Famiglia e libertà

Aperta a Zagabria assemblea plenaria vescovi europei

"Demografia e Famiglia in Europa". Di questo i presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa stanno discutendo a Zagabria per l’assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) che si è aperta il 29 settembre nel ricordo del card. Alojzije Stepinac e si concluderà il 3 ottobre. Nel ricordo del card. Stepinac. "Nel dodicesimo anniversario della sua beatificazione e nel cinquantesimo della sua morte – ha detto il card. Josip Bozanic, arcivescovo di Zagabria e vicepresidente Ccee, nella conferenza stampa di presentazione dell’incontro – il card. Stepinac rappresenta un riferimento luminoso per la Chiesa croata e non solo. Lo sentiamo quale protettore e guida dei nostri lavori". Sempre in conferenza stampa, interpellato sulla questione dei rom, il card. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo di Bordeaux e vicepresidente Ccee, ha ribadito che si tratta di "un problema che deve trovare una condivisa risposta europea" alla quale anche la Chiesa "ha offerto e offre il suo specifico contributo". L’assemblea, alla quale è presente anche il card. Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, si è aperta con la lettura di un messaggio di Benedetto XVI, che "incoraggia a proseguire importante opera svolta a suscitare nelle comunità ecclesiali il necessario impegno per libertà dei fedeli dalla intolleranza e discriminazione e per la promozione della famiglia e difesa della vita umana". Il Papa auspica che "l’incontro contribuisca a rinsaldare i vincoli di unità e comunione tra i vescovi europei, imprimendo ulteriore coraggioso impulso alla nuova evangelizzazione del continente".Un Osservatorio sulle discriminazioni in Europa. Introducendo i lavori, il card. Péter Erdő, arcivescovo di Esztergom-Budapest e presidente del Ccee, ha annunciato la nascita di un Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione dei cristiani in Europa per "promuovere una maggiore presa di coscienza delle forme d’intolleranza e di discriminazione che alcuni cristiani in Europa subiscono". L’Osservatorio, ha precisato, "non vuole essere uno strumento di polemica, ma un aiuto per creare una società più rispettosa della libertà religiosa, più capace anche di capire e di accettare sia le proprie radici sia la realtà plurale attraverso una sana laicità. In definitiva, si tratta, da una parte, di un aiuto all’evangelizzazione moderna, e dall’altra, di un aiuto allo sviluppo per un’autentica democrazia basata sull’uguaglianza nel nostro continente. La vera libertà religiosa – come dice Giovanni Paolo II – è un diritto centrale, è un indicatore per la condivisione di tutti gli altri diritti. Dove sono possibili campagne di odio collettivo contro una comunità religiosa o un gruppo etnico, domani saranno possibili anche contro altri gruppi". Europa, in crisi di identità. Secondo il cardinale, l’Europa "attraversa oggi una crisi di identità". Ed ha aggiunto: "Quando si vuole negare ad ogni costo l’esistenza di Dio, come alcuni gruppi cercano di fare, si finisce sempre per negare la possibilità di fondare la vita e le strutture sociali in qualcosa di saldo". Sottolineando le difficoltà dei "numerosi cristiani che cercano con la loro vita di testimoniare la fede e la speranza che abita in loro, anche attraverso un modello di vita che spesso diventa una sfida per gli altri", il card. Erdő ha spiegato che l’Osservatorio nasce "per sensibilizzare le persone rispetto all’esistenza di questi casi di discriminazione dei cristiani in Europa". L’iniziativa era stata annunciata qualche tempo fa sull’ultimo numero di "Litterae Communionis", in cui si apprende che il Ccee ha deciso di sostenere il lavoro dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa realizzato a Vienna dall’Agenzia Kairós Consulting. Per coordinare il progetto la presidenza Ccee ha nominato mons. Andràs Veres, vescovo di Szombathely (Ungheria). Esiste anche un sito: www.intoleranceagainstchristians.eu. Il difficile sì alla vita. Introducendo il tema principale della riflessioni di questi giorni il card. Erdő ha lanciato un appello affinché in Europa si mettano in atto "politiche adeguate ai reali bisogni della famiglia". Molte le ragioni che impediscono alle persone una piena disponibilità "per un sì alla vita". "L’organizzazione della vita urbana moderna rende difficile mantenere una famiglia numerosa. Le donne non sono abbastanza valorizzate nella loro maternità. La crisi economica e la disoccupazione entrano nelle case di tante famiglie". "Non possiamo non prendere atto – ha proseguito il cardinale – che ai nostri giorni lo stesso concetto di famiglia viene messo in discussione e siamo seriamente preoccupati" per le minacce alla "vita umana" in particolare "nei momenti di sua maggiore vulnerabilità", prima della nascita e quando si avvicina al suo termine. Secondo il presidente Ccee, "la crisi della famiglia è soprattutto un aspetto della crisi culturale". "Ciò che più manca nella nostra società e nelle nostre famiglie non sono solo le soluzioni" ai problemi immediati, ha concluso, ma "sopratutto l’entusiasmo".

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