVI li ha ricaricati. Sono anche orgogliosi, per la prima volta, di essere cattolici. Vanno al lavoro, per esempio, e sono sicuri adesso che i loro colleghi sanno che cosa sia la Chiesa cattolica e sanno, quindi, chi sono. Si sentono riconosciuti e rispettati nella loro identità”.Dunque questo viaggio ha riconsegnato alla Chiesa cattolica del Regno Unito un ruolo pubblico finora poco considerato?“Era già successo con Giovanni Paolo II quando la Chiesa cattolica era tornata ad essere visibile. Di nuovo c’è che Benedetto XVI ha parlato per la prima volta al cuore della nazione, dalla Westminster hall, una cosa mai successa”.Quella che si annunciava, alla vigilia, una visita molto difficile si è rivelata, alla fine, un successo: quali sono i motivi?“Innanzitutto il modo in cui si è comportato Benedetto XVI che ha parlato con chiarezza di temi chiave ed ha avuto un comportamento gentile e umile, da vero pastore. La gente l’ha visto da vicino per la prima volta, come ha detto al Papa un ragazzo fuori dalla Westminster Cathedral, e l’ha apprezzato. Abbiamo anche lavorato molto duramente e cercato di collaborare nel modo migliore sia con i rappresentanti del governo che con i membri della Chiesa anglicana. Credo che gli ottimi rapporti che abbiamo con la Chiesa anglicana abbiano contribuito al successo della visita”.

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