Ungheria, Austria, Germania, Portogallo

Ungheria: in prima linea contro il fango tossicoA una settimana dal più grave disastro ecologico nella storia dell’Ungheria, causato dalla fuoriuscita di fango tossico da un impianto per la lavorazione dell’alluminio che lunedì 4 ottobre ha invaso sette villaggi nell’Ovest del Paese provocando circa 150 i feriti e finora otto morti, la Chiesa cattolica continua a prestare aiuto alla popolazione colpita tramite la Caritas. Intanto è stato ultimato il secondo argine per proteggere gli abitanti di Kolontár da una possibile nuova inondazione, mentre Miklós Mód, parroco di Kolontár e Devecser, ha creato un centro informativo presso la parrocchia di Devecser dove la situazione viene costantemente monitorata. Il parroco e il direttore regionale della Caritas, Richárd Zagyva, lavorano per aiutare la gente che ha bisogno di viveri e alloggio perché le case danneggiate non saranno riparate prima dell’inverno. Sul luogo è arrivato anche il Servizio caritativo maltese. “Sono venuto a condividere il vostro dolore” ha detto lo scorso 9 ottobre il nunzio apostolico Juliusz Janusz agli sfollati alloggiati nel Palasport di Ajka. Molti i giovani volontari impegnati negli aiuti.Austria: fiera ecclesiastica dedicata al creato”Responsabilità verso il Creato”: questo lo slogan della Fiera del settore ecclesiastico “Gloria”, che si svolgerà dal 14 al 16 ottobre a Dornbirn. La manifestazione si rivolge innanzitutto alle persone che operano nella Chiesa per informarle su prodotti e prestazioni per chiese e conventi. L’evento è destinato a rappresentanti della Chiesa cattolica, evangelica, neoapostolica e veterocattolica con circa 100 espositori – aziende e istituzioni di sei Paesi. Sono attesi circa 8.000 visitatori provenienti da Svizzera, Germania, Liechtenstein e Austria. Questa fiera “significa per noi incontro e solidarietà”, ha affermato Benno Elbs, vicario generale della diocesi di Feldkirch nel corso della presentazione avvenuta nei giorni scorsi. “E se ci riferiamo anche alla responsabilità verso il Creato, dobbiamo chiederci: Come posso vivere senza che il Creato venga distrutto?”. Il pastore della comunità evangelica di Dornbirn ha invece sottolineato l’aspetto ecumenico della manifestazione che “promuove la crescita e la maturazione reciproca. Possiamo partecipare alla vita di altre Chiese e contribuire con la nostra fede”. La fiera comprende anche momenti di discussione, concerti, convegni e una mostra dedicata alla Bibbia. Germania: ruolo delle Chiese e caduta del MuroIl ruolo dei cristiani nell’Europa centrale e dell’Est nella svolta politica degli anni ’90 è stato sottolineato, nei giorni scorsi, a Berlino da mons. Robert Zollitsch. “Sono state le persone dell’ex blocco dell’Est ad avviare la svolta. Tra loro spiccavano anche molti cristiani impegnati”, ha detto il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) durante una cerimonia organizzata dal Commissariato dei vescovi tedeschi. La svolta è stata preceduta “da decenni di lotta per la riconciliazione. Anche le Chiese hanno sempre compiuto e incoraggiato gli sforzi in tal senso”, ha aggiunto Zollitsch davanti ai rappresentanti della politica e dei media presenti. Il presidente della Dbk ha inoltre lodato la “riconciliazione riuscita tra cechi e tedeschi”, definendo la presenza di mons. Dominik Duka, arcivescovo di Praga, “un segno positivo e di speranza per l’Europa e per la nostra Chiesa” e annunciando una visita alla capitale ceca. Intervenendo sulla presenza della religione nella società secolarizzata, mons. Duka si è invece soffermato sul significato della razionalità per la teologia e ne ha sottolineato il ruolo, poiché rinunciando “espressamente alla razionalità”, in un’epoca di cambiamenti radicali, il Cristianesimo non può condurre un dialogo ampio e necessario con il mondo”.Portogallo: Federazione Vita no a “spirale aborto”La Federazione portoghese per la Vita, con l’appoggio dell’associazione Piattaforma Algarve per la Vita, ha recentemente realizzato ad Albufeira un incontro pubblico per presentare i dati di una ricerca realizzata dal proprio ufficio studi sulla realtà dell’aborto in Portogallo. Dall’indagine svolta, risulta che nel 2009, anno in cui il numero totale delle nascite è rimasto al di sotto delle 100 mila, sono stati realizzati 19.456 aborti volontari. Lo studio ha anche rilevato che, sempre nell’anno 2009, la ripetizione dell’interruzione della gravidanza da parte della stessa donna ha rappresentato il 21% di questo totale. I rappresentanti della Federazione per la Vita ritengono che “il panorama emerso mostra che l’aborto sta originando comportamenti irrazionali di irresponsabilità e indifferenza per la dignità umana. Molte donne che entrano in tale ‘spirale abortiva’ perdono completamente il controllo della propria vita, come dimostra il fatto che addirittura si sono registrati casi di 10 consecutive interruzioni volontarie della gravidanza”. Durante l’incontro, sono stati anche dibattuti vari modelli di educazione alla sessualità, in particolare il programma “Proteggi il tuo cuore”, attuato dall’associazione Famiglia e Società, ed il programma “DIP3 Sviluppo Integrale della Persona”, creato a Porto da Teresa Tomé Ribeiro.

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