L’audacia del perdono

Conferenza europea delle Commissioni Giustizia e Pace a Vilnius

Si è svolto a Vilnius, in Lituania, dal 17 al 19 settembre, l’incontro internazionale della Conferenza europea delle Commissioni Giustizia e Pace, network europeo che oggi raggruppa 31 commissioni nazionali. Il tema è stato: “il dono della libertà: una storia di transizioni e sfide”, in riconoscimento del fatto che il 2010 è un anniversario speciale per la Lituania, che segna i vent’anni dal ristabilimento dell’indipendenza e dalla fine del dominio sovietico. “La Lituania – si legge nel comunicato finale – è una nazione la cui forte fede e identità culturale hanno consentito di sopravvivere alle molteplici occupazioni avvenute nel corso del Novecento, culminando in quasi 50 anni di dominio sovietico”. “Comprensibilmente, le cicatrici del passato sono ancora visibili nella odierna società lituana. Siamo stati però incoraggiati dagli sforzi compiuti per affrontare le ingiustizie del passato attraverso processi di riconciliazione, che danno prova tangibile della volontà di dare un riconoscimento alle vittime dell’ingiustizia”. “Le nostre esperienze ci hanno portato a riflettere sul significato della libertà e della responsabilità che la accompagnano. La vera libertà non è raggiunta in un attimo, ma è un processo continuo. Minacce alla libertà possono assumere molte forme: possono essere di tipo militare, politico, sociale, economico o morale. Tutti noi, in Europa, dobbiamo essere vigili alle nuove forme di minacce alla libertà”. Riportiamo stralci di una riflessione dal titolo “L’Europa dei martiri e dei peccatori” presentata a Vilnius da mons. Gérard Defois, presidente “Giustizia e Pace Europa”. Devo ammettere, da quando “Giustizia e pace” ci mostra ogni giorno situazioni di ingiustizia e di miseria, di fronte al fatto che migranti e poveri, gli esclusi dalla democrazia e clandestini di tutte le razze bussano alle porte degli Stati e dei governi dei nostri Paesi, a volte mi chiedo se la nostra ambizione europea sia all’altezza delle nostre speranze e delle nostre responsabilità. Che cosa possiamo aspettarci da questo vecchio continente per quanto ricco sia di radici cristiane? E’ quanto si chiedono molti dei nostri interlocutori. L’Europa di domani dovrà inventarsi e ricostruire muri nuovi o definire territori riservati per mantenere la pace ai pochi privilegiati e proteggerli dalla violenza delle vittime dello loro stesse ingiustizie? La nostra Europa è al tempo stesso terra di martiri e terra di peccatori. L’Europa non può dimenticare che è figlia di una generazione di martiri, uomini e donne, anche bambini che hanno rischiato la vita pur di non perdere la loro anima. Ma oggi l’Europa annegata nel delirio di possesso e consumismo, rischia di perdersi. La democrazia e la cittadinanza infatti non hanno forza se non sono fondate sui valori dello Spirito per cui l’uomo non vive di solo pane, ma delle parole e delle promesse che vengono da Dio. La nostra Europa ha una necessità impellente della preghiera dei martiri, per osare ancora credere alla promessa di solidarietà europea che le possa garantire la fedeltà nell’amore, la verità nella giustizia e la solidarietà nella pace. E’ dunque altrettanto chiaro che non può esserci un’Europa senza una dinamica permanente di riconciliazione. Più che mai credo che il perdono sia oggi l’atto di coraggio più audace dei prossimi anni. Ne siamo fortemente convinti perché le memorie rimangono ferite e dal Nord al Sud d’Europa troviamo ancora ferite cicatrizzate la cui sofferenza rimane ancora forte. Questo è stato detto: “l’Europa ha male di memoria”. Ed è nella verità, che si manifesterà una solidarietà degna e fraterna. Altrimenti, cadremo nel circuito della vendetta e della violenza. Sappiamo che la nostra fede è in realtà una alleanza e una riconciliazione che ci sono donate da Dio. E’ lui che promette. In questo senso l’Europa è diventata, grazie a tutti i credenti, una promessa e un dono. Così, ispirati dall’ascolto dei nostri fratelli della Lituania, chiamiamo tutti coloro che condividono la preoccupazione dell’Europa di oggi e di domani: Europa delle imprese e dei mercati, che cosa fai tu per il dono e la condivisione. Europa delle nazioni, che cosa fai tu per la solidarietà senza frontiere e per la dignità dell’uomo? Europa, che cosa fai tu per la cultura e per i valori degli altri popoli? Europa dei martiri, che cosa fai tu per la tua memoria? La fedeltà dei martiri e l’audacia del perdono possono essere il lievito nella pasta della società europea.

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