Un ponte di valori

Il tema della Giornata mondiale 2011

“Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”. È il tema scelto dal Papa per la 45ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, comunicato dalla sala stampa vaticana il 29 settembre. A spiegare la scelta di Benedetto XVI una nota di presentazione del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali (Pccs) in cui si legge, tra l’altro, che “la verità resta l’immutabile faro d’approdo anche per i new-media e, anzi, l’era digitale, allargando i confini dell’informazione e della conoscenza, può rendere idealmente più vicino ciò che rappresenta il più importante degli obiettivi per chiunque operi nel mondo dei media”. In che modo? Alla vigilia del congresso della stampa cattolica, promosso dal Pccs in Vaticano (4-7 ottobre), lo abbiamo chiesto al segretario del dicastero vaticano, mons. Paul Tighe.

Il tema della Giornata si pone in continuità con quelli degli ultimi anni. Può spiegare il senso di questa scelta?
“Credo che la scansione stessa di questo tema ponga di fronte all’essenziale del mondo della comunicazione; quella tradizionale e tutta l’altra connotata dalla dimensione digitale. La verità è l’obiettivo primario e comune che, come un ‘ponte di valori’, assicura e si fa garante non solo di un passaggio tecnico ma di un nuovo modo di relazionarsi. Senza l’apporto della verità il salto tecnologico non avrebbe altro valore se non quello di una semplice modifica, per quanto significativa. L’era digitale, di per sé, non comporta nessun cambio d’orizzonte rispetto ai valori in gioco; semmai pone in risalto l’elemento di un’autenticità di vita che rappresenta, in qualche modo, la verifica di un sincero atteggiamento personale verso la ricerca della verità”.

Quali prospettive per educare a una comunicazione al servizio della verità?
“Nella ricerca della verità, da parte dei media, non esistono prospettive nuove: le vie non cambiano. Mutano i ‘mezzi’ per percorrerle. Oggi sono certamente più agevoli e infinitamente più veloci. Una comunicazione al servizio della verità mette in campo, al massimo livello, tutti i propri valori: la vocazione al dialogo, il rispetto della persona, il desiderio, innato in ogni uomo, di allargare le conoscenze. Ma non basta: questa ricerca porta scarsi frutti se non riesce a dare il giusto rilievo (e ciò vale soprattutto per gli operatori cattolici) al dato della competenza e della professionalità”.

Siamo ormai alla vigilia del congresso della stampa cattolica. Quali gli obiettivi di questo evento?
“Uno è certamente rinsaldare i rapporti e i contatti con un mondo che, seppure globalizzato al massimo livello, ha sempre bisogno d’incontrarsi e ‘guardarsi in faccia’. L’obiettivo principale è puntato, però, sulla stampa scritta e sul suo futuro. C’è chi parla di pericoli d’estinzione, sotto la poderosa spinta di quella che viene sempre più identificata come la ‘comunicazione istantanea’. Hanno ancora un futuro i giornali e i periodici stampati? Quale valore ha la parola scritta in un panorama sempre più dominato dalle immagini? E all’interno di tutto questo, quali prospettive esistono per la stampa cattolica? Sono domande alle quali il congresso non ha l’ambizione di fornire risposte definitive. Ma il confronto sarà certamente utile e vantaggioso per tutti”.

Quali i temi che verranno affrontati?
“Saranno quelli dell’informazione e della comunicazione oggi, anche alla luce del tema scelto per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. L’accento sarà in particolare sulla stampa scritta. Per questo il primo giorno (4 ottobre), dopo l’introduzione di mons. Celli, presidente del Pccs, verranno affrontate le problematiche e il futuro della stampa. Ad aprire le riflessioni sarà Amy Mitchell, vicedirettore del ‘Project for excellence in Journalism’ del ‘Pew Research Center’ (centro di ricerca statunitense), che presenterà le prospettive attuali e future del giornalismo. Seguiranno gli interventi di alcuni direttori di grandi giornali laici a livello mondiale. Nel pomeriggio, direttori di grandi quotidiani cattolici provenienti da vari Paesi diranno in che modo guardano con speranza al futuro, tenendo conto che il mondo digitale presenta sì delle sfide, ma anche grandi opportunità. Il secondo giorno verrà dedicato a problematiche particolari: quale relazione tra stampa e ricerca della verità? Che rapporto c’è tra stampa cattolica e controversie? In particolare si cercherà di delineare l’identità specifica della stampa cattolica. Il tema della rivoluzione digitale sarà affrontato in maniera esplicita il terzo giorno: in mattinata si parlerà di alcune questioni che riguardano il rapporto stampa-Internet, con le testimonianze di giornalisti impegnati prima sulla carta e ora on line ; nel pomeriggio verrà proposta una rassegna di esperienze positive nell’uso dei nuovi media da parte dei comunicatori della Chiesa. Il 7 ottobre, infine, le conclusioni e l’udienza con il Papa”.

Quali le aspettative principali del Pontificio Consiglio per questo congresso?
“Si vuole creare una ‘dinamica di comunione’ tra i partecipanti, apprezzando le cose buone già avviate nei diversi Paesi e facilitando la creazione di reti informali fra i presenti. In questo, Internet può offrire un valido aiuto. Perciò le prospettive del Pontificio Consiglio sono quelle di rendere un supporto concreto al mondo della comunicazione, puntando soprattutto sull’approfondimento e sulla riflessione. È un impegno che fa bene anche al nostro lavoro quotidiano”.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy