Un buon pacchetto

Per la stabilità economica, la moneta unica e l'occupazione

È finalmente pronto il pacchetto di misure che la Commissione suggerisce con molteplici intenti: conseguire una governance economica più efficiente in Europa, tenere sotto controllo i bilanci degli Stati, stabilizzare moneta e mercati prevenendo future crisi, operare sul versante della competitività e della creazione di posti di lavoro. Opportunità e limiti. Le proposte dell’Esecutivo, rese note il 29 settembre dopo analisi e dibattiti durati mesi, passano ora al vaglio di Consiglio e Parlamento europeo, che le devono approvare. Ma due particolari sembrano per ora limitare la portata dei provvedimenti: anzitutto il fatto che questi avranno effetti concreti solo per i 16 Paesi dell’euro e non per tutta l’Ue27; inoltre, mentre finora si erano indicate norme attive dal prossimo gennaio, ora si parla di un’eventuale entrata in vigore non prima dell’estate 2011. Il nuovo pacchetto legislativo (che comprende una direttiva e 5 regolamenti) si compone di varie proposte riguardanti questioni di bilancio, tra cui “una profonda riforma del Patto di stabilità e crescita”, mentre “due regolamenti mirano a individuare e ad affrontare efficacemente gli squilibri macroeconomici nell’ambito dell’Ue e dell’area euro”. L’Esecutivo, però, ammette che “le modifiche rafforzeranno in particolare i meccanismi di controllo e l’osservanza delle norme nei sedici Paesi che adottano la moneta unica”. L’Unione, pesantemente investita dalla crisi finanziaria originatasi in America e dalle sue ricadute produttive e occupazionali, intende comunque prevenire simili situazioni in futuro e predisporre interventi per “condurre politiche economiche sane, contribuendo in tal modo a una crescita e a un’occupazione più durature in linea con la strategia Europa 2020”.Le convinzioni di Barroso e Rehn. “Gli scioperi di oggi – ha affermato il presidente della Commissione, José Manuel Barroso – ci ricordano i problemi profondi creati dalla recessione e che non possiamo lasciare indietro i lavoratori” espulsi dai processi produttivi “e le persone e i ceti economicamente più deboli”. Proprio il 29 settembre, infatti, erano in corso astensioni dal lavoro in diversi Paesi d’Europa, e per le strade di Bruxelles si svolgeva una imponente manifestazione indetta dalla Confederazione europea dei sindacati contro i piani di austerità predisposti dai governi nazionali. “Queste non sono proposte di facciata – ha detto Barroso -. Sono provvedimenti che dobbiamo adottare, un freno prima che l’auto finisca nel precipizio”. La Commissione intende dunque “rafforzare la governance con un controllo efficace sulle dinamiche macroeconomiche”, un Patto di stabilità e crescita rinnovato, portando gli Stati a maggiori controlli sui bilanci pubblici. “Ognuna delle azioni presentate”, ha fatto eco Olli Rehn, commissario agli affari economici e monetari, “risponde alle disposizioni e ai poteri conferiti all’Ue dal Trattato di Lisbona”, che gli Stati membri dell’Unione hanno sottoscritto. L’Esecutivo punta ad “alcune azioni preventive e a una vera sorveglianza economica. Per questo s’intende dare efficacia al Patto di stabilità, concentrandosi sui debiti pubblici eccessivi che sono un giogo al collo dei cittadini”. Per Rehn, “le sanzioni rese possibili dal Patto devono progressivamente diventare più severe ed essere applicate e rispettate da tutti”.Le sei misure proposte. Più precisamente, la prima delle sei misure del pacchetto è un regolamento di modifica della “parte preventiva” del Patto di stabilità e crescita, che “mira ad assicurare che gli Stati attuino politiche di bilancio prudenti nei periodi favorevoli al fine di costituire le necessarie riserve per i periodi sfavorevoli”. La seconda proposta riguarda un regolamento di modifica della “parte correttiva” del Patto, la quale vorrebbe “evitare gravi errori nelle politiche di bilancio”. In futuro l’andamento del debito verrà “seguito più da vicino e trattato alla stessa stregua dell’andamento del disavanzo”. Gli Stati membri il cui debito supera il 60% del Pil “dovrebbero adottare misure per ridurlo a un ritmo” indicato dall’Ue. Il terzo regolamento verte sulla effettiva applicazione della sorveglianza di bilancio nell’area dell’euro. La quarta indicazione della Commissione punta a varare una nuova direttiva relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri. Segue un regolamento (quinto punto) sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici: questo strumento di sorveglianza “prevede una valutazione dei rischi derivanti dagli squilibri effettuata a scadenze regolari e basata su un quadro di riferimento composto da precisi indicatori economici”. Per gli Stati membri che “presentano squilibri che mettono a rischio il funzionamento dell’Unione economica e monetaria, il Consiglio può adottare raccomandazioni e avviare una procedura per gli squilibri eccessivi”. Infine, viene proposto un regolamento sulle misure per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nell’area dell’euro.

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