Medio Oriente ed Europa

Dal 10 al 24 ottobre a Roma il Sinodo voluto da Benedetto XVI

Al Sinodo per il Medio Oriente, che si terrà a Roma dal 10 al 24 Ottobre 2010, è dedicato l’editoriale di “Litterae Communionis” del Ccee (maggio-agosto 2010) a firma di Youssef Soussef, arcivescovo di Cipro dei Maroniti e segretario speciale del Sinodo per il Medio Oriente. Ne pubblichiamo uno stralcio.Oggi, la Chiesa in Medio Oriente è chiamata, attraverso il Sinodo, a rileggere la storia della sua missione. È chiamata a mantenere vivo lo spirito di comunione essendo un segno di speranza di fronte alle attuali sfide che si presentano al mondo quali il conflitto delle culture, la riconciliazione dei popoli, la pace nella giustizia …, e dove l’esperienza cristiana ha molto da offrire per costruire la logica dell’amore e rafforzare le esperienze di pace e di riconciliazione. I battezzati quindi sono chiamati a presentare al mondo, con la loro vita, una bella icona di convivenza fondata sui valori spirituali, umani e culturali, di dialogo di vita, di rispetto della persona umana e della sua libertà. Il Medio Oriente aspetta dai cristiani un contributo forte per costruire la cultura del perdono e della pace.Davanti a tale presenza, davanti a tale missione, si pongono varie sfide. Il testo dell’Instrumentum laboris menziona la situazione politica nella zona e i vari conflitti che hanno un’influenza diretta sui cristiani che in alcuni luoghi soffrono insieme ai loro concittadini, le situazioni di guerre. Il testo si sofferma a presentare la questione della libertà religiosa e della libertà di coscienza, valori assoluti per i cristiani, visto che per lunghi secoli in Medio Oriente la Chiesa ha difeso questo diritto alla libertà religiosa e sarà sempre un garante della libertà nelle zone perturbate. Per questo motivo, la presenza della Chiesa é “vantaggiosa” non solo per i cristiani, ma anche per i non cristiani, in particolare per quelli che credono nei valori umani e spirituali, e che si riconoscono direttamente o indirettamente con l’atteggiamento della Chiesa e con la sua testimonianza. Quindi la presenza dei cristiani è veramente un segno, e dovrebbe essere appoggiata tanto a livello di Chiesa universale che da parte della comunità internazionale, per affrontare con i popoli locali, i sistemi socio-religiosi che vanno contro i valori umani, i valori della libertà, i valori del dialogo e dell’incontro tra le diverse culture. Si vive oggi un vero conflitto di culture, un conflitto di mentalità, un conflitto di approccio e di visione, anche all’interno della religione stessa. Il cristianesimo avrebbe tanto da dire e da fare. […] Ogni tipo di chiusura, ogni tipo di estremismo danneggia la società umana. Solo il dialogo basato sulla libertà di coscienza e sull’amore può costruire una società equilibrata, sviluppata e pacifica e dove l’aspetto spirituale fa parte essenziale della sua struttura e fa promuovere una modernità positiva che edifichi la persona umana nella totalità della sua missione. In questo contesto, si presenta la grande sfide dell’emigrazione dei cristiani. La loro assenza è una perdita non solo per le comunità cristiane, ma per tutti quanti. Si perde la possibilità dell’incontro tra le culture. Si perde l’opportunità di dialogo di vita tra gli uomini. […]Davanti all’esperienza sinodale, la Chiesa in Europa è chiamata a vivere l’evento con un atteggiamento di solidarietà spirituale, ecclesiale e socioculturale. Questa solidarietà ha per scopo di aiutare i cristiani a rimanere nei loro Paesi, perché la loro presenza contribuirà, insieme a tutte le altre culture, a mantenere uno spazio vitale di convivenza, per testimoniare i valori del vangelo. Il Sinodo è un’occasione per conoscere le diverse realtà delle Chiese in Medio Oriente, il loro patrimonio spirituale e liturgico, la loro storia, tenendo presente che un buon numero di fedeli di questeChiese vive già in Europa. Tale conoscenza arricchisce l’esperienza della comunione e rafforza il senso della Chiesa, “Una, Santa, Cattolica e Apostolica”.Dall’altra parte, la conoscenza dei cristiani del Medio Oriente offre l’occasione ai cristiani europei di conoscere di più i musulmani che provengono dai Paesi dove le due religioni hanno vissuto insieme in spirito di convivenza, nonostante i tempi duri e difficili. L’Europa e la Chiesa in Europa potrebbero offrire anche un grande esempioalle diverse realtà del Medio Oriente, dove i cristiani non sono visitatori ma cittadini autoctoni storicamente e socialmente; questo esempio abbraccia i valori umani e culturali, il rispetto della libertà e della dignità della persona umana. Quindi il Sinodo e un vero spazio ecclesiale di comunione e di testimonianza del Cristo Risorto nellaregione dove lui si e incarnato e ci ha dato la vita e dove noi ne siamo testimoni.

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