La strada maestra

Intervista con don Nicolò Anselmi (Snpg)

Cento mila giovani accompagnati da più di 100 vescovi, oltre 100 le diocesi che si sono gemellate con quelle spagnole, 18 i gruppi che animeranno il Festival della gioventù. Manca meno di un anno dalla Giornata mondiale della gioventù di Madrid (15-21 agosto 2011) e già si comincia a delineare la partecipazione italiana (cfr www.gmg2011.it). Le diocesi, i gruppi, i movimenti e le aggregazioni laicali si stanno muovendo per organizzare una trasferta molto attesa e certamente più facile rispetto a quella della Gmg di Sydney (2008) quando gli italiani furono circa 10 mila. Per fare il punto della situazione il SIR ha intervistato don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio nazionale della Cei per la pastorale giovanile (Snpg).

A che punto è l’organizzazione della "spedizione" azzurra?
"Le nostre diocesi sono mobilitate da tempo per raccogliere le iscrizioni alla Giornata di Madrid. Molti rappresentanti diocesani si sono recati in Spagna per i gemellaggi con le diocesi locali (Giorni nelle diocesi 11-15 agosto). È veramente ciò che desideravamo quando avevamo pensato al cammino che ci avrebbe portato a Madrid: 2010 anno della partenza, 2011 anno dell’incontro e 2012 anno del racconto. Per l’anno liturgico 2010-2011 abbiamo pensato, come Snpg, ad un volume di preghiere, testimonianze e proposte di impegno, che sarà a breve in libreria, e che ci seguirà nel percorso verso la Gmg e al Congresso eucaristico nazionale (3-11 settembre 2011, Ancona) dove speriamo di avere due giovani da ogni diocesi".

Ha parlato di gemellaggi: come stanno procedendo le diocesi italiane?
"Quelle liguri si sono tutte gemellate con quella spagnola di san Sebastian, quelle umbre con Santiago de Compostela, le toscane con Valencia, eccetto Massa Carrara che andrà a Madrid. Le singole diocesi di Lombardia, Marche e Piemonte hanno ciascuna la propria ‘gemella’ spagnola. Anche le altre si stanno muovendo in questa direzione e ciò rappresenta una novità, in quanto nel passato non tutte avevano fatto gemellaggi. I giorni nelle diocesi sono momenti importanti di incontro tra Chiese ed è importante viverli in una logica di dono reciproco. La Gmg, infatti, offre ai giovani l’occasione di stare insieme, pregare, condividere, in definitiva, instaurare delle relazioni vere. I giovani cercano relazioni di qualità. Credo che questa sia anche la strada per la pastorale giovanile, soprattutto ora che l’educazione è al centro degli Orientamenti pastorali della Cei per il prossimo decennio".

Quanti italiani parteciperanno alla Gmg di Madrid?
"Pensiamo ad un cifra intorno ai 100 mila, numero che testimonia la vitalità delle nostre diocesi e senso di ecclesialità. Sono sempre di meno i giovani che si muovono da soli per partecipare alla Giornata e sempre di più quelli che preferiscono aggregarsi ai gruppi e alle diocesi. Dobbiamo evidenziare anche le forti motivazioni che spingono i giovani a partire che non sono quelle di farsi una vacanza in Spagna, meta facilmente raggiungibile in ogni momento. Si parte per fare un’esperienza di Chiesa con il Papa. I giovani saranno accompagnati da oltre 100 vescovi. Molti di loro terranno anche le catechesi secondo un programma fissato dal Comitato organizzatore spagnolo".

Stime del Comitato organizzatore spagnolo parlano di 2 milioni di partecipanti. Non sembra, dunque, pesare sui giovani lo scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa…
"Queste vicende hanno lasciato un segno, però sto notando che tanti nostri giovani continuano ad amare la Chiesa dimostrando maturità e fiducia, senza cadere in facili generalizzazioni che sono dannose".

Il "contingente" italiano si è sempre fatto apprezzare per capacità organizzativa e creatività nella partecipazione. Sarà così anche a Madrid?
"Come tradizione il ‘contingente’ italiano avrà un punto di riferimento in ‘Casa Italia’ che come Snpg allestiremo presso la scuola italiana che è proprio vicino alla sede del Comitato organizzatore spagnolo. Cercheremo anche di dare supporto a quei 18 gruppi italiani che animeranno il Festival culturale della Gmg, che comprende concerti, spettacoli, mostre e visite guidate. Stiamo pensando ad una ‘Festa degli italiani’, che però non avrà le caratteristiche di un mega raduno per mancanza di spazi adeguati. I nostri avranno una sacca con oggetti che stimoleranno la loro creatività, come una stoffa colorata con la quale potranno confezionarsi qualcosa di tipico, ma anche un cappellino, un rosario missionario, un vademecum di preghiera e canti, uno stuoino e la bandiera italiana. Nel 2011 si festeggerà il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e può essere l’occasione per rinsaldare i vincoli. Saremo a Madrid con uno stile di solidarietà: nella quota italiana di partecipazione abbiamo stabilito una piccola cifra da destinare a parrocchie, gruppi e giovani in difficoltà economiche così da permettere loro di partecipare. Una parte della somma andrà alla diocesi africana di Emdeber dove è stato avviato un progetto pastorale durante il triennio dell’Agorà".

Allora appuntamento a Madrid?
"Stiamo lavorando per questo. Ma il prossimo appuntamento, importante, è la 46ª Settimana Sociale dei cattolici italiani a Reggio Calabria (14-17 ottobre 2010). Ci siamo preparati con una serie di incontri e in Calabria ci saranno dei delegati giovanili che illustreranno proposte concrete elaborate nel corso del Forum nazionale giovani dello scorso aprile".

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